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Innovazione, formazione e rete nel modello AITeM, l’Associazione Italiana delle Tecnologie Manifatturiere

Interpretando il presente della manifattura, e progettandone il futuro, AITeM guida l’evoluzione dei processi produttivi. Riunisce industria, ricerca e talenti in un’unica rete, offrendo un prezioso strumento alle imprese italiane.

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Marianna Capasso

La materia prende forma, l’idea diventa sostanza e il progetto si traduce in realtà. Così opera AITeM, da 36 anni. Menti, esperienze e visioni, da Nord a Sud, per unire ricerca e industria, attraverso un unico linguaggio, che è quello dell’ingegno. Giovani ricercatori e professionisti, assieme, per le tecnologie manifatturiere che, da semplici strumenti, diventano la longa manu dell’intelletto italico.

Quando nasce nel 1991, l’Associazione Italiana delle Tecnologie Manifatturiere ha uno scopo ben preciso: diventare un riferimento per il settore manifatturiero. Muove i primi passi in ambito accademico, arrivando oggi a contare oltre 400 soci, appartenenti non solo al mondo universitario ma anche a quello dell’industria. Con 40 sedi – da Bolzano a Catania, e da ovest a est – l’Associazione copre l’intero Paese, con una presenza fissa nei principali Atenei della Penisola.

L'associazione AITeM e i suoi due Osservatori

Abbiamo incontrato i rappresentanti dell’Associazione a Bologna, durante la 24esima edizione di MECSPE. Dove, grazie alle parole del Presidente, il prof. Antonino Squillace, abbiamo avuto modo di conoscerne l’operato, con la presentazione dei due Osservatori. Quello sull’Impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore Manifatturiero e quello sulla Sostenibilità delle tecnologie e dei sistemi di produzione.

Attraverso gli Osservatori, AITeM analizza e prevede i trend di sviluppo su tecnologie, sistemi e processi, con un ampio orizzonte temporale. E punta ad essere il riferimento nazionale per monitoraggio e crescita culturale su tematiche specifiche, valorizzando il suo ruolo nel Sistema Paese. Ma serve il supporto dell’intera comunità scientifica e industriale. È per questo che tutte le imprese dovrebbero partecipare ai questionari promossi dall’Associazione.

AI e sostenibilità negli Osservatori AITeM

Coordinato dal prof. Luigi Nele, l’Osservatorio Impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore Manifatturiero monitora lo stato dell’adozione di tecnologie di AI nel sistema industriale manifatturiero italiano. Supporta la diffusione di soluzioni nei processi produttivi. E promuove il trasferimento tecnologico e la formazione sulle applicazioni di intelligenza artificiale. Attraverso l’Osservatorio vengono mappate le applicazioni esistenti, si raccolgono i case study e si analizzano i fabbisogni tecnologici e formativi delle imprese.

Il prof. Luigi Nele durante uno speech in MECSPE Bologna, all'inizio di marzo (credits: AITem)

È invece dedicato allo studio e alla promozione di pratiche industriali e tecnologiche, orientate a un uso responsabile delle risorse, l’Osservatorio AITeM sulla Sostenibilità. Coordinato dal prof. Paolo C. Priarone, ha l’obiettivo di ottimizzazione i processi produttivi, e contribuisce a definire strategie di sviluppo sostenibile, in linea con i principi dell’Industria 5.0. Adotta una visione sistemica per l’intero ciclo di vita dei prodotti, partendo dall’approvvigionamento delle materie prime per arrivare al fine ciclo – con le famose 3R (raccolta, riuso, riparazione).

AITeM, tra scienza, economia e società

Per rispondere alle esigenze del mercato, in rapida evoluzione, AITeM affida ai giovani ricercatori delle Università e dell’Industria il compito di operare attraverso le sue Sezioni. Delineando le tecnologie del futuro e organizzando quella necessaria collaborazione che favorisce il progresso. Sono sei, diverse tra loro, ma unite da un unico obiettivo: coprire le principali direttrici dell’innovazione manifatturiera.

Di fatto, le Sezioni sono gruppi tematici che intercettano i trend tecnologici più innovativi del panorama manifatturiero italiano. E si muovono coinvolgendo ricerca e industria, per promuovere temi scientifici. Sostengono la formazione, stimolano l’innovazione e favoriscono il trasferimento tecnologico alle imprese. Rappresentano quindi quel trait d’union tra scienza, industria e società.

I focus topic delle Sezioni AITeM

Aerospazio, e-mobility, biomedicale, ma anche processi avanzati e sostenibili, e digitale: ognuna delle Sezioni AITeM si concentra su una specifica tematica, ma c’è sempre un filo conduttore che le unisce. ADAPT si occupa, ad esempio, di tecniche di produzione adattive e flessibili. Mentre SIMPCo di processi di produzione sostenibili e innovativi per materiali compositi.

M4A (Machining for Aerospace) lavora su qualità estrema e sicurezza, focalizzandosi su materiali avanzati per il settore aerospaziale. In un ambito completamente diverso, LaserEMobility si concentra su sostenibilità e nuove tecnologie per e-mobility, mentre IN.BIO.SYS tratta di sistemi innovativi manifatturieri nell’Industria Biomedicale.

DIGITEM: la Digital Twin nella manifattura

Il ricorso ai Digital Twin, nell’ambito manifatturiero, è un prezioso alleato. Negli anni ha mostrato un beneficio importante per l’intero comparto, con un effettivo incremento di efficienza e una contestuale riduzione dei costi operativi. Da questa esigenza nasce la Sezione DIGITEM, che esplora i Digital Twin in sistemi e processi dell’industria manifatturiera nazionale ed europea.

Con l’obiettivo di promuovere sostenibilità e innovazione, DIGITEM approfondisce l’uso dei Digital Twin nei sistemi produttivi. Si concentra su modelli avanzati per il monitoraggio, il controllo, la supervisione e l’ottimizzazione dei processi. Integrando gli stessi con i sistemi MES e le logiche di Industria 4.0 e 5.0. Grazie alla collaborazione tra Università e aziende, si punta così a colmare il divario tra ricerca e applicazione industriale. Con ottimi risultati.

Pilastri e traiettorie: presente e futuro dell'associazione AITeM

Un grande progetto deve, per forza di cose, reggersi su stabili pilastri. E quelli di AITeM sono forti, e spaziano dai processi manifatturieri e di trasformazione, alla fabbricazione e all’assemblaggio, per arrivare ai sistemi di controllo. Un ruolo centrale è occupato dal tema dei materiali, con prestazioni e processi che ne modificano le proprietà. Mentre un ulteriore ambito è quello della progettazione dei beni strumentali e del controllo dei processi produttivi.

Ma come si sviluppa la missione dell’Associazione? Attraverso tre principali traiettorie: networking, formazione e innovazione. Ogni anno l’Associazione organizza un convegno, che dura tre giorni e ospita oltre 250 partecipanti. L’ultimo, il 17esimo, svoltosi a Bari nel settembre del 2025, ha rappresentato un prezioso momento di interazione e scambio, tra mondo accademico e industria. C’è poi l’Academy, con la sua formazione di alto livello. E il networking, che supera anche i confini nazionali.

Da tempo è infatti attiva una collaborazione con gli USA, anche attraverso la National Science Foundation. E ogni due anni si svolge un programma di scambio culturale della durata di due settimane, che coinvolge un gruppo di 20 dottorandi - 10 italiani e 10 statunitensi. L’obiettivo? Promuovere e rafforzare la collaborazione tra Italia e Stati Uniti attraverso il lavoro dell’Associazione.

Manuthon, una challenge lunga 33 ore: appuntamento a Firenze in maggio

Il vero gioiellino di AITeM è, però, Manuthon. Giunto alla sua quarta edizione, è il primo hackathon italiano sul manifatturiero. Una maratona di creatività rivolta a studenti universitari, dottorandi o master. Si volgerà a Firenze, il prossimo maggio, in una 33 ore no-stop durante la quale i giovani ingegni italiani saranno chiamati a sviluppare, in gruppo, un’idea o un progetto. Come risposta alle challenge proposte da aziende del settore manufacturing.

Sarà l’occasione, per i talentuosi partecipanti, di confrontarsi con temi reali del manifatturiero. E di poter mettere finalmente alla prova le proprie capacità – dimostrando altresì le grandi competenze. Una apposita giuria, poi, valuterà i prodotti, premiando l’idea più brillante. Quale modo migliore per mettere in contatto gli studenti con il mondo del lavoro? Perché l’ingegno fiorisce quando trova spazio e visione. E AITeM semina conoscenza (e speranza).