HomeIndustria 4.0Digital TransformationSoftware in Italia: un mercato da 66 miliardi di euro. Ora servono...

Software in Italia: un mercato da 66 miliardi di euro. Ora servono più investimenti in digitale

La filiera ha generato 66,7 miliardi di euro di fatturato nel 2024, ma l’Italia resta indietro negli investimenti. All’assemblea AssoSoftware del 28 ottobre, una prima analisi ha stimato i possibili effetti della proposta Investo Digitale sulla crescita.

Ti potrebbero interessare ⇢

Alice Alinari

Una filiera da 66,7 miliardi di euro di fatturato nel 2024 e investimenti ancora inferiori a quelli di altre economie: è il quadro del comparto software in Italia, emerso dall’assemblea di AssoSoftware, svoltasi a Milano il 28 ottobre 2026.

Al centro dell’incontro, il concreto contributo del software alla produttività e una prima valutazione della proposta Investo Digitale, pensata per sostenere la spesa delle imprese in software e servizi informatici.

L’assemblea ha inoltre riconfermato Pierfrancesco Angeleri alla presidenza e Mario Pedrazzini e Piermassimo Colombo alle vicepresidenze per il mandato dei prossimi quattro anni.

Investimenti software: il divario italiano

La relazione di Valentina Meliciani (Università Luiss Guido Carli) ha evidenziato che nel 2023 gli investimenti in software rappresentavano l’1,92% del valore aggiunto in Italia, contro il 2,56% della Spagna, il 3,54% degli Stati Uniti e il 5,01% della Francia. Sono indicatori diversi dal fatturato della filiera: descrivono quanto le economie investono in un fattore abilitante della trasformazione digitale.

Sul fronte dell’offerta, i dati illustrati da Raffaello Balocco (Politecnico di Milano) hanno mostrato la massiccia diffusione dell’intelligenza artificiale. Il 71% delle 171 aziende della filiera intervistate dall’Osservatorio Tech Company aveva adottato soluzioni di AI nello sviluppo o nell’erogazione del software. La quota comprende sia utilizzi estesi sia applicazioni circoscritte e sperimentazioni: non misura quindi un’adozione generalizzata nelle imprese italiane o nel manifatturiero.

Investo Digitale: cosa prevede la proposta

La prima analisi presentata da Claudio Socci (Università di Macerata) ha valutato una proposta di contributo pubblico pari al 60% degli investimenti delle società non finanziarie in software e servizi informatici per tre anni.

Secondo il modello utilizzato, l’effetto sul PIL reale sarebbe dello 0,16% nel primo anno, dello 0,18% nel secondo e dello 0,20% nel terzo. Le stime sono preliminari e considerano soltanto l’incremento della domanda: gli eventuali effetti sulla produttività saranno oggetto di una successiva fase dello studio. Non vanno dunque letti come risultati già conseguiti né come benefici garantiti.

Il nodo del software per il manifatturiero

Per le imprese manifatturiere, il tema più urgente è come tradurre l’investimento software in processi più coordinati. Collegare pianificazione, produzione e magazzino permette, ad esempio, di mettere in relazione ordini, avanzamento delle lavorazioni e disponibilità dei materiali.

Il beneficio non dipende però dal solo acquisto di specifici pacchetti applicativi: l'integrazione con i sistemi esistenti, la qualità dei dati e le competenze sono da sempre condizioni essenziali per rendere utilizzabili nelle decisioni operative le informazioni provenienti dal campo.