Come si affronta il cambiamento epocale che l’intelligenza artificiale agentica porterà nel mondo manifatturiero? Come si passa da un atteggiamento reattivo a un approccio proattivo che governi e tragga valore dai nuovi modelli organizzativi e produttivi? Come si gestiscono i continui cambiamenti geopolitici, normativi, ambientali?
Queste alcune domande poste durante il World Manufacturing Forum 2026 (XIV edizione), l’evento internazionale promosso dalla World Manufacturing Foundation, dedicato alle principali trasformazioni che stanno ridisegnando il futuro della manifattura.
Dal titolo “Navigating the Future of Manufacturing: Trends Compass & Technology Radars”, si è svolto alla presenza di rappresentanti di 48 nazionalità, 50 speaker internazionali, con panel, interventi e approfondimenti su tecnologie digitali, governance e futuro della Physical AI nel mondo manifatturiero.
World Manufacturing Forum 2026: la bussola dei trend
Il World Manufacturing Report (WMR 2026) presentato quest’anno offre una bussola (Trends Compass) per orientarsi nel cambiamento continuo. Suggerisce di monitorare sei dimensioni in modo integrato: le forze geopolitiche, economiche, sociali, tecnologiche, normative e ambientali che stanno orientando catene di fornitura e sistemi produttivi.
L’obiettivo delle prime 5 raccomandazioni è di mantenere la rotta (o ridefinirla) affinché le imprese e le Supply Chain siano resilienti, sostenibili e “human-centric”, come prerequisito a qualsiasi pianificazione strategica o tecnologica.
Sul piano della resilienza, ad esempio, il report invita le imprese a valutare le possibili criticità oltre il primo livello di fornitura, a diversificare fonti e fornitori e a favorire una maggiore flessibilità di processo e prodotto.
In quanto a sostenibilità, incoraggia la manifattura circolare, facilitandola con la condivisione di dati interoperabili lungo il ciclo di vita del prodotto (PLC -Product Life Cycle), a partire dai passaporti digitali di prodotto. Infine, quanto alla “Human Centrality”, sottolinea la necessità di mantenere un’effettiva supervisione umana sui sistemi automatizzati e la criticità della carenza di competenze digitali, che frenano l’adozione industriale delle tecnologie.
I radar tecnologici
I Radar Tecnologici (dalla sesta alla decima raccomandazione) valutano cinque famiglie tecnologiche (wearable device e tecnologie centrate sulla persona, analisi dei dati industriali, digital twin, realtà aumentata e metaversi industriali, l’intelligenza artificiale agentica e cognitiva, robotica umanoide) secondo quattro dimensioni: prontezza industriale, impatto strategico, stadio attuale di adozione e tempo previsto per la diffusione di massa. Indagano cioè quanto le diverse tecnologie siano adatte alla singola impresa, costi e benefici e roadmap di implementazioni possibili.
Le raccomandazioni del WMF si fanno sempre più stringenti, specifiche e dettagliate in risposta a una domanda crescente da parte delle imprese. Come muoversi in contesti geopolitici, sociali, economici, tecnologici, normativi e ambientali sempre più complessi?
Approccio sistemico per gestire la complessità
Il Report fornisce 10 raccomandazioni. Fanno leva su competenze manageriali, supporto fornito dall’AI e cultura per trovare soluzioni efficaci alle continue sfide in modo proattivo.
Il suggerimento generale è di assumere un approccio sistemico per la sempre maggiore interdipendenza dei fattori che possono influenzare la resilienza, sostenibilità e centralità umana sia nei sistemi produttivi sia nelle Supply Chain.
Lo stesso vale per le tecnologie. Bisognerà sempre più sfruttarle in modo integrato perché impattino sulla produzione, sulle catene di fornitura e sul business in generale.
Le barriere all’adozione industriale
Occorre comprendere che maturità tecnologica non si traduce automaticamente in adozione industriale. Sono diverse infatti le barriere ancora presenti: disponibilità, coerenza e interoperabilità dei dati, prontezza organizzativa, competenze adeguate, capacità di integrazione e governance.
In sostanza, prepararsi al cambiamento con analisi strategiche e “technology intelligence” deve diventare una modalità continuativa nelle organizzazioni. Non deve trattarsi di azioni sporadiche in reazione ad emergenze.
Tre domande a Marco Taisch durante il World Manufacturing Forum 2026
«I risultati che abbiamo illustrato dicono questo ai manager e ai policy maker: la tecnologia, da sola, non basta. Le barriere allo sviluppo si trovano nella gestione dei dati, negli assetti organizzativi, nelle carenze di aggiornamento degli operatori, nelle architetture di governance. È su questi piani che la politica industriale, europea, nazionale, regionale, dovrà concentrare le proprie risorse negli anni a venire. L’industria e la politica che sapranno anticipare i cambiamenti genereranno crescita duratura. Il WMF rappresenta, anno per anno, il luogo in cui quella capacità di anticipazione si costruisce». Il commento è di Marco Taisch, Scientific Chairman, World Manufacturing Foundation, cui abbiamo rivolto tre domande.
Come possono le PMI mettere a terra tutte queste capacità, con le loro risorse limitate?
Le PMI non hanno più scuse. Oggi sono disponibili ecosistemi tecnologici, formativi e innovativi, come i Competence Center e i Digital innovation Hub, che hanno dimostrato di funzionare e che altrove ci invidiano. I nostri imprenditori e i loro tecnici e operatori possono fare formazione, sviluppare progetti innovativi, testare le tecnologie digitali prima di investire, o anche usare “as a service” i software delle linee pilota per fare simulazioni, creare scenari, prepararsi e gestire in modo proattivo il cambiamento. Quando dicono di non avere risorse per governare la transizione tecnologica, non si sono ancora resi conto del supporto che può venire proprio dalle tecnologie digitali per liberare risorse. L’AI deve uscire dagli schermi ed entrare di più in fabbrica dove libera tempo ed energia.
Come si conciliano AI, sostenibilità e i forti consumi energetici dei data center?
L’AI è l’alleato principale per far fronte ai costi energetici. Con le macchine connesse, l’analisi costante dei dati integrati e il machine learning abilita una maggiore produttività, individuando le fonti di risparmio con la riduzione dei consumi, sprechi, guasti e fermi macchina. I data center saranno le fabbriche del futuro. Non bisogna infatti confondere i problemi. Il caro energia oggi è dato dalla crisi geopolitica. Poi è aggravato dal meccanismo europeo del mercato elettrico all’ingrosso per cui le energie rinnovabili alla fine costano come quelle fossili (sistema del prezzo marginale).
Qual è la novità introdotta dalle raccomandazioni alle imprese quest’anno?
Quest’anno le indicazioni sono particolarmente operative e puntuali, come ci richiedono le aziende. Attorno al WMF si è infatti creato sempre più interesse negli ultimi anni e le imprese ci chiedono risposte a livello internazionale,. Abbiamo suddiviso le raccomandazioni tra cinque di orientamento e decisioni strategiche (bussola) e cinque legate alle tecnologie intercettate dal radar.
Le 10 Raccomandazioni del World Manufacturing Report 2026
- Monitorare in modo sistematico 6 dimensioni (geopolitica, ambientale, sociale, tecnologica, economica e normativa) e la loro interdipendenza, sviluppando competenze adeguate e sfruttando specifici tool di analisi AI.
- Ingaggiare i diversi stakeholder nell’analisi e interpretazione dei trend per cogliere le implicazioni su Operations, forza lavoro, tecnologie e strategie dal punto di vista dei diversi attori della Supply Chain, in una logica sistemica.
- Prioritizzare e allineare i trend della manifattura alla rilevanza e impatto sulla propria strategia di business, sfruttando i sistemi AI di simulazione multi-scenario e multi-criterio per prendere decisioni basate sul business e non sull’ultima tecnologia disponibile sul mercato.
- Tradurre i trend in specifiche iniziative strategiche, dopo aver valutato e stimato l’impatto di diversi scenari e alternative, grazie a una cultura orientata all’azione, alla sperimentazione e all’apprendimento, partendo da casi pilota poi scalabili.
- Rivedere, validare e aggiornare la bussola dei trend regolarmente, sfruttando tool automatici di analisi dei trend e del contesto, facendo emergere segnali deboli ed evidenze dell’evoluzione dei trend.
- Monitorare in modo costante e valutare le tecnologie emergenti per l’industria, con skill manageriali in grado di distinguere le “Hype” dalla effettiva maturità digitale e dalle potenziali implicazioni su produzione, forza lavoro, processi e competitività.
- Prioritizzare e categorizzare le tecnologie in base al valore industriale e alla prontezza di adozione. Servono skill che misurino l’impatto su Operations e business, le infrastrutture richieste, rischi digitali e investimenti finanziari, con il supporto di specifici tool di analisi.
- Validare le tecnologie industriali con sperimentazioni e progetti pilota, sfruttando ambienti di simulazione e digital twin per selezionare casi d’uso rappresentativi, stabilire KPI e analizzare i risultati dei progetti pilota prima di decidere eventuali estensioni.
- Preferire una governance cross-funzionale delle tecnologie digitali in fabbrica per le implicazioni delle diverse tecnologie adottate (robot, agentic AI, digital twin) sui diversi processi aziendali con responsabilità condivise. Mantenere il controllo umano su sistemi decisionali AI.
- Come per la bussola, rivedere, validare e aggiornare il radar tecnologico regolarmente, verificando la maturità tecnologica, la prontezza organizzativa e l’aderenza strategica in base a evidenze, progetti pilota, esperienze raccolti in sistemi di controllo dinamici.

