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Cala il numero di startup innovative, ma resta forte il focus su digitale, software e soluzioni AI

Cala il numero di nuove startup innovative secondo l’Osservatorio Cerved, dopo il picco di crescita (+69%) nel periodo 2017-2021 e una concentrazione territoriale con prevalenza di software e soluzioni AI. Iniziative a supporto dello sviluppo di startup e Pmi innovative crescono nell’Aerospace e nella manifattura avanzata.

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Gaia Fiertler

Dal 2022 si riduce il numero di startup innovative. Sono scese da 14.669 nel 2021 a 11.820 nel 2025 (-19%), dopo il picco di crescita (+69%) del periodo 2017-2021. Oggi rappresentano lo 0,55% sul totale delle società di capitali.

Le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese sono passate da 2.027 nel 2024 a 1.986 nel 2025 (-2%). Il numero complessivo si è attestato su 11.820 unità, in diminuzione del 2,7% rispetto al 2024. Il trend negativo è attribuibile a più fattori: un irrigidimento degli standard competitivi, una selezione naturale delle iniziative meno sostenibili, dinamiche macroeconomiche più complesse e un funding nazionale ancora sottodimensionato.

L’altro trend è la concentrazione degli investimenti soprattutto nel Nord Italia e su tecnologie digitali (software). Quasi il 70% delle nuove imprese riguarda infatti servizi IT (il 58,7% per la produzione di software) e solo il 13% si dedica ad attività di Ricerca & Sviluppo.

In particolare, il settore dei software cresce (+99 unità), mentre comparti come portali web (-18) e consulenza ICT (-42) si contraggono. Il dominio del digitale rischia di comprimere la capacità del sistema di generare innovazione in ambiti ad alto impatto industriale, tecnologico e scientifico. La scarsa presenza di startup in settori come energia, materiali avanzati, agroalimentare tech o deep tech può rappresentare un limite nello sviluppo di questi settori.

Soluzioni di intelligenza artificiale per l’industria avanzata

Considerando il biennio 2024-2025, l’analisi semantica condotta da Cerved evidenzia quattro direttrici tecnologiche dominanti:

  • Piattaforme & SaaS (29% delle nuove startup),
  • AI & Data Analytics (29%)
  • IoT (Internet of Things), embedded & edge technologies (15%)
  • manifattura avanzata e materiali (8%).

Le tecnologie digitali per l’industria avanzata (automazione, robotica e sistemi IoT per la produzione) risultano particolarmente rilevanti. L’Intelligenza artificiale trova infatti applicazioni in settori eterogenei, dalla manifattura all’Healthcare fino al retail e ai media. La Cybersecurity resta invece un ambito ancora marginale nelle nuove iniziative.

L’Osservatorio di Cerved mostra un ecosistema in transizione, sempre dinamico, ma meno numeroso e più specializzato, orientato verso tecnologie digitali profonde in ambiti avanzati come AI, IoT e robotica.

Nei prossimi anni la sostenibilità della crescita dipenderà dalla capacità di ampliare la base dei settori industriali coinvolti, rafforzare investimenti e servizi di supporto nelle regioni meno servite, favorire la diversificazione dei team imprenditoriali, accelerare la transizione verso tecnologie complesse e di impatto.

Dove si concentrano gli startupper

La maggior parte delle startup nasce nel tessuto imprenditoriale del Nord Italia (56%), con la Lombardia che rappresenta il 31% e Milano il 23%.

Il Centro conta solo per il 20%, con Roma al secondo posto tra le province, mentre il Sud e le Isole pesano per il 25% circa, con Napoli, Bari e Salerno in testa. Tra le dieci province più dinamiche troviamo Milano, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Roma, Bologna, Napoli, Bari, Catania.

Le iniziative per collegare le startup all’industria

Iniziative favorite da investitori istituzionali trainano lo sviluppo delle soluzioni più promettenti.

Nell’ambito del progetto europeo “Elevate - Spinta Transfrontaliera all'Imprenditorialità Innovativa”, iniziativa Interreg Italia-Svizzera per favorire l'adozione di tecnologie avanzate e modelli di Open Innovation attraverso percorsi di accompagnamento e collaborazione tra i partner del progetto, a luglio si è tenuta la seconda edizione di “Startup e imprese, fare matching per crescere” presso l’Innovation Hub ComoNExT in collaborazione con Confindustria Como e Confindustria Varese.

«L’innovazione nasce dalla capacità di vedere realizzabile ciò che altri non riescono ancora a immaginare e dalla concretezza necessaria per trasformare quella visione in risultati tangibili. La connessione tra imprese e startup genera valore reciproco: le startup crescono più rapidamente grazie al confronto con mercati e bisogni reali, mentre le imprese accelerano i propri processi di innovazione, aprendosi a nuove tecnologie e rafforzando la propria competitività», afferma Ivan Parisi, Direttore Generale di ComoNExT.

I progetti presentati agli industriali anche transfrontalieri riguardano soluzioni nei campi della finanza, delle risorse umane, del welfare aziendale, della mobilità, dell’economia circolare e del digital engagement.

In particolare, Finanz è una piattaforma AI-native di personal finance. CherryTime è una piattaforma B2B che connette aziende e selezionaytori, superando il paradigma tradizionale del recruiting. Parking Cloud collega flotte aziendali con autorimesse, aziende con parcheggi e privati in un’unica piattaforma per trovare e prenotare parcheggi in modo semplice, sicuro e digitale. Renovo ha l’obiettivo di rivoluzionare il mercato del riciclo dei pannelli fotovoltaici, con tecnologie che garantiscono ritorno economico ed economia circolare. Waveup Globe è una piattaforma proprietaria SaaS che supporta le aziende nei processi di export attraverso AI, dati certificati e automazione.

Aerospace: come internazionalizzare PMI ad alto potenziale

La Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Innovit (Italian Innovation and Culture Hub, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale per il tramite dell’Agenzia ICE), ha selezionato una dozzina di Pmi italiane ad alto potenziale per un percorso di formazione, incontri e opportunità di business nella Silicon Valley.

Sono state scelte tra le oltre 200mila Pmi clienti della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo nei settori Space Economy, Aerospace, Security e Robotics. La Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo dal 2020 supporta l’internazionalizzazione delle Pmi italiane con investimenti per 12 miliardi di euro.

In particolare il settore aerospaziale è uno degli ecosistemi produttivi a maggiore potenziale di crescita. Secondo le stime della Space Foundation dovrebbe raggiungere gli 800 miliardi di dollari entro il 2027 e i 1.000 miliardi di dollari entro il 2032.

In questo segmento Intesa Sanpaolo ha già sostenuto oltre 500 Pmi italiane della filiera, con finanziamenti per oltre un miliardo di euro. Inoltre, a luglio ha siglato una collaborazione con Banca Europea per gli investimenti (BEI) e Agenzia Spaziale Europea (ESA), per attivare 300 milioni di euro di nuovi finanziamenti per gli investimenti delle Pmi, grazie a risorse europee e strumenti di garanzia dedicati.

Le 12 aziende individuate insieme a Innovit, che partecipano alla terza missione del triennio in Silicon Valley (iniziative che hanno già coinvolto anche 12 startup innovative), sono: ALI (Napoli), APR (Torino), Bercella (Parma), Bisiach&Carrù (Torino), Bright Solutions (Pavia), Cospal Composites (Bergamo), Curti (Ravenna), Dino Paoli (Reggio Emilia), Leas (Padova), Netgroup (Napoli), Novation Tech (Treviso), SAB Aerospace (Benevento).

Una nuova piattaforma per collegare le filiere

Nell’ambito della più ampia strategia di internazionalizzazione, Intesa Sanpaolo ha lanciato la nuova piattaforma digitale “Connecting Markets”, basata su AI per supportare le pmi italiane nel matching con partner esteri. Si basa su un patrimonio informativo molto strutturato ed esteso che consente ai clienti di Intesa Sanpaolo di consultare oltre 560 milioni di aziende di oltre 2.000 settori merceologici in oltre 170 paesi del mondo.

Attraverso questo strumento innovativo, sviluppato in collaborazione con la società Matchplat, le aziende potranno ricercare nuovi partner industriali e commerciali, così come aziende target per acquisizioni o collaborazioni, oltre a una maggiore diversificazione dei mercati di ingresso e sviluppo per il proprio business.

Accelerare l’innovazione nelle imprese, unendo le competenze degli ecosistemi

Sellalab, l’Open Innovation Center del Gruppo Sella a Torino e il Competence Center 4.0 CIM per la trasformazione digitale e sostenibile dell’industria manifatturiera, lanciano il programma Land per accelerare l’innovazione tecnologica nelle imprese.

Il programma si rivolge alle aziende dei distretti industriali del Paese e dei settori a maggiore vocazione manifatturiera, tra cui aerospazio, agroalimentare, automotive e tessile.

L’iniziativa nasce dall’integrazione delle competenze di Sellalab in ambito di Open Innovation, scouting tecnologico, accesso a strumenti di finanza agevolata e soluzioni di credito coerenti con i fabbisogni di innovazione, con quelle di CIM nella sperimentazione industriale, validazione di tecnologie e nello sviluppo di competenze strategiche.

Come funziona il programma LAND

La prima fase del programma prevede un assessment tecnico in azienda finalizzato a individuare le principali aree di miglioramento e le opportunità di sviluppo. Quindi viene attivata una ricerca mirata di soluzioni, attraverso gli ecosistemi di innovazione di Sellalab e CIM, che comprendono startup, scaleup e aziende specializzate in tecnologie avanzate e servizi per l’industria.

Le soluzioni selezionate vengono quindi validate e, attraverso attività di prototipazione realizzate nei laboratori CIM, testate sulle linee e sui macchinari dell’impresa. Al termine del percorso, l’azienda riceve un report di valutazione tecnologica che certifica il livello di maturità raggiunto dalla soluzione e rappresenta uno strumento utile per dialogare con investitori, partner industriali e istituti finanziari.

«Con LAND accompagniamo le pmi in un percorso concreto di innovazione, trasformando bisogni industriali in soluzioni applicabili. Il programma in collaborazione con Sellalab offre competenze tecniche, scouting mirato, Proof of Concept e strumenti finanziari, riducendo il rischio di adozione. CIM supporta le imprese nell’analisi dei processi, nella sperimentazione e nella costruzione di roadmap operative per generare valore misurabile», afferma Enrico Pisino, Ceo di CIM.