Continua, sempre più celermente, la corsa ai data center. Entrando nel vivo, verso l’inizio di una fase più strutturata. Dopo il nodo degli iter autorizzativi, sciolto poi dal MASE, si procede per velocizzare la realizzazione di nuove infrastrutture. Intanto, con il riconoscimento della loro rilevanza strategica, l’Italia punta a trasformare la crescita del settore in una vera politica industriale, accelerando l’iter dei grandi progetti.
Proprio durante una delle ultime riunioni di Governo, prima della pausa estiva, il Consiglio dei ministri ha approvato due ulteriori programmi di investimento. Portando a sette gli interventi con supporto istituzionale, in linea con quanto stabilito dall’articolo 13 del DL Asset.
Il “preminente interesse strategico nazionale” si manifesta nella necessità di realizzare, quanto prima, una forte infrastruttura digitale. A sostegno di cloud, servizi digitali e nuovi carichi di lavoro legati all’AI.
Data center: investimenti per 25 miliardi
È stato il Ministro Urso, durante il Cdm del 4 agosto 2026, a tornare sulla questione, già trattata in precedenza. E così, è arrivato l’atteso placet, per la realizzazione di due nuovi investimenti, per un ammontare complessivo di 6,8 miliardi. Rispettivamente in Lombardia e in Sardegna: K2 Strategic Infrastructure e Digital Vault Sulcis.
Diventano quindi sette i programmi approvati – in forza dell’articolo 13 del DL Asset, che prevede la realizzazione investimenti di interesse strategico nazionale. Tra cui (appunto) i data center.
Con un valore di oltre 25 miliardi totali, i sette programmi di investimento strategici per i data center risultano concentrati soprattutto in Lombardia, regione all’avanguardia in materia, sia da un punto di vista operativo che normativo.
La distribuzione geografica racconta un’Italia a due velocità, con cinque iniziative concentrate nell’area metropolitana milanese, una in Piemonte e una in Sardegna. Variano anche le caratteristiche dei progetti, spaziando dai grandi campus hyperscale ai data center dedicati all’AI, fino ad arrivare alla riconversione di siti industriali dismessi.
Sette programmi per tre territori: la mappa dei data center
Non sono tutti dello stesso tipo, e si concentrano soprattutto al Nord. Con la delibera di agosto 2026, i data center diventano sette (tra presenti e futuri). E si confermano programmi di preminente interesse strategico nazionale.
Amazon è stato pioniere, nel novembre del 2024, con un investimento di circa 1,2 miliardi di euro nei Comuni di Rho, Pero e Zibido San Giacomo.
Vantage data centers (2025) è invece il più consistente dei progetti, con i suoi 8 miliardi di euro nei territori di Melegnano, Settimo Milanese, Cornaredo e Tavazzano.
Tra Opera, Pieve Emanuele/Fizzonasco e Bertonico, EdgeConneX investirà circa 3 miliardi di euro, come concordato con il MIMIT. Mentre Equinix prevede investimenti per circa quattro miliardi di euro nei Comuni di Settimo Milanese e Cusago.
Fuori dalla Lombardia, il programma di Techbau destina circa 4 miliardi di euro a un progetto che si estenderà a Trino Vercellese, in Piemonte. E ci sono infine gli ultimi due, i più recenti: K2 Strategic Infrastructure e Digital Vault Sulcis. Localizzati rispettivamente nell’area metropolitana di Milano e nell’area del Sulcis Iglesiente, con una mobilitazione complessiva di 6,8 miliardi.
K2 Strategic Infrastructure e Digital Vault Sulcis: i nuovi data center italiani
K2 Strategic Infrastructure è il quinto programma in territorio lombardo. L’investimento ammonta a 5,3 miliardi di euro e prevede la realizzazione di un campus hyperscale per data center. Con una capacità complessiva fino a circa 400 MW, nei Comuni di Zibido San Giacomo e Lacchiarella, nell’area metropolitana di Milano. Tra sviluppo e costruzione passeranno circa quattro anni. E saranno occupate 2mila persone. Quando poi si arriverà alla fase operativa, il progetto garantirà ulteriori 1.500 posti di lavoro – tra quelli ad alta specializzazione (200) e quelli dell’indotto (1.300, per attività di gestione e manutenzione).
Energy Vault realizzerà, invece, in Sardegna, il progetto Digital Vault Sulcis, nell’area dell’ex miniera di Monte Sinni. Il data center sarà incentrato sull’Edge AI e integrato con sistemi di produzione e accumulo di energia da fonti rinnovabili. L’investimento ammonta a circa 1,49 miliardi di euro, con una capacità fino a 30 MW e un impiego (a regime) di circa 400 persone, tra occupazione diretta e indotto. Grazie alla riconversione sostenibile di un sito industriale dismesso, nascerà un nuovo hub tecnologico avanzato dedicato all’AI.

