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La nuova misura SIMEST per gli investimenti in AI: 200 milioni per le pmi

Con 200 milioni di euro, la nuova sezione del Fondo 394/81 di SIMEST sostiene gli investimenti delle pmi, per l’integrazione delle tecnologie AI nei processi aziendali e nella crescita sui mercati internazionali. Dall’analisi dei dati alla manutenzione predittiva, dalla formazione alle nuove competenze, la misura accompagna le imprese nell’adozione dell’intelligenza artificiale, quale nuova leva per rafforzare produttività e competitività.

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Marianna Capasso

È ufficiale. L’intelligenza artificiale non è più, solamente, una leva di efficienza per fabbriche e processi produttivi. E nemmeno una semplice priorità delle politiche industriali europee e nazionali. Da giugno 2026 rientra nei progetti di SIMEST ad ampio spettro, occupando uno spazio dedicato, all’interno del Fondo 394/81. L’istituzione della nuova sezione è una notizia di grande rilevanza, per il mondo imprenditoriale e non.

Con una dotazione pubblica di 200 milioni di euro, saranno finanziati gli investimenti delle pmi italiane nelle tecnologie AI. SIMEST riconosce, così, alle soluzioni digitali avanzate (e in particolare all’intelligenza artificiale) un nuovo ruolo nel panorama nazionale. Quello di investimento strategico, in grado di rafforzare competitività, innovazione e presenza delle imprese anche sui mercati esteri.

L’innovazione come leva di competitività

La misura si inserisce in un più ampio contesto di sostegno, con l’obiettivo di fortificare il sistema economico nazionale, in linea con il Piano per l’export lanciato dalla Farnesina. Ma partiamo dall’inizio. Ovvero dal Fondo 394/81, uno strumento pubblico gestito dalla Società Italiana per le Imprese all’Estero. Prima di giugno 2026, il Fondo prevedeva diverse linee di intervento, tra cui quella per gli investimenti nella transizione digitale ed ecologica.

Recependo le indicazioni della Commissione europea, in un primo momento è stata istituita la linea “Transizione Digitale o Ecologica”, che prevede finanziamenti per la realizzazione di investimenti in innovazione digitale o per la transizione ecologica. Utilizzabile anche per generici investimenti produttivi finalizzati a rafforzare la solidità patrimoniale, a beneficio della competitività sui mercati internazionali.

La Linea deve gran parte del suo successo al PNRR e, in particolare, alla sub-misura prevista dall’Investimento 5 (Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione), Missione1, Componente 2 “Digitalizzazione, Innovazione e competitività del sistema produttivo”.

Con il Piano, infatti, è stato ampliato il plafond, creando nuove opportunità per gli investimenti digitali e green. E le imprese hanno potuto richiedere a SIMEST risorse per finanziare gli investimenti digitali, ma anche per aumentare la sostenibilità e la competitività sui mercati internazionali.

AI, l’upgrade necessario per il Fondo 394/81

La nuova sezione del Fondo viene introdotta in linea con la visione del Piano strategico SIMEST 2025-2027, dove l’innovazione tecnologica assume importanza per la crescita economica e dell’export. Le risorse copriranno le spese di investimento per l’adozione di tecnologie AI, finalizzate a innovare i prodotti, i servizi e i processi aziendali. Ma anche a e migliorare la capacità di competere sui mercati internazionali. Grazie alla nuova misura, le imprese potranno consolidare la presenza all’estero.

Quali spese potranno essere coperte con la nuova misura SIMEST

Da un punto di vista operativo, le imprese potranno impiegare la liquidità per coprire le spese in sistemi di calcolo, software e piattaforme AI, infrastrutture cloud, soluzioni di cybersecurity, strumenti per l’automazione dei processi e tanto altro (in linea con i processi d’innovazione). Potranno altresì coprire parte dei costi per integrare strumenti evoluti nei processi aziendali e produttivi, comprese le applicazioni industriali avanzate.

Formazione, consulenze e certificazioni che rientrano nel Fondo SIMEST

Il sostegno riguarderà anche le spese per la formazione del personale, le consulenze specialistiche, le certificazioni e l’inserimento di nuove professionalità, a condizione che l’AI resti l’elemento centrale del percorso di trasformazione. ù

Il progetto agevolato, quindi, non dovrà semplicemente essere “digital-oriented”. Per quello c’è la Linea Transizione. Il nuovo progetto dovrà prevedere un uso specifico delle tecnologie di intelligenza artificiale.

I beneficiari della Linea SIMEST AI

Non solo imprese a vocazione internazionale. La misura appare più “inclusiva” rispetto ad altre, pur nascendo nell’ambito degli strumenti SIMEST, con un naturale orientamento verso i mercati esteri. Sostiene infatti l’adozione dell’intelligenza artificiale anche per realtà che non stanno costruendo il proprio percorso sui mercati esteri.

Ovviamente è, in primis, rivolta alle pmi che realizzano, all’estero, almeno il 3% del proprio fatturato. Ma anche a quelle che si inseriscono in maniera indiretta nella catena di fornitura di una o più aziende esportatrici. Che operano, quindi, come fornitrici di operatori export. O che appartengono a filiere produttive con una forte proiezione internazionale. Sarà dunque possibile beneficiare delle agevolazioni anche dimostrando di essere inseriti in una catena di fornitura export oriented.

Finanziamento e contributi per gli investimenti in AI

L’agevolazione che possono chiedere le pmi assume la forma di finanziamento agevolato, con un tasso minimo dello 0,37%, con possibili eccezioni post valutazione. La durata non potrà superare gli otto anni, includendo anche 24 mesi di preammortamento.

È possibile, inoltre, ricevere anche una quota in contributo a fondo perduto. Che, però, non potrà superare il 10% dell’importo complessivo, nel rispetto dei limiti previsti dal regime de minimis.

Alle imprese è concessa la possibilità di ottenere una erogazione anticipata fino al 50% delle risorse concesse. Una condizione utile, che potrebbe fungere da sostegno necessario all’avvio delle spese. Anche perché non tutte le imprese hanno la capacità finanziaria per affrontare investimenti significativi in tecnologie, infrastrutture, formazione e servizi di consulenza. Soprattutto quando il ritorno non è immediato, ma si manifesta in un tempo medio-lungo.

Linea SIMEST AI: sportello aperto dal 21 settembre 2026

Le imprese hanno quindi un mese per poter organizzare la presentazione del proprio progetto di digitalizzazione. Che non dovrà essere generico ma dettagliato, con l’indicazione delle tecnologie di AI da adottare e i processi coinvolti.

Andranno indicate anche le spese preventivate per l’investimento e il risultato atteso. Bisognerà infine evidenziare il legame tra il progetto e il rafforzamento della competitività internazionale della possibile beneficiaria.

Dal 21 settembre 2026, quindi, le imprese avranno a disposizione una nuova chance. Che va ben oltre la semplice opportunità finanziaria. Potranno costruire la propria visione strategica, adottando le tecnologie AI.

Mentre l’intelligenza artificiale si trasforma da tecnologia abilitante a vero fattore di competitività sui mercati globali, si colma un divario silenzioso. Quello tra la crescente attenzione delle imprese verso queste soluzioni e la capacità di tradurle in applicazioni concrete.