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Bando Competenze, ultima chiamata per la formazione specialistica dal 10 settembre

La prima finestra non ha assorbito tutte le risorse disponibili, così il MIMIT ha deciso di aprire un secondo sportello, per offrire alle pmi la possibilità di investire nello sviluppo competenze specialistiche. Una nuova occasione, con 12,45 milioni di euro, per finanziare percorsi formativi strategici, con un aggiornamento necessario ad affrontare le trasformazioni tecnologiche e produttive. Invio richieste dal 10 settembre al 21 dicembre 2026.

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Marianna Capasso

La formazione resta una delle principali leve per l’innovazione. Tecnologie, processi aziendali e modelli di business restano infatti strumenti incompleti senza personale adeguato. Le competenze, quindi, diventano il fulcro attorno a cui ruota l’abilitazione di una gestione operativa di successo. Soprattutto oggi, in un momento così delicato dove le Twin Transition e i processi innovativi richiedono un elevato livello di conoscenze. Ogni impresa, allora, dovrebbe essere in grado di aggiornarsi, ma non sempre i costi risultano economicamente sostenibili.

Un prezioso aiuto arriva dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività (Azione 1.4.1). Attraverso il finanziamento dello sviluppo di “una forza lavoro qualificata che sia in grado di cogliere le opportunità derivanti dalla duplice transizione verde e digitale all’interno delle imprese”. Una vecchia conoscenza, probabilmente sottovalutata. Ma il MIMIT ci riprova, con un Bando 2.0 che ricalca esattamente quello di aprile 2026. Vediamo i dettagli.

Sviluppo Competenze: 12,45 milioni per il secondo Bando

Era partito il 21 aprile 2026 il Bando Sviluppo Competenze. Con chiusura dello sportello fissata al 23 giugno 2026. La dotazione finanziaria, pari a 50 milioni di euro, era però risultata superiore alle richieste. Le domande presentate, infatti, hanno generato un fabbisogno inferiore al quantum disponibile. Sono stati assegnati solo 37,55 milioni di euro.

Il MIMIT ha quindi deciso di aprire un secondo sportello, attraverso il Decreto direttoriale 13 luglio 2026. Per collocare i restanti 12,45 milioni di euro. La programmazione di fondi era stata stabilita, e sarebbe stato un peccato lasciare le risorse inutilizzate. Anche se, in verità, c’è da chiedersi se davvero ci sia stato un reale interesse verso la misura. Perché, solitamente, è raro che accada una cosa del genere. Non tutti i bandi sono “click day”, soprattutto quando le procedure sono valutative, come in questo caso. Ma sprecare un’occasione del genere, quando servono strumenti per sostenere gli investimenti, rappresenterebbe una scelta poco lungimirante.

Ma forse la finestra temporale del primo Bando è stata troppo stretta (21 aprile/23 giugno)? Forse le aziende avevano bisogno di una deadline più lontana? O i motivi sono altri? Lo sapremo nei prossimi mesi. Lo sportello del secondo Bando Sviluppo Competenze resterà aperto dal 10 settembre al successivo 21 dicembre 2026. Oltre tre mesi per consentire alle imprese di assorbire, si spera, l’intera dotazione finanziaria.

I destinatari del Bando Sviluppo Competenze

Pur simile al primo, il Bando in partenza non rappresenta una proroga. È una seconda finestra, con l’obiettivo di ampliare la platea dei beneficiarie e assicurare il pieno utilizzo dei fondi PN RIC.

I destinatari sono sempre gli stessi: micro e pmi, regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese. A condizione che, nel momento della prima erogazione, abbiano una sede secondaria (una filiale o ufficio) in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Regioni definite, dal Decreto, come “meno sviluppate”.

Possono quindi accedere alle risorse anche le altre compagini italiane, con una sede secondaria al Sud, però. Così come quelle non residenti in Italia, a condizione che siano riconosciute nel proprio Stato. È necessario il pieno e libero esercizio dei diritti, l’assenza di liquidazione volontaria e di procedure concorsuali. Tra i requisiti richiesti figurano anche alcuni adempimenti di carattere amministrativo.

Le imprese non dovranno avere pendenze nei confronti della Commissione europea o del MIMIT – con riferimento a precedenti contributi statali. Non potranno operare nei settori esclusi dall’articolo 7 del Regolamento UE 2021/1058. E, infine, dovranno essere in regola con la polizza assicurativa contro i rischi catastrofali, requisito indispensabile per accedere agli incentivi pubblici. Restano escluse le imprese che hanno già presentato domanda nella precedente finestra agevolativa, anche se per un diverso percorso formativo.

Bando Sviluppo Competenze: i contributi e le spese

L’agevolazione assume la forma di contributo, per l’acquisto di servizi di sviluppo e consolidamento delle competenze. Il personale dipendente, dunque, potrà essere formato nell’ambito delle tematiche strategiche per la transizione tecnologica, digitale e ambientale. Si può presentare domanda singolarmente o in gruppo, unendosi a imprese di diverse regioni (nel numero massimo di dieci soggetti). La collaborazione, però, dovrà portare un vantaggio all’intera filiera.

Il percorso di formazione dovrà durare non più di 12 mesi dalla concessione delle risorse. Potrà prevedere costi compresi tra i 10 e i 60 mila euro – con una copertura massima, degli stessi, non superiore al 50%. Dunque, con un’erogazione da 5 a 30mila euro. La percentuale sale al 60% e al 70% nel caso di progetti integrati sovraregionali, rispettivamente per medie e micro o piccole imprese. Il contributo, quindi, potrà arrivare finanche a 42mila euro, per una micro o piccola impresa all’interno di un progetto formativo esteso. 

Nel dettaglio, tra i costi ammissibili si annoverano le spese per i formatori (soggetti qualificati). Così come i costi direttamente connessi al progetto di formazione (viaggio, alloggio, materiali e forniture). Sono ricomprese anche le spese di consulenza e la paga dei dipendenti, per le ore di partecipazione. È sempre necessaria la stipula di un contratto tra le parti.

Le aree tematiche del Bando e la procedura per partecipare

La formazione del personale dipendente dovrà rientrare in una delle tre tematiche individuate dal Bando. Ovvero, le traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente. Le tecnologie individuate dal regolamento STEP. E, in linea più ampia, i processi di transizione verde e digitale delle imprese. Nell’Allegato tecnico del Decreto direttoriale sono poi riportate le 9 macroaree tematiche, con le diverse voci specifiche. Dalla robotica spaziale all’industria intelligente, dai processi produttivi ad alta efficienza ai materiali innovativi ed ecocompatibili.

Per aderire, bisognerà presentare la domanda esclusivamente per via telematica, sul portale di Invitalia, il Soggetto gestore. È comunque possibile consultare una guida interattiva per la compilazione. Lo sportello aprirà alle ore 12 del 10 settembre 2026, e si procederà con una iniziale istruttoria – seguita poi da una valutazione del merito, secondo un punteggio stabilito dall’Allegato 1 del Decreto ministeriale. Le imprese avranno quindi oltre tre mesi per organizzare la partecipazione. E, soprattutto, per cogliere un’opportunità che, nella precedente finestra, non è stata pienamente sfruttata.

Altre risorse utili

Portale di Invitalia: pagina dedicata alla misura
Portale di Invitalia: FAQ