Quando si parla di realtà virtuale, aumentata o mista, l'immaginario collettivo corre ancora ai videogiochi o agli esperimenti di nicchia. Ma la fusione tra mondo fisico e mondo digitale, quello che gli addetti ai lavori chiamano Spatial Computing, è già un'infrastruttura che manipola dati reali, in fabbrica come in sala operatoria.
Le stime di mercato, per quanto divergenti, concordano su un punto: la crescita sarà a doppia cifra fino al 2030 e oltre, trainata non dal consumatore ma dalle imprese. In Italia, secondo l'Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience del Politecnico di Milano, il manufacturing assorbe già il 30% dei progetti XR sviluppati dalle aziende, e l'86% di chi ha adottato queste soluzioni dichiara di aver raggiunto gli obiettivi prefissati.
In questo articolo approfondiamo:
- che cos'è davvero lo Spatial Computing;
- quali tecnologie lo stanno abilitando, dall'intelligenza artificiale generativa al 5G/6G, dagli standard software come OpenXR e WebXR fino al nuovo hardware "face-worn";
- le diverse categorie di dispositivi XR oggi disponibili;
- i profili di utente, dal consumatore occasionale al professionista in fabbrica, che ne stanno determinando la diffusione;
- i dati di mercato e di adozione più aggiornati, in Italia e nel mondo.
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