L'industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione chiude un 2025 all'insegna della stazionarietà della produzione, penalizzata soprattutto dal calo dell'export. Ora guarda a un 2026 di ripresa contenuta, ma diffusa su tutti gli indicatori.
È questo in estrema sintesi il quadro emerso dall'assemblea annuale di UCIMU-Sistemi per Produrre, il 7 luglio a Milano, durante la quale il presidente Riccardo Rosa ha illustrato i dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa dell'associazione.
All'incontro, moderato da Rita Querzè (Corriere della Sera), hanno partecipato anche la vicepresidente di Confindustria per l'export e l'attrazione degli investimenti Barbara Cimmino e il presidente del Comitato Scientifico ISPI Paolo Magri, mentre un momento di confronto tra i giovani imprenditori Luca Dadone ed Elisa Stucchi ha affrontato il tema dell'innovazione tra intelligenza artificiale e realtà aumentata applicate al manifatturiero.
Il consuntivo 2025: produzione stabile, export in caduta
Nel 2025 la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.391 milioni di euro, in crescita solo dell'1% sul 2024. Il dato aggregato nasconde però un netto squilibrio tra i due mercati di riferimento.
- Export, con un -12%, a 3.760 milioni di euro; il rapporto export/produzione scende dal 67,5% al 58,8%.
- Mercato interno, con un +28,1%, a 2.631 milioni; le consegne dei costruttori italiani tornano a crescere dopo due anni di calo, sostenute da un consumo domestico salito del 22,3% a 4.534 milioni.
- Import, con un +15,1% a 1.903 milioni; la quota di mercato coperta dall'offerta estera scende di 3 punti al 42%.
In flessione anche gli indicatori di utilizzo della capacità produttiva (dal 77,3% al 76,5%) e gli ordini, sceso a 6,3 mesi di produzione assicurata contro i 6,5 dell'anno precedente. Il fatturato di settore si ferma a 9.330 milioni di euro.
Sul fronte dei mercati di sbocco, pesano soprattutto i trend al ribasso di Germania (-24,9% a 274 milioni) e Cina (-54,1% a 110 milioni). Tengono invece Francia (+0,2%) e Polonia (+11,2%). Gli Stati Uniti restano il primo mercato con 572 milioni, nonostante un calo del 9%.
Nonostante il rallentamento, l'Italia si conferma quinta al mondo per produzione e consumo e quarta per export.
| PAESE | EXPORT 2025 (mln €) | VAR. % SU 2024 |
| Stati Uniti | 572 | -9% |
| Germania | 274 | -24,9% |
| Francia | 204 | +0,2% |
| Polonia | 188 | +11,2% |
| Turchia | 168 | -11,5% |
| India | 164 | -11,6% |
| Messico | 158 | -10% |
| Spagna | 147 | -6,5% |
| Cina | 110 | -54,1% |
| Brasile | 84 | +15,9% |
Export macchine utensili, robot e automazione: i primi 10 mercati nel 2025 (fonte Centro Studi & Cultura di Impresa UCIMU)
Le previsioni 2026 per macchine utensili, robot e automazione tornano positive
Per il 2026 UCIMU prevede un ritorno in positivo su tutta la linea, anche se con incrementi ancora contenuti. Le stime per la produzione nel 2026 sono di 6.640 milioni di euro (+3,9% rispetto al 2025), mentre per l'export di 3.785 milioni (+0,7%).
Sul fronte delle consegne sul mercato interno si stimano 2.855 milioni di euro (+8,5%), per la domanda interna siamo a 4.870 milioni (+7,4%) e, infine, per le importazioni si stimano 2.015 milioni (+5,9%).
Dazi USA, guerre e automotive: i tre fronti aperti secondo il presidente Rosa
Nel suo intervento, Riccardo Rosa ha definito il 2025 "complessivamente deludente", imputando il risultato al crollo delle vendite estere e a un mercato interno frenato anche dall'incertezza sulla Transizione 5.0.
Sul tema dazi USA, il presidente UCIMU ha parlato di un impatto "gestibile". Il calo del 9% delle vendite negli Stati Uniti si spiega, secondo Rosa, con l'insufficiente produzione locale americana, la domanda di tecnologia super-customizzata e la vivacità del comparto difesa, esentato dai dazi. Resta però un effetto indiretto rilevante: l'aumento dei costi delle materie prime innescato dalle risposte di altri paesi alla politica commerciale statunitense.
Più delicato il quadro geopolitico ed europeo. Rosa ha ricordato la progressiva sparizione della Russia come mercato: si è passati dai 177 milioni di export del 2013 (quarto mercato) ai 99 milioni del 2022, fino all'assenza totale dal 2023, con lo spazio lasciato "in eredità" ai costruttori cinesi.
Sul fronte automotive, il presidente ha espresso perplessità sulle scelte europee in merito alla transizione elettrica, chiedendo un ritorno al principio di neutralità tecnologica per tutelare la filiera e l'occupazione del settore. Un accenno positivo arriva invece dalla Germania, dove nel primo trimestre 2026 l'indice ordini di macchine utensili ha segnato un +15,1%, interrompendo tre anni di calo consecutivi, un segnale che il presidente Rosa lega al piano di rilancio del cancelliere Merz e agli investimenti nella difesa.
Sulla crisi di Hormuz, Rosa si è detto fiducioso. L'area assorbe circa il 30% dell'export italiano di settore verso l'Asia, e un ritorno alla normalità del transito merci potrebbe favorire sia il business diretto - soprattutto nelle tecnologie di deformazione dei metalli legate ai piani infrastrutturali - sia una riduzione dei costi di approvvigionamento.
Iperammortamento 2026-2028: la leva del mercato interno
Il tema sul quale Riccardo Rosa si è soffermato più a lungo è quello degli incentivi. Dopo un avvio 2026 in forte contrazione (-29% negli ordini interni nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo 2025), l'entrata a regime della misura dell'Iperammortamento per il Piano Transizione 5.0 e l'operatività della piattaforma GSE avrebbero già prodotto un cambio di passo nella domanda.
Un dato emerso al Tavolo della Meccanica del MIMIT (fine giugno) conferma la centralità del comparto: il 90% delle domande di prenotazione risorse sulla piattaforma riguarda investimenti in macchine utensili. Rosa ha riconosciuto al Ministero il merito di aver introdotto, "seppure con ritardo", una misura di facile utilizzo e di durata triennale, in grado di garantire una programmazione di medio periodo sia ai costruttori sia agli utilizzatori.
