Dall’hardware al software: così cambia il paradigma della fabbrica. Per decenni l’automazione industriale è stata costruita attorno all’hardware. Ogni macchina rappresentava un sistema a sé, con logiche di controllo strettamente legate ai dispositivi fisici e configurazioni spesso manuali. Oggi questo modello sta lasciando il posto ad una nuova architettura, in cui è il software a governare processi, dispositivi e dati.
È il principio della Software Defined Factory, un modello che abilita fabbriche più flessibili, scalabili e sicure attraverso virtualizzazione, orchestrazione centralizzata e dati unificati. L'obiettivo è integrare in un'unica architettura coerente tecnologie come cloud, edge computing, digital twin e intelligenza artificiale, superando la frammentazione tra Information Technology (IT) e Operational Technology (OT).
Il cuore della trasformazione è il disaccoppiamento tra software e hardware. L'intelligenza che governa la produzione diventa una componente software capace di orchestrare sistemi anche eterogenei, favorendo interoperabilità e aggiornamenti continui. È questa la visione di SEW-Eurodrive, spiegata da Bruno Docimo, Innovative Hub Manager di SEW-Eurodrive, incontrato in occasione dell’ultima SPS di Parma dove l’azienda tedesca ha presentato la propria strategia.
L'integrazione è il vero vantaggio competitivo della Software Defind factory

“Per anni l'automazione è stata definita dall'hardware. Ogni dispositivo veniva configurato manualmente, ogni sistema gestito localmente. Motori, riduttori e azionamenti rimangono anche oggi il cuore del sistema, ma l'intelligenza diventa software-defined. I dispositivi diventano orchestrabili, configurabili, aggiornabili e scalabili. Un drive si connette in modo sicuro e riceve automaticamente configurazione, firmware e policy di sicurezza. In un mondo di piattaforme chiuse, l'integrazione è il vero vantaggio competitivo: il nostro obiettivo è integrarci in ogni ecosistema, senza lock-in”.
A sottolinearlo è Bruno Docimo, che identifica proprio nell'apertura delle piattaforme uno dei fattori decisivi della nuova automazione industriale.
L'azienda tedesca, leader storico nel settore dei motoriduttori e degli azionamenti, sta infatti ampliando il proprio raggio d'azione verso l'automazione software-defined, investendo in un ecosistema tecnologico aperto costruito insieme a partner industriali, università e startup.
A Bologna, un nuovo polo italiano dell'innovazione
Questa strategia prende forma nel nuovo Innovation Hub che SEW-Eurodrive sta realizzando a Bologna, nel cuore della Packaging Valley italiana. Il progetto rappresenta un investimento strategico per il gruppo e ospiterà il primo centro di Ricerca e Sviluppo dell'azienda al di fuori della Germania.
Il polo comprenderà un team di circa venti ingegneri, un'area dimostrativa di oltre 1.000 metri quadrati dedicata alle tecnologie applicate alle macchine industriali e uno spazio destinato al co-sviluppo e al testing di soluzioni innovative in fase di sviluppo, in sinergia con partner tecnologici, startup e università italiane.
L'obiettivo è sviluppare soluzioni innovative partendo dalle esigenze concrete del manifatturiero e costruire un ecosistema capace di accelerare la trasformazione digitale dell'industria.
Il packaging guida la trasformazione
Tra i settori che stanno vivendo il cambiamento più profondo figura il packaging. La produzione non è più orientata alle grandi serie standardizzate, ma a piccoli lotti altamente personalizzati che richiedono continui cambi formato e una crescente flessibilità delle linee.
A questo si aggiunge l'evoluzione normativa sui materiali di imballaggio, destinata ad accelerare ulteriormente l'innovazione. L'obiettivo europeo di incrementare l'utilizzo di materiali riciclabili impone infatti un continuo adattamento delle tecnologie produttive e delle architetture di automazione.
“In questo scenario il tradizionale modello piramidale dell'automazione mostra tutti i propri limiti”, spiega Docimo. “La risposta è un'architettura software-centrica, nella quale il software coordina dispositivi, dati e applicazioni rendendo le linee produttive più riconfigurabili e pronte ad affrontare prodotti e materiali in continua evoluzione”.
Un ecosistema digitale lungo tutto il ciclo di vita

La strategia di SEW-Eurodrive punta ad accompagnare il cliente durante l'intero ciclo di vita dell'impianto.
Alla base c'è la piattaforma MOVI-C, attraverso la quale l'hardware intelligente raccoglie dati dal campo mediante sensori. Queste informazioni vengono elaborate localmente da "digital bricks", moduli software che operano in edge computing e consentono analisi immediate prima ancora dell'invio al cloud.
La digitalizzazione inizia già nella progettazione, grazie alla realizzazione del digital twin della macchina, che permette di simulare il comportamento dell'impianto prima della sua costruzione fisica.
Nelle fasi di installazione e commissioning entra invece in gioco la Software Orchestration Suite, una piattaforma web che consente di gestire in modo centralizzato tutti i componenti della linea produttiva, non soltanto quelli SEW-Eurodrive ma anche quelli di altri costruttori. Una scelta che riflette la volontà di costruire un ecosistema realmente aperto e privo di vincoli proprietari.
Durante l'esercizio dell'impianto, infine, la piattaforma DriveRadar utilizza i dati raccolti dai sensori e algoritmi di intelligenza artificiale per effettuare manutenzione predittiva sui motoriduttori. Gli alert consentono di individuare anomalie e intervenire prima che si verifichi un fermo macchina, riducendo costi e tempi di inattività.
Collaborazione e apertura come fattori di competitività
Software Defined Automation (SDA GmbH) non è soltanto concetto tecnologico, ma è anche un’azienda tedesca, nata come startup e ora partner tecnologico di SEW-Eurodrive. Il gruppo tedesco sta infatti sviluppando un ecosistema di partner specializzati. Tra questi player figura anche Desys, azienda di Viareggio che realizza documentazione tecnica digitale, modelli 3D e soluzioni di realtà aumentata per supportare gli operatori nell'utilizzo delle macchine secondo i principi dell'Industria 5.0.
Sul fronte della robotica, invece, la collaborazione con la tedesca Autonox Robotics ha portato allo sviluppo di un AGV equipaggiato con braccio robotico destinato all'automazione del cambio formato nelle linee di confezionamento flowpack. Il sistema esegue automaticamente la sostituzione delle bobine in funzione degli ordini di produzione, riducendo i tempi di fermo e consentendo agli operatori di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.
Anche in questo caso emerge il principio dell'apertura: Autonox realizza la meccanica del robot mantenendola indipendente dal sistema di controllo, così da consentirne l'integrazione con qualsiasi piattaforma di automazione.
La fabbrica diventa una piattaforma software
La Software Defined Factory rappresenta dunque molto più di un'evoluzione tecnologica. È un nuovo modello industriale nel quale software, dati e interoperabilità diventano gli elementi centrali della competitività.
La separazione tra hardware e software consente di costruire impianti più adattabili, aggiornabili e resilienti, capaci di rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato e delle normative. In questa prospettiva, la vera innovazione risiede nella capacità di integrare tecnologie, partner e competenze all'interno di un ecosistema aperto e non più nel singolo componente.
Ed è proprio questa la direzione indicata da Bruno Docimo: trasformare la fabbrica in una piattaforma digitale, nella quale il software diventa il motore dell'innovazione e l'integrazione il principale vantaggio competitivo, superando le architetture chiuse per rendere gli impianti più flessibili, interoperabili e pronti alle sfide del manifatturiero.
