In uno degli ultimi webinar organizzati dalla Redazione, in collaborazione con ABB Robotics abbiamo parlato di futuro della robotica collaborativa, con due ospiti d'eccezione: Oscar Ferrato, Cobot Product Manager Italy di ABB Robotics, e il prof. Gianluca Palli, docente di Robotica e Controlli Automatici all'Università di Bologna.
Robotica collaborativa: un mercato dinamico, con competenze ancora da costruire
Il professor Palli ha aperto i lavori presentando i risultati di un white paper realizzato dal Cluster-Mech dell'Emilia-Romagna, con il coinvolgimento di system integrator, sviluppatori tecnologici, enti di ricerca e aziende utilizzatrici.
Il quadro emerso è quello di un ecosistema produttivo attivo ma ancora frammentato: il 70% delle aziende intervistate ha già adottato soluzioni di robotica collaborativa, prevalentemente per applicazioni classiche come palettizzazione, asservimento macchine, saldatura e controllo qualità.
Tuttavia, la collaborazione vera tra operatore e robot, quella continuativa e responsive, resta ancora poco rilevante. Gli ostacoli principali non sono economici, ma riguardano la complessità normativa, la mancanza di personale specializzato e una certa resistenza culturale all'innovazione nei processi produttivi.
La direzione futura indicata dagli attori del settore punta su tre assi: integrazione con AI e machine learning, mobilità (robot su piattaforme AMR) e programmazione sempre più semplificata o addirittura eliminata, sostituita da comandi in linguaggio naturale.
POWA, il cobot che unisce produttività e semplicità d'uso
ABB Robotics ha risposto a queste sfide, tecnologiche e collaborative, con il lancio della nuova gamma di cobot ad alta velocità PoWa, presentata ufficialmente il 22 aprile 2026 a livello globale.
Si tratta di una famiglia di sei nuovi modelli di cobot - con portate da 7 a 30 kg e sbracci fino a 2 metri - progettata per occupare lo spazio intermedio tra il robot industriale tradizionale e il puro collaborativo. La velocità raggiunge i 5,8 m/s a pieno carico, con una ripetibilità di ±0,03 mm, combinando le performance tipiche dell'automazione industriale con la facilità di programmazione e le funzionalità di sicurezza dei cobot (Power and Force Limiting).
Il sistema è compatibile con lo stesso ambiente software RobotWare, utilizzato su tutta la gamma ABB Robotics, il che abbatte la curva di apprendimento per chi già conosce i robot industriali dell'azienda. Le applicazioni primarie includono saldatura, palettizzazione, avvitatura, machine tending e material handling.
L'ecosistema di partner e la visione AVR (Autonomous Versatile Robotics)
ABB Robotics ha anche illustrato il proprio programma Ecosystem Partner, un vero e proprio ecosistema tecnologico che mette a disposizione soluzioni come pinze, sistemi di visione e assi lineari già testati e validati, integrabili rapidamente senza necessità di competenze avanzate.
Infine, un cenno alla visione strategica di ABB Robotics, alla base del lancio di PoWa e di tutte le soluzioni robotiche del gruppo: l'Autonomous Versatile Robotics (AVR). Questa visione, che rappresenta il futuro della robotica secondo ABB Robotics, si articola su sei pilastri: interazione uomo-robot, percezione sensoriale, intelligenza artificiale, sicurezza, mobile navigation e capacità ("destrezza") adattiva.
Tra gli strumenti presentati, spicca OmniCore EyeMotion, il software di visione basato su RobotStudio, e la collaborazione con Nvidia per la simulazione fisica avanzata e il training dell'AI in ambiente digitale, un digital twin di linea robotizzata.
