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Come si forma l’AI Officer per governare i processi in azienda

LEF offre un percorso formativo per sviluppare competenze per la governance nei processi di adozione dell’AI, conformi alle indicazioni dell’AI Act e secondo la norma UNI 11621-8:2026 sulle figure professionali AI. Prima edizione online in partenza il 29 giugno.

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Gaia Fiertler

Il centro di Formazione LEF prepara figure come l’AI Consultant e il Chief AI Officer, detto anche AI Compliance Officer, figure previste nell’AI Act anche se non obbligatorie, chiamate a integrare competenze tecnologiche, organizzative e di governance (compliance).

Il progetto di sei giornate online è sviluppato in sinergia con il Polo Tecnologico Alto Adriatico A. Galvani società benefit e in collaborazione con l’ente di certificazione Intertek, che metteranno a disposizione competenze e ruoli operativi nel percorso di esame, verifica e riconoscimento delle competenze.

La prima edizione parte il 29 giugno e farà riferimento alla norma UNI 11621-8:2026, pubblicata a fine aprile, che definisce 12 profili professionali AI, dal Chief AI Officer all’AI Research Scientist.

L’Italia è il primo Paese in Europa ad aver definito in modo specifico i profili professionali dell’Intelligenza Artificiale: la norma UNI collega AI Act, certificazioni e formazione, offrendo a imprese e PA un quadro operativo concreto per gestire competenze e conformità nei sistemi di intelligenza artificiale.

Per una governance competitiva serve l'AI Officer

In particolare, i sistemi ad alto rischio individuati dall’AI Act (8 categorie con un impatto significativo su salute, sicurezza e diritti fondamentali delle persone) dal 2 agosto dovranno conformarsi a requisiti rigorosi in materia di documentazione, valutazione dei rischi, trasparenza e governance, con figure obbligatorie di controllo.

Sono gli obblighi di trasparenza ex art. 50 AI Act per le aziende del pharma, per i produttori di dispositivi medici, le strutture sanitarie e le software house che operano nella Digital Health.
In uno scenario in cui l’AI sta progressivamente entrando nelle attività operative, decisionali e organizzative delle imprese, quindi, la capacità di governarne utilizzo, rischi e integrazione diventa un fattore competitivo sempre più rilevante.

L’AI Act prevede anche un sistema sanzionatorio non trascurabile per gli utilizzi non conformi dell’AI: nei casi più gravi, le multe possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale annuo dell’organizzazione. Un aspetto che rende ancora più centrale il tema delle competenze e della governance nei processi di adozione dell’AI.

AI Consultant e Chief AI Officer per gestire processi conformi con l’AI Act

In questo contesto LEF, l’azienda digitale modello in Provincia di Pordenone, fondata da Confindustria Alto Adriatico e altre realtà territoriali, ha sviluppato con il Polo tecnologico Alto Adriatico A. Galvani e Intertek un percorso orientato alla preparazione delle figure professionali che avranno un ruolo di indirizzo e presidio dei processi di AI in azienda.

I primi ruoli coinvolti sono l’AI Consultant e il Chief AI Officer, profili chiamati a integrare competenze tecnologiche, organizzative e di governance.

L’obiettivo del percorso è di offrire alle imprese, in particolare alle PMI, uno strumento concreto per affrontare l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali con competenze strutturate e verificabili.

L’iniziativa si inserisce nella continuità del lavoro che LEF svolge da anni sul fronte della trasformazione digitale e della formazione manageriale (dal 2021 oltre 27 percorsi formativi di Industria 4.0 e 5.0, con formazione per oltre 600 manager e Innovation Manager, con possibili certificazioni professionali).

Chiara Valdata

«L’AI sta entrando nella quotidianità delle imprese e non può essere affrontata solo dal punto di vista tecnologico. Servono figure in grado di comprendere processi, dati, governance e impatti organizzativi. Per questo abbiamo costruito un percorso che punta a trasferire competenze applicabili e verificabili, utili soprattutto alle PMI che stanno iniziando a introdurre l’AI nei propri modelli operativi», afferma Marco Olivotto, Direttore Generale di LEF.

Secondo LEF, la certificazione delle competenze rappresenta anche un elemento di affidabilità crescente nei rapporti con clienti, partner, filiere e pubbliche amministrazioni, oltre che uno strumento utile per strutturare percorsi di innovazione più sostenibili e misurabili.

Governance AI: regole chiare e responsabilità precise

Accanto agli aspetti tecnologici e organizzativi, con la scadenza del 2 agosto assume un’importanza crescente anche il tema della governance.

«Il 49% dei datori di lavoro italiani dichiara l’esistenza di una policy per l’utilizzo etico e responsabile dell’AI all’interno dell’HR, ma è fondamentale proseguire nel rafforzamento della governance, definendo regole chiare e responsabilità precise. L’AI esprime il suo pieno potenziale quando viene adottata con obiettivi ben delineati e risultati misurabili.

Automatizzare le attività ripetitive permette alle persone di concentrarsi su ambiti a maggiore valore aggiunto. Per questo è essenziale investire non solo in tecnologia, ma anche in formazione e accompagnamento, per favorire un utilizzo consapevole e diffuso.

Allo stesso tempo, una comunicazione trasparente sull’evoluzione dei ruoli resta un elemento chiave per gestire il cambiamento»,commenta Chiara Valdata, People Director per l’Italia di SD Worx, il Gruppo europeo specializzato in soluzioni HR, payroll e consulenza.