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Voucher Cloud e Cybersecurity: il nuovo incentivo per le imprese

Il 27 maggio 2026 si conclude la fase di accreditamento dei fornitori tecnologici, per il voucher Cloud computing e Cybersecurity. Seguirà l’apertura dello sportello destinato a imprese e lavoratori autonomi che, con il contributo statale, potranno coprire fino al 50% delle spese in software, infrastrutture digitali e servizi tecnologici avanzati, per rafforzare la trasformazione digitale e la resilienza informatica del sistema produttivo nazionale.

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Marianna Capasso

L’utilizzo della tecnologia, che abilita nuovi modelli di business e velocizza i processi, a volte appare come un’arma a doppio taglio. Favorisce l’innovazione ma espone l’utente a una costante minaccia cyber. E le aziende non possono permettersi interruzioni operative, né vulnerabilità informatiche. Eppure, gli attacchi sono all’ordine del giorno. Pertanto, mentre si lavora sulla governance, si chiede alle aziende di dotarsi di strumenti necessari alla tutela.

Con queste premesse, nasce il Voucher Cloud e Cybersecurity. Una misura agevolativa introdotta dal MIMIT nel luglio del 2025. Quale risultanza di una consultazione pubblica, dalla quale era emersa la necessità di prevedere un supporto economico per gli investimenti in cybersecurity. Se ne parla già da un po’, quindi, ma a differenza delle altre misure questa prevede in primis la creazione di un elenco fornitori di servizi. E, poi, una procedura di accesso.

L’elenco fornitori di servizi Cloud e Cybersecurity

Prima di presentare domanda per il contributo, il MIMIT ha preferito procedere con l’istituzione di un elenco di soggetti abilitati. Come stabilito da un Decreto di novembre 2025. Una scrematura ex ante che garantisce la fornitura di un servizio ben identificato. Questa sorta di selezione qualitativa dell’offerta tecnologica impone l’acquisto, quindi, presso fornitori tecnologici inclusi in un apposito elenco autorizzato.

Dal 4 marzo al prossimo 27 maggio 2026, i technology provider potranno fare richiesta per essere ammessi in un apposito elenco. Infratel Italia verificherà le domande e formerà una sorta di catalogo – con servizi e prodotti identificati da un codice. Entro fine luglio 2026 verrà formato l’elenco definitivo dei fornitori. Dopo di che dovrebbe essere aperto lo sportello per presentare la domanda agevolativa. Presumibilmente entro fine estate.

In cosa consiste la misura del Voucher

In attesa quindi delle date, le imprese potranno predisporre la documentazione da inviare. Ma, di preciso, in cosa consiste la misura del Voucher Cloud & Cybersecurity?

Si tratta di un contributo per sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cybersecurity. L’obiettivo è quello di promuovere lo sviluppo e l’adozione di servizi applicativi digitali innovativi, attraverso l’acquisto di soluzioni tecnologiche nuove, più avanzate e sicure. Che sia vanno ad aggiungere a quelle già in possesso delle aziende. Il cosiddetto “upgrade tecnologico”.

Chi può presentare domanda

Possono presentare domanda pmi e anche lavoratori autonomi, con sede in Italia, regolare iscrizione al Registro delle Imprese o all’albo, regolarità amministrativa e assenza di condizioni ostative alla concessione di agevolazioni pubbliche (ex art. 4).

È però necessario che il richiedente disponga di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download di 30 Mb/s. Questo, affinché sia garantita l’effettiva fruibilità dei servizi cloud e di cybersecurity finanziati dal voucher.

Le spese ammissibili per il Voucher Cloud e Cybersecurity

Partendo dall’assunto che solo i soggetti selezionati potranno fornire servizi e prodotti cloud, il Decreto riporta, all’articolo 5 (Piani di spesa ammissibili), un elenco preciso, che comprende hardware, software e servizi cloud.

L’acquisizione può avvenire tramite l’acquisto diretto di uno o più servizi o prodotti, ovvero tramite la sottoscrizione di un abbonamento. Non è esclusa la combinazione delle due modalità.

Sono quindi considerate ammissibili le spese sostenute per gli acquisti che rientrano nell’apposito elenco riportato dal Decreto. Ovvero:

  • soluzioni di cybersecurity hardware (firewall, NGFW, router/switch, IPS)
  • soluzioni di cybersecurity software (antivirus, antimalware, SIEM, crittografia, monitoraggio reti, gestione vulnerabilità)
  • servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma (IaaS e PaaS: virtual machine, storage, backup, VPN, sicurezza di rete, database)
  • servizi cloud applicativi SaaS (ERP, CRM, HRM, contabilità, CMS, e-commerce, strumenti di collaborazione e AI)
  • servizi tecnici di configurazione, monitoraggio e supporto (entro il 30% del budget e collegati alle altre soluzioni).

I piani di spesa non devono essere inferiori a 4mila euro. Per i servizi, ci sono due regole, a seconda dell’acquisto. La durata non dovrà essere superiore a 12 mesi (a partire dalla data di concessione delle agevolazioni) per l’acquisto una tantum.

Nel caso di abbonamenti o servizi continuativi, va adottata una soluzione strutturata e continuativa – non inferiore a 24 mesi. Per i mesi extra, non è prevista la copertura del voucher.

Voucher Cloud e Cybersecurity: il contributo alla spesa

Le risorse ammontano a 150 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC). Del totale, 71 milioni sono destinati alle imprese con sede nelle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), secondo le regole dei FSC.

L’agevolazione verrà concessa in regime de minimis, sotto forma di contributo a fondo perduto. Coprendo fino al 50% delle spese ammissibili, entro il limite dei 20mila euro. Una prima quota verrà erogata nel momento in cui il beneficiario avrà sostenuto almeno il 50% del piano di spesa. Una seconda, all’ultimazione. Ovviamente, qualora si realizzi il piano spesa in una sola volta, anche la quota sarà unica.

Cosa possono fare le aziende interessate

In attesa che il 27 maggio 2026 si chiuda lo sportello per l’elenco dei fornitori di servizi cloud e cybersecurity, le imprese possono organizzarsi per predisporre la documentazione necessaria all’istanza. Ovvero raccogliere le informazioni che andranno poi trasmesse nella domanda. Ovviamente, per l’indicazione del nominativo del fornitore, bisognerà attendere. Nel frattempo, però, si potrebbe iniziare a ragionare sul piano di spesa e la disponibilità di servizi di connettività

Insomma, c’è un po’ di tempo per organizzarsi, ed arrivare pronti alla data di apertura del Bando. Questo perché la concessione delle agevolazioni avviene sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. Dunque, chi prima presenta la domanda, avrà più possibilità di veder accolta la richiesta – anche in considerazione del veloce esaurimento delle risorse. Se ne parla da quasi un anno: oramai manca davvero poco.