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Industria: crescita debole nel 2025, ma produzione a +2,4% nei primi mesi 2026

Nel contesto di una crescita industriale in rallentamento nel 2025, i settori rappresentati dall'associazione ANIE sembrano in controtendenza. Elettrotecnica ed Elettronica crescono, trainate dalla domanda interna. Restano fragili i mercati esteri, a causa delle dinamiche internazionali incerte.

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Alice Alinari

Nel 2025 per il manifatturiero è emersa una dinamica negativa, con una flessione dei volumi della produzione industriale pari allo 0,5%. 

In questo scenario, i settori Elettrotecnica ed Elettronica si sono distinti per una performance positiva. Hanno chiuso il 2025 con una crescita complessiva dell’1,8% nei volumi di produzione industriale e dell’1,9% nel fatturato. 

L’espansione dei volumi ha interessato entrambe le macroaree: più contenuta nell’Elettrotecnica (+1,5%), mentre l’Elettronica si è distinta per una dinamica più vivace (+2,7%)

Sono i dati che emergono dalla nota congiunturale trimestrale elaborata dal Centro Studi di ANIE Confindustria

Cosa traina ancora la crescita, tra incertezze e dinamiche geopolitiche

La crescita dei settori ANIE continua ad essere trainata in larga misura dalla domanda di tecnologie connesse alle transizioni energetica e digitale. A sostenere l’andamento complessivo contribuisce soprattutto il mercato interno, che nel 2025 ha registrato un incremento del 3,1%. Le vendite estere risultano maggiormente esposte a un contesto internazionale di crescente instabilità. 

Il quadro resta tuttavia condizionato da significativi elementi di incertezza, come evidenzia un’indagine del Servizio Studi di ANIE Confindustria, condotta su un campione rappresentativo di aziende associate, con particolare riferimento agli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. 

Il 71% delle imprese del campione è attivo sui mercati esteri e oltre la metà esporta anche verso i Paesi dell’area mediorientale coinvolti nelle attuali tensioni.

In una pima fase le criticità si sono riflesse principalmente sul lato dei costi, con effetti diretti sulle imprese. Il 62% delle aziende segnala aumenti nei trasporti, il 54% nelle materie prime e il 42% nell’energia. A questi si aggiunge un’elevata incertezza sugli investimenti (35%), che spinge le imprese verso un atteggiamento più prudente.

Le criticità nella logistica

Nonostante una sostanziale tenuta nel breve periodo - sostenuta anche da fattori temporanei quali il portafoglio ordini e i contratti in essere - emerge come la capacità di mantenere tale stabilità nel tempo sia limitata, con primi segnali già evidenti di deterioramento.

In questo quadro, la logistica si conferma uno dei principali elementi di criticità per quasi il 40% delle imprese, con difficoltà operative e rallentamenti nei flussi che incidono sulla pianificazione e contribuiscono ad accrescere l’incertezza.

risultati della survey di ANIE Confindustria evidenziano come la durata della crisi in Medio Oriente rappresenti un fattore decisivo per le prospettive delle imprese. Se il conflitto si fosse risolto entro un mese, il 73% delle aziende avrebbe previsto impatti nulli o limitati. A quasi due mesi dall’avvio delle tensioni, prendono invece corpo scenari più critici: oltre l’80% delle imprese si attende effetti almeno moderati, mentre il 39% prevede impatti rilevanti sull’attività.

Il protrarsi delle tensioni è destinato a incidere nei prossimi mesi anche sull’andamento della domanda estera, che finora ha mostrato una discreta tenuta. 

La crisi in corso rischia di colpire mercati di primaria importanza per l’industria ANIE, che negli ultimi anni si sono distinti per una domanda in crescita sostenuta rivolta alle tecnologie italiane. Il prolungarsi delle tensioni potrebbe mettere a rischio equilibri costruiti negli ultimi anni.

La situazione dell'export

Nel 2025 le esportazioni italiane verso i Paesi del Golfo hanno raggiunto circa 2,6 miliardi di euro, in crescita di oltre il 60% rispetto al 2019 (fonte ExportPlanning), con Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita tra i principali mercati di destinazione.

Con riferimento all’Iran, pur in presenza di flussi di export pressoché nulli a causa del quadro sanzionatorio internazionale, il Paese rappresenta storicamente un mercato di grande interesse per le tecnologie italiane. 

Una transizione per il sistema industriale italiano

Lo scenario delineato dalla Nota congiunturale di ANIE evidenzia una fase di transizione per il sistema industriale italiano. Se da un lato emergono segnali di resilienza nei comparti tecnologici, dall’altro persistono rischi legati alla volatilità dello scenario globale.

Per oltre il 50% delle imprese l’orizzonte di continuità operativa è inferiore ai sei mesi, evidenziando come la capacità di tenuta sia fortemente legata all’evoluzione dello scenario internazionale.

Un avvio in positivo del 2026

I settori ANIE hanno chiuso il 2025 con risultati positivi. I primi mesi del 2026 confermano questa traiettoria, con una crescita della produzione industriale del 2,4% su base annua.

"Si tratta di un segnale importante", dice Renato Martire, Vice Presidente ANIE con delega al Servizio Studi, "che conferma il ruolo sempre più strategico delle tecnologie legate alle transizioni nel sostenere la domanda industriale e orientare gli investimenti".

"L’incremento dei costi e le persistenti tensioni lungo le filiere globali rendono necessario rafforzare le politiche industriali, sostenendo gli investimenti in innovazione e creando condizioni più favorevoli alla crescita e alla capacità di competere".

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