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C-Suite Barometer 2026: l’Italia accelera su IA, cybersecurity e mercati esteri

Il C-Suite Barometer 2026 di Forvis Mazars fotografa un’Italia che, pur in un contesto globale incerto, rafforza tecnologia, governance e internazionalizzazione, posizionandosi sopra la media mondiale su intelligenza artificiale, sicurezza dei dati e strategie di espansione.

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Massimiliano Luce

Il C-Suite Barometer 2026 di Forvis Mazars restituisce l’immagine di un sistema imprenditoriale italiano che affronta l’incertezza globale con maggiore consapevolezza e una chiara accelerazione strategica. Nonostante tensioni geopolitiche e rallentamenti economici, le imprese puntano su tecnologia, sicurezza e crescita internazionale, collocandosi sopra la media globale su più fronti chiave.

La fiducia resta elevata. L’87% dei leader italiani guarda con ottimismo al 2026. Un dato leggermente inferiore alla media mondiale, ma sostenuto da scelte concrete. In particolare, su intelligenza artificiale, cybersecurity e internazionalizzazione, l’Italia mostra un passo più deciso rispetto a molti competitor internazionali.

C-Suite Barometer 2026 e trasformazione tecnologica

La trasformazione tecnologica è la priorità strategica assoluta per i C-suite italiani. Il 52% la indica come primo obiettivo, contro il 39% della media globale. Inoltre, l’80% delle aziende ha già una strategia di trasformazione digitale attiva, superando il dato internazionale del 74% e registrando uno degli incrementi più rilevanti in Europa.

Al centro degli investimenti c’è l’intelligenza artificiale. Il 74% dei ceo italiani la considera prioritaria. Non solo. Il 42% delle aziende ha riorganizzato i team per integrarla in modo efficace, utilizzandola soprattutto per forecasting, cybersecurity e customer experience. Un segnale di maturità organizzativa e di attenzione al capitale umano.

Sicurezza dei dati sopra la media globale

Parallelamente, cresce l’attenzione alla protezione delle informazioni. Il 71% dei C-suite italiani dichiara i propri dati “completamente protetti”. Un valore superiore di 11 punti rispetto alla media globale. La cybersecurity diventa così un fattore abilitante dell’innovazione e un vantaggio competitivo strutturale, non più accessorio.

Internazionalizzazione come leva di crescita

Anche sul fronte dell’espansione internazionale l’Italia mostra un approccio più offensivo. Oltre l’80% delle aziende ha piani di crescita all’estero. Il 60% ha aggiunto nuovi Paesi target, contro il 51% globale. Germania, Francia, Emirati Arabi Uniti e Cina guidano le strategie di ingresso, confermando una visione sempre più diversificata dei mercati.

In sintesi, il C-Suite Barometer 2026 evidenzia un’Italia che risponde all’incertezza accelerando su tecnologia, governance e apertura internazionale. Con una convinzione chiara: l’innovazione funziona davvero solo quando è accompagnata da sicurezza, competenze e visione strategica.