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Utilities e transizione energetica: il nuovo equilibrio tra reti, rinnovabili e data center

Il settore delle utilities è al centro della transizione energetica e digitale. Tra crescita dei data center, investimenti infrastrutturali e sostenibilità, il Rapporto Utilities 2026 fotografa un comparto in trasformazione. Dati, strategie e scenari emersi dalla CFO Utilities Conference di Milano.

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Nicoletta Buora

Le utilities sono aziende che forniscono servizi essenziali alla collettività, come energia elettrica, gas, acqua, gestione dei rifiuti e teleriscaldamento. Operano su infrastrutture strategiche e svolgono un ruolo chiave nello sviluppo economico, nella sicurezza degli approvvigionamenti e nella tutela ambientale.

I principali ambiti di intervento delle utilities comprendono la produzione e distribuzione di energia, lo sviluppo delle fonti rinnovabili (Fer), la gestione delle reti elettriche e del gas, servizi ambientali (gestione dei rifiuti) e idrici, nonché soluzioni per l’efficienza energetica.

Negli ultimi anni il settore energetico è stato interessato da una profonda trasformazione, influenzata da fattori geopolitici, economici, tecnologici e normativi. La crisi del 2022 ha messo in luce la fragilità delle catene di approvvigionamento e la volatilità dei prezzi, riportando al centro il tema della sicurezza energetica.

Transizione energetica e nuove sfide tecnologiche

La transizione energetica è oggi una leva strategica per garantire competitività, sicurezza e sostenibilità. Gli investimenti globali nelle tecnologie pulite hanno raggiunto livelli record, concentrandosi su rinnovabili, reti intelligenti, mobilità elettrica ed efficienza energetica.

Un nuovo elemento sta ridefinendo l’equilibrio del settore è la forte interconnessione tra sviluppo tecnologico e produzione energetica, trainata dalla crescita dei data center. Queste infrastrutture richiedono grandi quantità di energia affidabile, a costi competitivi e con basse emissioni.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il consumo elettrico dei data center ha raggiunto circa 415 TWh nel 2024, pari all’1,5% della domanda globale, e potrebbe superare i 1.000 TWh entro il 2030.

Il Rapporto Utilities 2026: investimenti e strategie

Questi temi emergono dal Rapporto Utilities 2026, presentato a Milano durante la Cfo Utilities Conference organizzata da Agici, in collaborazione con Accenture e Intesa Sanpaolo – Divisione Imi Corporate & Investment Banking.

Il documento evidenzia come il 2025 rappresenti una fase di consolidamento per il settore, caratterizzata da investimenti elevati ma più selettivi, in equilibrio tra decarbonizzazione, sostenibilità finanziaria e capacità operativa.

L’analisi riguarda un campione di operatori Gas&Power in Italia, suddivisi in tre cluster: multiutility, gruppi energetici e operatori di rete indipendenti.

Multiutility: rinnovabili, reti e servizi ambientali

Nel 2025 le multiutility hanno investito circa 5 miliardi di euro, con una riduzione rispetto al 2024 dovuta a operazioni straordinarie precedenti. Gli investimenti organici, però, sono cresciuti del 10%.

Le risorse sono state destinate soprattutto a:

  • sviluppo delle fonti rinnovabili
  • ammodernamento delle reti
  • comparti ambiente  e idrico
  • progetti cofinanziati dal Pnrr

Nel periodo 2026-2030, gli investimenti previsti raggiungono 25 miliardi di euro.

Gruppi energetici: reti e capacità rinnovabile

I gruppi energetici hanno investito nel 2025 circa 7,8 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Il 67% delle risorse è stato destinato alle reti e il 18% alle rinnovabili.

Questo ha consentito un aumento della capacità Fer installata di 2,3 GW. Cresce inoltre l’attenzione verso sistemi di accumulo e soluzioni per la flessibilità del sistema.

I piani industriali prevedono investimenti fino a 29 miliardi di euro entro il 2030.

Operatori di rete: il motore degli investimenti

Gli operatori di rete si confermano il cluster più dinamico. Nel 2025 gli investimenti hanno raggiunto circa 7,9 miliardi di euro, con una crescita del 21%.

Nel periodo 2026-2031, le risorse programmate superano i 37 miliardi di euro, a testimonianza del ruolo centrale delle infrastrutture nella transizione energetica.

Strategie e prospettive operative

Nel corso della conferenza si sono svolte diverse tavole rotonde che hanno coinvolto multiutility, gruppi energetici e operatori di rete.

I principali temi affrontati hanno riguardato: strategie di sviluppo delle multiutility, ruolo delle infrastrutture gas, finanziamento sostenibile della transizione e integrazione tra energia e industria

Particolare attenzione è stata dedicata all’impatto dei data center, alla digitalizzazione delle reti e all’elettrificazione dei consumi.

Gli interventi hanno evidenziato la necessità di pianificare in modo integrato produzione, infrastrutture e servizi, rafforzando la collaborazione tra operatori e territori.

Un settore strategico per il futuro energetico

Secondo Marco Carta, Amministratore Delegato di Agici, il Rapporto restituisce l’immagine di un settore sempre più selettivo nelle scelte di investimento, chiamato a bilanciare decarbonizzazione, sicurezza e sostenibilità economica.

Oltre la metà delle risorse è dedicata alle fonti rinnovabili, mentre lo sviluppo della finanza sostenibile resta una sfida complessa, nonostante l’Italia sia tra i Paesi più avanzati negli strumenti Esg.

Il settore delle utilities si trova oggi al centro di una trasformazione senza precedenti. La crescita dei consumi digitali, la diffusione delle rinnovabili e le tensioni geopolitiche rendono indispensabile un sistema energetico più resiliente e flessibile.

Gli investimenti in reti, sistemi di accumulo, digitalizzazione e sostenibilità rappresentano la chiave per garantire stabilità, competitività e decarbonizzazione.

Il Rapporto Utilities 2026 conferma che le utilities non sono solo fornitori di servizi, ma attori strategici per lo sviluppo economico e ambientale del Paese.