Gli investimenti puntano su innovazione scientifica e industriale e non su servizi generalisti. I settori più presidiati nel 2025 sono stati il Fintech con 16 round (7,9%), ossia soluzioni tecnologiche per la gestione finanziaria, e il Biotech (nuovi farmaci e prodotti per l’agricoltura).
Seguono il Medtech (dispositivi medici e strumenti diagnostici avanzati) e il Lavoro-HR con soluzioni a supporto della gestione del personale (con 13 round ciascuno; 6,4% ciascuno). Infine, il Deeptech (5,9%), con 12 round, su innovazioni tecnologiche ad alta complessità come il quantum computing e l’AI agentica.
Le operazioni aumentano del 10,5% (204 nel 2025, contro i 184 del 2024), ma diminuiscono i capitali messi a sistema. Parliamo di 1,1 miliardi di euro, in calo del 22% rispetto ai 1,4 miliardi del 2024.
Si assiste anche a una polarizzazione, con pochi mega deal, che pesano quasi il 40% della raccolta complessiva (dati StartupItalia 2025).
Trend in polarizzazione: sette deal e pochi giganti
Le aziende che hanno avuto il maggior aumento di capitale sono state AAVantgarde Bio (122 milioni di euro), Nanophoria (83,5 milioni), Exein (70 milioni) per un’avanzata cybersecurity, la finanziaria Hercle (52 milioni).
Ci sono poi Caracol (40 milioni), piattaforma robotica di stampa 3D, Tulum Energy (27 milioni), che sviluppa soluzioni per la produzione di idrogeno pulito per applicazioni industriali, e Jet HR (23 milioni), piattaforma per una gestione digitale del personale.
Da soli, questi sette deal hanno rappresentato il 40% della raccolta di venture capital nel 2025, dimostrando una tendenza alla polarizzazione su pochi casi.
L’andamento è dunque quello di una mancanza di accelerazione. A parte alcune eccellenze, non decolla tutta una fascia centrale di startup promettenti, ma ancora con risorse limitate per scalare i il mercato.
La fascia di investimento prevalente è tra 1 e 9 milioni di euro (61%), soprattutto per l’early e il mid-stage. Le operazioni sotto il milione di euro sono in calo, anche se rappresentano ancora un quarto degli investimenti (25,6%), mentre sopra i 10 milioni sono il 12,8% del totale con 26 round.
Dall’indagine è stata infatti esclusa Bending Spoons, la società che sviluppa applicazioni per dispositivi mobili, che a ottobre ha raccolto 710 milioni di dollari e avrebbe alterato l’analisi sulla distribuzione dei capitali. L'azienda italiana è stata fondata a Copenaghen nel 2013, ha sede a Milano ed è nota per lo sviluppo di applicazioni iOS e Android come Splice, 30 Day Fitness, Live Quiz e Remini e per le acquisizioni in ambito SaaS, come WeTransfer.
La Lombardia domina
La Lombardia assorbe quasi la metà dei finanziamenti alle startup, con 96 round (47,3%). L’equity crowdfunding invece crolla a 48 milioni (-9,2%). Seguono il Lazio (7,9%) e Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Veneto tra il 5-7%. Campania, Puglia e Friuli-Venezia Giulia sono sul 3%.
Il cuore dell’innovazione resta nei principali distretti industriali. Tuttavia anche il Sud mostra segnali di qualità, anche se con investimenti di entità minore, soprattutto nel Fintech, software e tecnologie industriali.
Poche acquisizioni nel 2025, in un’Europa che cresce
Sul piano degli exit strutturali, cioè delle acquisizioni, l’Italia resta marginale rispetto all’Europa. Quest'ultima infatti cresce con 33 miliardi nei primi 9 mesi (+7%). Pochi gli exit strutturali in Italia, solo 23 operazioni nei primi 9 mesi (dati Osservatorio Italian Tech Alliance).
"Il quadro europeo decolla, l’ecosistema è stabile, eppure l’Italia arranca. Numeri in calo e pochi exit potrebbero portarci a uno stallo, isolandoci dai leader europei. Urge fare sistema con alleanze, politiche audaci e strategie condivise per scalare e competere globalmente", commenta Simone Pepino, CEO di StartupItalia.
Tra gli exit italiani del 2025, Tate, startup di soluzioni intelligenti per la gestione dei consumi domestici, è stata acquisita da Plenitude (Gruppo Eni). Xtream, specializzata in soluzioni di AI per il business e la ricerca semantica nell’analisi dei contenuti, è stata assorbita da TeamSystem.
A sua volta Chino AI, sulla sicurezza dei dati e la compliance GDR, è entrata in Sicuro.it. La startup D-Orbit (finanziata nel 2024 con un round di 150 milioni di euro) ha acquisito Planetek in ambito Space Economy.
Pronti a sfidare i mercati globali con 40.000 aziende tech finanziate
Il Report State of European Tech 2025 di Atomico ha censito in Europa oltre 40.000 aziende tech finanziate (triplicate rispetto a un decennio fa), con quasi 4.000 che superano i 25 milioni di dollari annui e 1.200 unicorni o giganti da 100 milioni, pronti a sfidare i mercati globali.
Trainano l’Europa, il Regno Unito (14,4 miliardi), la Germania (7,4 miliardi), la Francia (6,1 miliardi), la Svezia (2,5 miliardi), la Finlandia (2,3 miliardi) e la Spagna (2 miliardi). Generano round da record come IQM Quantum Computers (300 milioni) e Tekever (500 milioni). Eppure, persino in Europa barriere come borse frammentate ed exit scarsi (M&A/IPO) frenano lo sviluppo, rispetto ai 177 miliardi USA.
