Sono 505,8 i milioni di euro che, nei prossimi mesi, saranno destinati alle imprese con una sede operativa al Sud, sotto forma di incentivi per l’innovazione e la ricerca e sviluppo.
Lo ha stabilito un Decreto del MIMIT, al momento in corso di registrazione alla Corte di Conti. A breve, quindi, sarà possibile presentare domanda per ricevere contributi e finanziamenti agevolati. Prendendo parte alla misura per ricerca e sviluppo nelle Regioni del Mezzogiorno.
Ricerca e sviluppo: i settori prioritari della Strategia Nazionale di specializzazione intelligente
Per creare nuove catene del valore – che partano da ricerca e sviluppo, per arrivare a generare prodotti e servizi innovativi – servono risorse.
Lo stesso vale per le tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies), da utilizzare ogni giorno per migliorare la produttività del sistema Paese.
Si lavora oggi, per realizzare future generazioni di prodotti in grado di accrescere la ricchezza, favorirne la sua distribuzione e aumentare l’occupazione, in maniera duratura.
Sono questi gli obiettivi della Strategia Nazionale di specializzazione intelligente (SNSI). Con il Piano, il Governo ha stabilito su quali settori puntare e, quindi, dove veicolare principalmente le risorse pubbliche. Dunque, una volta individuate le priorità del Paese, si spingono gli investimenti considerati strategici e con maggiore potenziale di crescita. Digitale, transizione ecologica, mobilità e manifattura avanzata sono alcuni di questi.
Destinatari e risorse del nuovo bando MIMIT per Ricerca e Sviluppo
All’interno della Strategia Nazionale di specializzazione intelligente si inserisce l’ultimo intervento del MIMIT. Finanziando i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto contenuto innovativo. È destinato alle imprese con sede nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. E muove 505,8 milioni di euro – che andranno alle realtà capaci di realizzare progetti specifici.
Nel dettaglio, 280 milioni di euro verranno concessi sotto forma di finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile. Mentre i restanti 225,8 milioni di euro – assegnati sotto forma di contributi a fondo perduto – sono risorse non utilizzate in precedenti programmi di finanziamento. E trovano, così, un giusto impiego.
I progetti e lo sviluppo delle tecnologie abilitanti
Le iniziative finanziate con le risorse pubbliche dovranno essere utilizzate per progetti in grado di realizzare qualcosa di nuovo. O in grado di migliorare, in maniera “rilevante”, quanto già esistente. Oggetto dei progetti potranno essere prodotti (il venduto dall’impresa), processi (il modus operandi dell’impresa) o servizi (le sue attività).
Resta però fondamentale l’utilizzo di tecnologie avanzate considerate strategiche: le KET, Key Enabling Technologies. Tecnologie di base non impiegate in un solo settore, ma in maniera trasversale. Che permettono di operare in maniera innovativa in molti comparti. Tra queste, ci sono i sistemi avanzati di produzione (Advanced Manufacturing Technologies), per automazione, robotica e fabbriche intelligenti.
Ricerca e Sviluppo: tempistiche e procedura del nuovo Bando MIMIT
Il 60% delle risorse è destinato a PMI e reti. Una quota del 25% andrà, invece, a micro e piccole imprese. Le spese ammissibili dovranno essere importanti: non inferiori a 1 milione di euro, ma non superiori a 5.
Tutto dovrà essere completato entro 36 mesi dalla data di avvio del progetto – con una durata minima non inferiore ai 18 mesi. È comunque possibile richiedere una proroga di 180 giorni.
L’agevolazione consiste in una quota di finanziamento agevolato – a copertura del 40% dei costi ammissibili. Con una durata compresa tra 1 e 8 anni – più l’eventuale periodo di preammortamento (fino a 3 anni), senza obbligo di garanzie. È inoltre previsto un contributo diretto alla spesa, in percentuale variabile a seconda delle dimensioni aziendali (40, 35 e 30, per piccole, medie e grandi). Per gli organismi di ricerca la quota è del 40 o 60 per cento, a seconda che siano spese per sviluppo sperimentale o attività di ricerca industriale.
L’assegnazione delle agevolazioni seguirà una procedura valutativa con graduatoria. Si terrà conto della qualità progettuale e della capacità tecnico-organizzativa. Peserà, inoltre, la sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento e il suo impatto sul sistema produttivo. Dunque, in attesa dell’ufficializzazione dell’apertura, le imprese potranno individuare gli interventi e strutturare le proposte. Manca oramai poco.
