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Nel 2012 il settore acque resta all'asciutto

Il settore impianti e apparecchiature per le acque primarie civili è in sofferenza. Lo dicono i dati riferiti al 2011 e le previsioni per il 2012

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Virna Bottarelli
Il settore degli 'Impianti e apparecchiature per le acque primarie civili' ha registrato nel consuntivo 2011 un calo di fatturato (-5%) concentrato soprattutto sul mercato interno a seguito della grave crisi nel settore dell'edilizia, solo in parte mitigata dagli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, per i quali il trattamento dell'acqua è diventato un fattore obbligatorio.

L'export si è mantenuto nel 2011 sostanzialmente stabile (+0,5%) ma si prevede una contrazione nel 2012 (-3,9%). Per l'anno in corso, inoltre, le previsioni sono di un ulteriore calo della domanda interna (-7%) e di un leggero calo delle esportazioni (-4%). Anche gli investimenti vedranno una lieve riduzione nel 2012 (-2,4%), mentre l'occupazione rimane su livelli stabili.

Giorgio Moro, presidente di Associazione Aqua Italia,  l'ente, parte di Anima, che raggruppa aziende costruttrici e produttrici di impianti, prodotti chimici, accessori e componenti per il trattamento delle acque primarie (non reflue) per uso civile, industriale e per piscine, ha commentato: “Tutto il settore si augura che un governo serio e onesto possa far rientrare il nostro Paese nel contesto europeo a pieno titolo e che di conseguenza torni la fiducia a tutti i livelli (privati cittadini, operatori economici, italiani e stranieri), che si riprenda ad investire e che l'economia torni a girare. Un grosso peso in questo quadro, lo avranno le banche, il cui volano sarà determinante”.