Al via il consueto iter della Legge di Bilancio. Che parte dal Disegno di legge 2027-2029, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026. Un provvedimento articolato, composto da 157 articoli e 7 allegati, nella versione disponibile al momento in fonti aperte. Ma, soprattutto, una manovra che vale circa 26 miliardi di euro per il 2027. Con interventi che spaziano dalla fiscalità al lavoro, dalla sanità alle politiche industriali. Per arrivare ovviamente anche agli incentivi per gli investimenti e alla transizione energetica.
È ancora presto per dare un giudizio positivo o meno: il quadro è ancora provvisorio. E tutto dipenderà dagli emendamenti e dalle possibili modifiche delle prossime settimane. Una cosa però è certa: non c’è menzione dell’iperammortamento. E, considerando che oramai il PNRR resta solo un ricordo, le associazioni imprenditoriali avrebbero preferito misure in grado di garantire una politica industriale di lungo periodo. Si attende quindi il confronto parlamentare che, mai come questa volta, sarà decisivo.
Legge di Bilancio 2027: le novità in arrivo
Tra le novità destinate al sistema produttivo, con particolare attenzione al comparto manifatturiero, emergono tre principali ambiti di intervento. Gli incentivi, gli investimenti e le agevolazioni fiscali, con le misure a sostegno della trasformazione digitale. L’energia e la transizione ecologica, con la realizzazione di interventi mirati a contenere i costi energetici delle pmi e a favorire gli investimenti sostenibili. Il lavoro e la fiscalità, con scelte di politica economica che potrebbero incidere sui costi, sull’organizzazione e sulla competitività delle imprese.
A queste misure, poi, se ne aggiungono altre settoriali, rivolte a specifici comparti produttivi. Le disposizioni espressamente dedicate alle imprese si trovano soprattutto nel Titolo II e nel Titolo VIII. Il Capo II del Titolo II prevede misure di sostegno (artt. 11-14), mentre il Capo III si concentra sulle misure in materia di redditi di natura finanziaria, intermediari finanziari e imprese del settore energetico (dall’articolo 15). Nel Titolo VIII, invece, sono normate le misure in materia di energia (Capo I) e quelle in materia di investimenti, trasformazione digitale, agricoltura e turismo (Capo II).
Incentivi, investimenti e agevolazioni fiscali
Il primo ambito comprende gli interventi a sostegno della digitalizzazione, degli investimenti produttivi e della competitività aziendale. Sono introdotte diverse misure per sostenere gli investimenti delle imprese e favorirne la competitività. Tra le novità più interessanti, il rifinanziamento del credito d’imposta per gli investimenti nella ZES unica (articolo 85), con risorse pari a 2,4 miliardi di euro per il 2027 (rispetto ai 1.000 milioni originariamente previsti) e 1,25 miliardi per il 2028 (rispetto ai precedenti 750 milioni).
Si mette mano anche al Codice degli incentivi (articolo 86), con la riorganizzazione degli strumenti finanziari a sostegno delle imprese. Si rivedono le modalità di gestione finanziaria del Fondo per la crescita sostenibile, distinguendo gli interventi a fondo perduto da quelli di natura mista o finanziaria. E disciplinando la rimodulazione delle risorse. Si tratta quindi di una disposizione prettamente organizzativa, che potrebbe però essere rilevante per la futura gestione delle agevolazioni.
Si parla poi della riapertura delle agevolazioni fiscali per l’assegnazione e la cessione ai soci di determinati beni aziendali, principalmente immobili non strumentali all’attività produttiva. In questo modo le società potranno riorganizzare il proprio patrimonio beneficiando di un regime fiscale agevolato. Ma la novità che desta più interesse è il credito d’imposta per i canoni di abbonamento a servizi e soluzioni cloud.
Legge di Bilancio 2027: gli incentivi per i servizi cloud
Alle imprese, orfane dell’iperammortamento, la notizia del credito d’imposta per i canoni di abbonamento a servizi e soluzioni cloud sembra un raggio di sole, dopo mesi di meteoropatia. Nonostante il Voucher Cloud e Cybersecurity abbia comunque portato una ventata di positività. L’articolo 12 del DDL fa riferimento a uno stanziamento complessivo che ammonta a 30 milioni di euro in ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029. Un po’ poco, secondo i calcoli, considerando l’attesa della domanda.
E riconosce alle imprese di recuperare, sotto forma di credito d’imposta, fino al 30% delle spese sostenute per utilizzare determinati software e strumenti digitali attraverso il cloud. Senza doverli necessariamente acquistare. Il credito potrà essere utilizzato per compensare i debiti fiscali: sarà cumulabile con altri incentivi sulle stesse spese, a condizione che il totale delle agevolazioni non superi il costo sostenuto.
Attenzione, però: non tutti i servizi cloud saranno automaticamente agevolabili. Lo saranno solo quelli collegati all’utilizzo di specifici beni strumentali immateriali, individuati nell’Allegato F al D. Lgs. 117/2026. Per condizioni, modalità e termini bisognerà però attendere un successivo decreto attuativo del MIMIT, di concerto con il MEF, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge.
Energia e transizione ecologica nella futura Legge di Bilancio
Considerando l’incidenza dei consumi energetici sui costi di produzione, soprattutto nel settore manifatturiero, le misure previste per contenere la spesa energetica delle imprese e favorire gli investimenti nella transizione ecologica assumono particolare rilievo. Gli articoli 79 e 81 prevedono, rispettivamente, contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici e incentivi per la produzione di biometano. L’articolo 83, invece, si concentra sulle misure di sostegno ai costi dell’energia elettrica delle PMI non energivore, collegate a nuovi investimenti in tecnologie e soluzioni sostenibili.
Si tratta, probabilmente, dell’articolo più interessante in materia. Perché punta a ridurre i costi energetici, attraverso un incentivo alla decarbonizzazione dei processi. Con un regime temporaneo di sostegno per le pmi che non figurano nell’elenco delle imprese energivore. Ma che però investono nella transizione energetica una somma almeno pari all’aiuto ricevuto. Le risorse complessive ammontano a 3,53 miliardi di euro per il quadriennio 2027-2030. Di cui 1 miliardo di euro nel 2027, 1,43 miliardi nel 2028, 600 milioni nel 2029 e 500 milioni nel 2030.
Le spese potranno riguardare la produzione di energia da fonti rinnovabili, i sistemi di accumulo, il miglioramento dell’efficienza energetica e l’elettrificazione dei processi produttivi. Si è quindi lontani dalla logica del semplice sostegno per il pagamento di bollette et similia. La manovra punta, infatti, a ridurre i consumi energetici attraverso un investimento che crei energia sostenibile. Ma questo potrebbe creare squilibri concorrenziali a livello europeo. Servirà quindi il placet della Commissione europea, in tema di aiuti di Stato.
Assunzioni e fiscalità: cosa prevede la Manovra
La Manovra in fieri prende in considerazione anche il mondo del lavoro e la fiscalità delle imprese. Con una serie di disposizioni che potrebbero incidere sui costi del personale, sulle assunzioni e sulla gestione delle attività aziendali. Sono infatti previsti interventi rivolti a specifici settori produttivi, con l’obiettivo di sostenere l’occupazione e accompagnare la crescita delle imprese.
Sono prorogati gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato (art. 42) e le maggiorazioni fiscali per l’assunzione di giovani under 36 e lavoratrici madri (art. 43). Sul fronte fiscale, gli articoli 36 e 37 introducono modifiche che potrebbero incidere sulla liquidità delle imprese, intervenendo rispettivamente sulle ritenute nelle operazioni tra aziende e sulle compensazioni dei crediti fiscali. L’articolo 48, invece, norma le nuove disposizioni per guidare la crescita delle imprese artigiane, favorendo così le piccole realtà produttive.
Cosa succederà nelle prossime settimane?
Dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2026, il Disegno di legge di Bilancio 2027 è stato trasmesso alla Camera il 30 ottobre, per l’avvio dell’iter parlamentare. Sebbene il calendario non sia ancora definitivo, ci sono delle date presunte. Entro il 12 novembre 2026 dovrebbe partire il primo ciclo di audizioni delle istituzioni, delle parti sociali e delle associazioni di categoria. Per la presentazione degli emendamenti la deadline potrebbe essere fissata al successivo 17 novembre.
Concluso l’esame in Commissione Bilancio, il testo passerà all’Aula della Camera per la votazione. E, successivamente, al Senato, dove sarà nuovamente esaminato prima di arrivare all’approvazione finale. Come ogni anno, quindi, entro il 31 dicembre 2026 dovrà arrivare l’approvazione definitiva. Solo allora l’iter parlamentare per la Legge di Bilancio potrà dirsi concluso. Con l’entrata in vigore il 1° gennaio 2027. I prossimi due mesi, quindi, potrebbero riservare ancora qualche sorpresa, tra modifiche alle misure già previste, nuove disposizioni e possibili ripensamenti. Un classico a cui siamo già abituati.

