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Dalle meduse una nuova pelle artificiale

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La Redazione

Le attuali tecnologie con cui sono realizzate versioni diverse di pelle artificiale per applicazioni in ambito protesi e robotica consentono di avere una sensibilità elevata, permettono oramai di percepire i minimi tocchi se non addirittura semplici sfioramenti, ma la sensoristica alla base di queste soluzioni non permette una risposta adeguata in caso di forti pressioni che possono essere anche causa di danni al portatore di protesi o al sistema robotizzato. Per coprire anche queste casistiche, i ricercatori della Huazhong University of Science and Technology hanno tratto ispirazione da una particolare medusa, la Atolla, nota anche come medusa coronata, creatura bioluminescente di non più di 15 centimetri di diametro che vive nell’oceano antartico fino a 1000 metri di profondità. Scoperta solo nel 1880, questa medusa, che può percepire con estrema precisione i cambiamenti di pressione nell’ambiente circostante,  genera degli straordinari flash luminosi quando si sente in pericolo, per spaventare o confondere l’aggressore. Prendendo spunto da questo particolare meccanismo di difesa della medusa in risposta a una minaccia fisica, i ricercatori cinesi hanno pensato di utilizzare questa capacità di “visual warning” e hanno integrato dei sistemi elettrici ed ottici in un nuovo tipo di pelle elettronica in modo da poter percepire pressioni sia lievi che molto forti. In dettaglio, è stato integrato tra due strati costituiti da nanofili d’argento, un terzo strato di polidimetilsiloxano (PDMS), un particolare tipo di silicone, contenente materiale fluorescente a base fosforo. Gli strati con nanofili d’argento permettono di percepire pressioni lievi o comunque limitate, con generazione di segnali elettrici opportunamente condizionati e resi disponibili a eventuali unità di controllo esterne, mentre lo strato di PDMS, quando pressato da forze di intensità crescente, emette lampi di luce, ad avvertire appunto situazioni potenzialmente critiche.