HomeProcess AutomationSafety e CybersecurityDai supermercati alle fabbriche: la nuova frontiera degli attacchi cyber

Dai supermercati alle fabbriche: la nuova frontiera degli attacchi cyber

Gli attacchi ai sistemi di refrigerazione in Europa dimostrano come la compromissione di dispositivi connessi possa provocare danni materiali, interrompere servizi e compromettere la continuità operativa. Un rischio che riguarda da vicino anche il manifatturiero, dove IT e OT sono sempre più interconnesse.

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Nicoletta Buora


Dai frigoriferi dei supermercati alle celle di conservazione del sangue, la minaccia cyber sta mostrando un volto sempre più concreto colpendo direttamente il funzionamento di infrastrutture fisiche.

È quanto sta accadendo in Europa, dove una serie di attacchi informatici ha preso di mira i sistemi digitali di controllo della refrigerazione. I primi episodi, registrati in Francia a ottobre, hanno coinvolto centinaia di supermercati, con frigoriferi e congelatori manomessi da remoto e temperature alterate fino a provocare il deterioramento di grandi quantità di prodotti alimentari.

Il fenomeno si è ripresentato all'inizio di novembre, interessando diversi Paesi europei, tra cui Belgio, Svezia, Irlanda e Italia. In alcuni casi gli aggressori sono riusciti a modificare le impostazioni dei sistemi di controllo, compromettendo la conservazione degli alimenti. Le autorità italiane hanno segnalato alcuni episodi nella grande distribuzione e nel settore della produzione di surgelati, invitando gli operatori a rafforzare le misure di sicurezza.

Ancora più delicato il caso emerso in Francia il 4 novembre, quando sono stati presi di mira i sistemi di monitoraggio e controllo delle celle frigorifere di alcune strutture regionali dell'Etablissement Français du Sang, l'organizzazione nazionale per la raccolta e la distribuzione del sangue.

La vulnerabilità dei sistemi OT

Questi episodi evidenziano una trasformazione importante del panorama delle minacce: la cybersecurity deve estendersi ai sistemi di Operational Technology (OT) che governano impianti, macchinari e processi fisici.

La refrigerazione industriale è un esempio, ma lo stesso principio vale per linee produttive automatizzate, sistemi di controllo, infrastrutture energetiche e dispositivi connessi. L'integrazione tecnologica migliora efficienza e flessibilità, ma amplia anche la superficie di attacco. Sistemi obsoleti, vulnerabilità non corrette, interfacce esposte a Internet e accessi remoti non adeguatamente protetti possono diventare punti di ingresso.

Il rischio è particolarmente rilevante nel manifatturiero, dove un incidente informatico può tradursi nel blocco di una linea, nell'interruzione della produzione e in ripercussioni sull'intera supply chain.

I numeri confermano la criticità. Secondo il Rapporto Clusit Manufacturing H1 2026, nei primi sei mesi dell'anno il manifatturiero ha rappresentato il 18,4% degli incidenti cyber noti in Italia, con 45 casi su 245.

SOC as a Service, una risposta anche per le PMI

Per affrontare queste minacce non basta intervenire dopo un incidente. ccorrono visibilità sugli asset connessi, monitoraggio continuo, controllo degli accessi e capacità di individuare tempestivamente comportamenti anomali, valutando anche le possibili conseguenze sui processi produttivi.

È una sfida impegnativa soprattutto per le PMI manifatturiere italiane, che spesso non dispongono internamente di personale specializzato e risorse sufficienti per gestire una struttura di sicurezza informatica.

In questo contesto, il modello SOC as a Service (Security Operations Center as a Service) rappresenta una soluzione interessante ed è l'approccio proposto da SimpleCyb, che punta a rendere la cybersecurity più accessibile alle imprese attraverso un modello integrato, capace di accompagnarle dalla prevenzione delle minacce al monitoraggio degli ambienti digitali, fino alla verifica delle capacità di ripristino dei dati.