Nel 2025 il settore manifatturiero italiano tiene, ma il futuro dipenderà dall’equilibrio tra domanda interna, export e politiche commerciali internazionali. Le prospettive al 2029 indicano crescita moderata. Digitalizzazione, efficienza energetica e posizionamento sulla fascia alta del mercato saranno gli assi strategici
AI, transizione green e nuove competenze sono gli strumenti per gestire le sfide future del manifatturiero nazionale. Sette imprenditori su 10 credono nel potenziale dell’AI e il 40% degli intervistati ha già avviato progetti di AI. Sul fronte transizione green e digital, un'azienda su 5 ha già utilizzato gli incentivi 5.0, e il 45% prevede di farlo entro l’anno. Ecco i risultati dell'Osservatorio MECSPE 2025 I quadrimestre.
Cresce l’internazionalizzazione della filiera del vetro. A Milano torna Vitrum: riflettori puntati su sostenibilità, innovazione, transizione energetica e formazione.
La crescita è trainata da cloud, automazione industriale e applicazioni vocali. Secondo Precedence Research, il settore vivrà un’espansione a doppia cifra annua nel periodo 2025-2033.
All'inizio di luglio Parker ha festeggiato un importante traguardo: i suoi primi 60 anni di attività sul territorio italiano. L’anniversario è stato celebrato nella suggestiva Tenuta Santa Croce a Corbetta, in provincia di Milano.
L’accordo prevede l’imposizione del 15% sulle esportazioni europee e abbassa la percentuale impositiva al comparto automotive, profilando però nuovi scenari macroeconomici dal delicato equilibrio.
Il vetro italiano affronta una fase complessa, tra calo produttivo e pressioni energetiche. Secondo Alessandro Brizzi, General Manager di Renovis, la sostenibilità è oggi l’unica via per rilanciare il settore. Tecnologie di recupero energetico e investimenti strutturali sono la chiave per restare competitivi.
Una recente ricerca anglosassone sostiene i benefici del lavoro ibrido per impatto sui costi e continuità del business, aumento di produttività e soddisfazione della forza lavoro. Una conferma dei risultati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano e del Great Place to Work Italia.