Il manifatturiero globale si trova di fronte a uno scenario in continua evoluzione, caratterizzato da instabilità geopolitica, ridefinizione delle catene di fornitura e crescente pressione sui costi. In questo contesto, l’agilità manifatturiera emerge come il fattore chiave per non limitarsi a reagire al cambiamento, ma per guidarlo.
Il dato più significativo emerso dall’Advanced Manufacturing Report 2025, realizzato da Forrester Consulting per conto di Hexagon Manufacturing Intelligence – specializzata nelle tecnologie di misurazione per i principali settori industriali -, è che tutte le principali sfide segnalate dai leader del settore sono direttamente o indirettamente riconducibili a una carenza di agilità. Tra queste figurano gli elevati costi di introduzione di nuovi prodotti (NPI), le criticità nella supply chain, le difficoltà di approvvigionamento, la rigidità organizzativa e il time-to-market troppo esteso.

L’agilità come risposta strutturale alla complessità globale
Le dinamiche della produzione manifatturiera stanno cambiando rapidamente. I mercati emergenti non sono più soltanto hub produttivi a basso costo, ma veri e propri centri di innovazione. Allo stesso tempo, l’aumento dei costi in queste aree e l’apertura di nuovi mercati ad alto potenziale stanno ridisegnando le logiche di localizzazione della produzione.
In questo scenario, il costo resta un driver fondamentale, ma non è più sufficiente. Quando le decisioni sono guidate esclusivamente dall’efficienza economica, l’innovazione diventa l’unico elemento distintivo reale. Tuttavia, l’innovazione senza agilità rischia di rimanere fragile: senza rapidità di esecuzione e capacità di iterazione, le idee non si trasformano in valore concreto per il cliente.
Innovazione e agilità: un binomio inscindibile nello smart manufacturing
Secondo il report, innovazione e agilità sono i due principali indicatori del successo futuro di qualsiasi azienda manifatturiera. Solo la loro integrazione consente di garantire qualità, scalabilità e resilienza.
L’agilità permette ai produttori di accorciare drasticamente il ciclo che va dal concept al mercato, grazie a processi più flessibili, dati accessibili e collaborazione interfunzionale. Senza una strategia chiara orientata all’agilità, le aziende rischiano di rimanere intrappolate in modelli operativi rigidi, incapaci di rispondere agli shock del mercato o di cogliere nuove opportunità.
L’agilità si rivela priorità strategica per affrontare le sfide chiave

Il 39% dei C-Level intervistati indica esplicitamente la mancanza di agilità come un ostacolo diretto al progresso. La sfida più rilevante a livello globale resta l’elevato costo le gato all’introduzione di nuovi prodotti, citato dal 39% del campione, con picchi in America Latina e nell’area Asia Pacifica (APAC). In Europa è il 32% e negli USA il 38%.
Il report di Hexagon evidenzia come incrementare l’agilità non richieda necessariamente tempi lunghi, ma una migliore gestione delle informazioni e un allineamento tra obiettivi di business e tecnologie. La flessibilità deve essere progettata e modellata in funzione delle specifiche esigenze aziendali, combinando punti di forza, limiti operativi e investimenti mirati.
L’intelligenza artificiale: un acceleratore di agilità
Un capitolo centrale del report riguarda il ruolo dell’intelligenza artificiale nel manifatturiero. I dati mostrano chiaramente che l’agilità è un problema molto più sentito nelle aziende che adottano l’AI in misura limitata (40%) rispetto a quelle che la utilizzano in modo estensivo (23%).
L’AI non è solo uno strumento di automazione, ma un vero abilitatore di flessibilità: accelera la scalabilità, rafforza la resilienza della supply chain ed elimina i punti ciechi analogici. Non a caso, il 45% dei leader si aspetta che l’AI contribuisca a ridurre i costi di NPI, mentre il 43% dichiara di aver già ottenuto questo beneficio.
Costruire un’agilità sostenibile nel tempo
Non esiste un modello unico. Ogni azienda presenta una combinazione specifica di cultura, tecnologie e configurazione degli impianti. Tuttavia, il report individua alcune direttrici comuni. Il 75% dei leader considera prioritario anticipare i controlli qualità fin dalle prime fasi del processo produttivo (approccio Shift Left), mentre cresce la consapevolezza della necessità di superare soluzioni tattiche per costruire basi strutturali solide.
In definitiva, l’agilità non serve solo a sopravvivere al cambiamento, ma a sfruttarlo. Le aziende manifatturiere che investono oggi in flessibilità, dati e collaborazione non si limitano a reagire alle trasformazioni: diventano protagoniste del futuro dello smart manufacturing.
