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Agentic AI: investimenti in crescita, ma la scalabilità resta la sfida chiave

Il nuovo report globale The Pulse of Agentic AI 2026 di Dynatrace mostra che l’Agentic AI sta raggiungendo un punto di svolta: gli investimenti crescono, ma la scalabilità resta legata a osservabilità, affidabilità e supervisione umana.

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Massimiliano Luce

L’Agentic AI sta entrando in una fase decisiva. È quanto emerge dal rapporto globale "The Pulse of Agentic AI 2026" di Dynatrace, primo studio dedicato a comprendere come osservabilità e affidabilità determinino il successo operativo dei sistemi di intelligenza artificiale agentica. La ricerca, che ha coinvolto anche l’Italia, evidenzia un cambio di passo chiaro, ma ancora prudente.

Le aziende non stanno rallentando per mancanza di fiducia nell’IA. Al contrario. Il vero limite è la difficoltà di governare, validare e scalare in sicurezza sistemi sempre più autonomi. Per questo motivo, circa la metà dei progetti è ancora in fase di Proof-of-Concept o pilota, anche se l’adozione cresce rapidamente.

Agentic AI tra sperimentazione e produzione

Il report fotografa una fase di transizione strutturale. Il 26% delle organizzazioni ha già 11 o più progetti di Agentic AI attivi. Inoltre, il 74% prevede un ulteriore aumento dei budget nel prossimo anno. Tuttavia, gli investimenti restano cauti. Il 48% dei leader intervistati prevede incrementi di almeno 2 milioni di dollari, segnale di una crescita misurata e progressiva.

Gli agenti di intelligenza artificiale sono utilizzati soprattutto nelle operazioni IT e DevOps, seguiti dall’ingegneria del software e dall’assistenza clienti. Le priorità sono chiare. Migliorare il processo decisionale grazie a insight in tempo reale è l’obiettivo principale, insieme all’aumento delle prestazioni, dell’affidabilità dei sistemi e dell’efficienza interna.

Affidabilità e sicurezza come fattori critici

Il ritorno sugli investimenti è atteso soprattutto nel monitoraggio ITOps, nella cybersecurity e nella gestione dei dati. Tuttavia, l’ingresso in produzione dell’Agentic AI è frenato da ostacoli concreti. In primo luogo, problemi di sicurezza, privacy e conformità. Subito dopo, le difficoltà tecniche nel gestire e monitorare agenti su larga scala, oltre alla carenza di competenze.

In questo contesto, la supervisione umana resta centrale. La maggior parte delle organizzazioni punta su una collaborazione uomo-AI bilanciata. Solo una minoranza utilizza agenti completamente autonomi. Il 69% delle decisioni basate su Agentic AI viene ancora verificato da esseri umani, a conferma del ruolo chiave del giudizio umano.

L’osservabilità come abilitatore della scalabilità

Man mano che l’Agentic AI supera la fase pilota, l’osservabilità diventa il livello di intelligence indispensabile. È già utilizzata lungo l’intero ciclo di vita dell’AI, soprattutto durante l’implementazione e l’operatività. Fornisce visibilità in tempo reale sul comportamento degli agenti, sulle prestazioni e sui processi decisionali.

The Pulse of Agentic AI 2026 mostra insomma un mercato pronto al salto di scala. Ma una condizione è imprescindibile: costruire fiducia operativa. Solo così l’Agentic AI potrà diventare una componente strutturale delle operation digitali, in modo responsabile e sostenibile.