In Italia sono ormai oltre 12mila – secondo i dati del MIMIT – le realtà giovani e ad alto contenuto tecnologico, iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese.
Una loro rappresentanza (in tutto 17) sarà presente a Start Up Factory (padiglione 21, stand B68), per proporre ai visitatori in fiera nuove soluzioni high-tech in grado di cambiare il manifatturiero e la società intera. Dalla startup nordestina specializzata in soluzioni robotiche avanzate per PMI alla realtà emiliano-marchigiana che riduce i consumi energetici delle PMI industriali, dalla startup romagnola con una piattaforma di assemblaggio innovativa a quella del nordovest che rivoluziona le attività di contabilità, finanza e controllo con l’AI.
Le startup faranno i loro pitch giovedì 5 marzo, nel corso della seconda giornata di Start Up Factory, caratterizzata dal contributo di EIT Manufacturing, uno dei content partner di tutta l’iniziativa, insieme alla società di consulenza fiscale e legale Adacta Tax & Legal e alla ProM Facility di Trentino Sviluppo.
Gli ecosistemi di innovazione

Si parlerà poi di ecosistemi dell’innovazione. Come quello trentino, che può contare su due motori: Trento, e in particolare la collina di Povo dove hanno sede FBK, HIT e importanti dipartimenti universitari, e Rovereto, con il Polo Meccatronica e il Progetto Manifattura.
Tra gli interventi attesi quello di Luca Lucchese, direttore generale dell’acceleratore e investitore in startup green (con focus sull’edilizia) Spreentech Ventures, che ha sede proprio presso il Progetto Manifattura.
"Start Up Factory è diventato un appuntamento di rilievo per gli innovatori italiani", osserva Lucchese. "Per una realtà come la nostra, attiva su tutto il territorio nazionale, con 45 soci dal nordest ma anche dall’Emilia-Romagna e altre regioni, esserci è un’opportunità per raccontare il lavoro svolto nel 2025, ad esempio le tre nuove startup in cui abbiamo investito, ma anche per ragionare sulle prospettive di fronte a noi".
Un confronto con le imprese manifatturiere del territorio

La mattina di venerdì 6 marzo sarà focalizzata sugli ecosistemi dell’innovazione dell’Italia centrale, specie quello della Romagna e quello dell’Umbria. Anche se meno conosciuti di poli come Milano, Roma, Torino o Napoli, i due ecosistemi hanno un grande potenziale, e possono contare su startup di alto livello.
Interverranno, tra gli altri, il direttore generale di Cesenalab Alberto Simoncini e Tommaso Vicarelli, presidente di CNA Giovani Umbria.
"L’Umbria può dare molto all’Italia (ma oserei dire anche all’Europa), grazie ai suoi ricercatori e alla sua formazione di qualità, a un tessuto produttivo resiliente e tenace, ai giovani talenti che decidono di rimanere nella nostra regione, o addirittura tornare", sottolinea Vicarelli. "Appuntamenti come Start Up Factory ci permettono di confrontarci con eccellenze da tutto il Paese, ma anche di raccontare meglio l’ecosistema dell’innovazione umbro".
*Articolo a cura di Industrio Ventures
