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Loccioni, progetti strategici in un contesto alternativo

Misura e automazione dove non te le aspetti. È il caso del Gruppo Loccioni, che ha partecipato al Fuorisalone 2012 di Milano con due progetti che trovano nel 'design della conoscenza' un denominatore comune

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Virna Bottarelli
Automazione e misura come punti di partenza. Innovazione, efficienza e sostenibilità come destinazioni. È questo il percorso che Gruppo Loccioni intraprende quotidianamente, identificando il suo core business nella misura ma spingendo i confini della sua attività sempre un passo oltre.

E per un'azienda che ha innovazione e sperimentazione nel suo Dna, non è insolito partecipare a un evento come il Fuorisalone (l'evento nato come alternativo all'istituzionale Salone del Mobile di Milano, ndr) per presentare due dei suoi progetti strategici: il Leaf Meter e la Play Factory.
Come dice Sonia Cucchi, Marketing & Communication Manager di Loccioni: "Abbiamo portato al Fuorisalone il nostro concetto di Design della Conoscenza, ossia la nostra idea di progettare una nuova cultura della sostenibilità e del lavoro".

Il Leaf Meter, una metafora sostenibile

Il Leaf Meter (Leaf sta per Life Energy and Future, ndr) è un misuratore di sostenibilità sviluppato da Loccioni per visualizzare in tempo reale i dati relativi alle performance energetiche e all'impatto ambientale di edifici, processi produttivi e prodotti.
Rappresentato sotto forma di albero, il Leaf Meter è, oltre a uno strumento reale di analisi e gestione di dati, la metafora della Leaf Community, la comunità eco-sostenibile realizzata dal Gruppo Loccioni nelle Marche.

"Nella Leaf Community si sta sviluppando uno dei primi esempi in Italia di Centrale Elettrica Virtuale", spiega Sonia Cucchi. "La smart grid e lo sviluppo di sistemi di accumulo, di comunicazione e di monitoraggio dei dati energetici la renderanno una tra le prime comunità energeticamente indipendenti".

Il gioco come chiave per fare impresa

Con il progetto Play Factory Loccioni ha invece espresso la propria idea di fare impresa, un'idea secondo la quale il gioco ha una dinamicità fondamentale per l'innovazione.
"Questo progetto nasce dalla nostra collaborazione con Isao Hosoe, un designer giapponese da tempo appassionato di ergonomia e non solo, che ci ha aperto un mondo sulla funzionalità del gioco come ispiratore di creatività, innovazione e crescita", dice ancora Cucchi. Per dirlo invece con le parole di Hosoe: "È nel gioco che l'uomo esprime il massimo della sua intelligenza".
Al Fuorisalone Loccioni ha dato la possibilità ai visitatori di vivere la Play Factory con il workshop Play 40, un gioco di associazione tra immagini, parole e concetti, finalizzato alla creazione di nuove idee e alla selezione di quelle più importanti per la realizzazione di un determinato progetto.