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Macchine utensili, il settore tiene grazie all'export

Nel 2011 l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione è riuscita a mantenere, nelle graduatorie mondiali, la quarta posizione tra i produttori e la terza tra gli esportatori. All'Assemblea annuale di Ucimu, dati di mercato e designazione del nuovo presidente

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Virna Bottarelli
“Bene le riforme messe in atto dal governo per ammodernare e rendere più competitivo il paese. Occorrono però misure specifiche, capaci di rilanciare il consumo domestico di macchine utensili: ammortamenti liberi, detrazione dal reddito imponibile pari al 50% del valore degli investimenti effettuati in nuovi macchinari, abbattimento dell'Irap sul lavoro". Si è espresso così Giancarlo Losma, presidente uscente di Ucimu - Sistemi per produrre, in occasione dell'Assemblea tenutasi il 26 giugno, a commento della situazione attuale del suo settore di riferimento. "Mentre le piccole imprese orientate al mercato interno rischiano il collasso, il sistema manifatturiero italiano deve temere l'arretramento irreversibile della sua capacità produttiva; il mancato aggiornamento degli impianti nel nostro paese coincide, infatti, con la forte spinta allo sviluppo messa in campo dalle economie emergenti", ha aggiunto Losma, al quale succederà Luigi Galdabini, presidente designato dell'associazione per il biennio 2012-2013.

Il bilancio 2011

L'industria delle macchine utensili ha registrato, per il 2011, un deciso incremento della produzione, cresciuta del 13,5% e arrivata a quota 4.762
milioni di euro. A determinare la crescita è stata l'ottima performance delle
esportazioni (3.260 milioni di euro il loro  valore, + 25,2% rispetto al 2010).
Di differente tenore
l'andamento delle consegne dei costruttori sul mercato interno che,
scese del 5,7%, non sono andate oltre i 1.502 milioni di euro. Negativa
anche la valutazione sull'andamento del consumo domestico, che,
nonostante un incremento del 3,4%, resta assai debole, fermandosi a
quota 2.551 milioni di euro.
Nonostante le sfumature negative, il settore ha comunque ben risposto alle difficoltà indotte dal contesto,
mantenendo, nelle graduatorie mondiali, la quarta posizione tra i
produttori e la terza tra gli esportatori.

Previsioni 2012

La discrepanza tra l'andamento della domanda domestica e quello della domanda internazionale emerge ancora più chiaramente dai dati di previsione elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per produrre.
Secondo le previsioni, nel 2012, la produzione crescerà, del 4,9% rispetto all'anno precedente, a 4.995 milioni di euro. Le esportazioni raggiungeranno il valore record di 3.660 milioni di euro, il 12,3% in più rispetto al 2011. Al contrario, le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno registreranno un arretramento dell'11,1% fermandosi a 1.335 milioni di euro, penalizzate dalla contrazione del consumo che scenderà, del 4,2%, a 2.445 milioni.

Dove vanno le nostre macchine

Con riferimento all'export, nel 2011, la Cina si è confermata primo mercato di destinazione del made in Italy di settore, seguita da Germania, Stati Uniti, Francia, Brasile, Russia.

Anche l'ultima rilevazione export disponibile, relativa al periodo gennaio-marzo 2012, vede la Cina stabilmente al primo posto nella graduatoria dei paesi di sbocco dell'export italiano di settore, con un incremento del 30,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Seguono gli Stati Uniti (+96,4%), Germania (-13,3%), India (-2,1%), Russia (+92%), Francia (+0,8%).