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Settore manifatturiero, la priorità è essere produttivi

Chiaro il messaggio del Ceo di Rockwell Automation, Keith Nosbusch, in occasione di Manufacturing Perspectives a Chicago: l'automazione contribuirà in modo sempre più importante a migliorare la produttività degli impianti e delle catene di fornitura

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Virna Bottarelli

Sia che si tratti dei mercati emergenti, sia che si tratti delle economie mature, l'esigenza di ottimizzare la produttività per le imprese manifatturiere è sempre pressante: nel primo caso perché occorre continuare a produrre per sostenere i consumi crescenti, nel secondo perché solo il miglioramento della produttività consente di essere competitivi. Lo sa bene Rockwell Automation che, per voce del suo Ceo Keith Nosbusch, ha delineato a Chicago, in occasione di Manufacturing Perspectives, il forum che precede la due giorni dell'Automation Fair, i trend presenti e futuri del mondo della produzione: “Su scala globale stiamo vivendo un epocale cambiamento socio-economico, con i Paesi emergenti che, per la prima volta in duecento anni di storia, contribuiscono alla crescita più di quanto facciano i Paesi sviluppati, e con il 40% della popolazione mondiale che farà il suo ingresso nella classe media entro il 2020”, ha detto Nosbusch. “Rockwell Automation ha il potenziale necessario per cogliere le opportunità del cambiamento e per sostenere i propri clienti a fare lo stesso, offrendo le tecnologie più adatte a migliorare l'agilità, la produttività e la sostenibilità degli impianti e delle catene di fornitura”.

In un scenario simile, Nosbusch ha individuato poi i riferimenti chiave per l'automazione dei prossimi anni: “Occorre migliorare anche la produttività delle informazioni, per questo l'automazione guarda con crescente interesse agli standard di comunicazione aperti e alle comunicazioni unificate, ossia alla possibilità di trasmettere contemporaneamente dati, voce e video in un'ottica di mobilità totale delle informazioni anche nei contesti produttivi”.