L’automotive è uno dei pilastri del sistema manifatturiero italiano: riveste un ruolo strategico per l’economia nazionale, l’occupazione e l’export. Attraverso una vivace filiera competitiva, articola l’ecosistema industriale nazionale, coinvolgendo le piccole realtà altamente specializzate, così come le grandi imprese.
Di fatto, la strategicità del comparto va ben oltre la semplice produzione dei veicoli. Spazia dalla componentistica alla meccanica, dall’elettronica all’automazione, per arrivare a numerose altre attività produttive.
Tuttavia, in un momento di piena trasformazione delle produzioni europee, anche l’automotive affronta un cambiamento importante. Le Twin Transition, i nuovi modelli produttivi e la concorrenza globale impongono una revisione delle strategie industriali, che potrà essere affrontata solo attraverso investimenti mirati in ricerca e innovazione.
In questo contesto si inserisce il nuovo intervento del MIMIT, che mette a disposizione 631 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di tecnologie innovative e rafforzare la competitività della filiera italiana.
Dal prossimo 25 novembre sarà infatti possibile presentare le domande di agevolazione, attraverso la piattaforma informatica di Mediocredito Centrale – il Soggetto gestore della misura per conto del Ministero. In realtà, già dall’11 dello stesso mese si potrà procedere con la precompilazione. Mancano quindi meno di due settimane per organizzare la domanda. Vediamo come.
Automotive, gli obiettivi degli Accordi per l’innovazione
Per accompagnare le imprese italiane nel percorso di transizione tecnologica (in primis) e green, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mette in campo oltre 631 milioni di euro. Prima con il Dpcm di giugno 2026. Che rimodula le risorse del Fondo Automotive per gli anni dal 2026 al 2030, e offre alle imprese una prospettiva pluriennale. E poi con il Decreto Direttoriale del 17 settembre 2026, per la definizione di termini e modalità di presentazione della domanda.
L’obiettivo? Sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale attraverso lo strumento degli Accordi per l’innovazione. E favorire la trasformazione tecnologica e il percorso di decarbonizzazione del settore automotive. Con le risorse sarà possibile rafforzare le competenze tecnologiche e la capacità innovativa delle imprese. Ma, soprattutto, dare avvio allo sviluppo di nuove soluzioni, prodotti e processi produttivi.
Incentivi automotive: la platea dei beneficiari
L’agevolazione è destinata alle imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati, a condizione che svolgano attività industriale, artigiana, dei servizi all’industria, del trasporto o della ricerca. Si può concorrere in forma singola o aggregata. In questo secondo caso, le proposte dovranno essere presentate congiuntamente da un massimo di cinque soggetti, inclusi gli Organismi di ricerca.
Tra le condizioni di accesso figura il rispetto di specifici requisiti amministrativi economici e contabili. Le imprese dovranno essere in regola con gli obblighi contributivi, non essere destinatarie di sanzioni interdittive né trovarsi in situazioni di difficoltà economico-finanziaria o essere sottoposte a procedure concorsuali. Non saranno ammesse le compagini con obblighi pendenti di restituzione di agevolazioni pubbliche indebitamente percepite. Né quelle che hanno delocalizzato attività produttive. Dovrà poi risultare stipulata la polizza assicurativa contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali.
Le risorse disponibili per la filiera automotive
Le risorse, che ammontano a 631,02 milioni, saranno concesse principalmente sotto forma di contributo diretto alla spesa. A questa quota, le imprese possono affiancare un finanziamento agevolato fino al 20% dei costi ammissibili del progetto.
L’intensità massima dell’aiuto è pari al 50% dei costi per le attività di ricerca industriale e al 25% per quelle di sviluppo sperimentale. All’interno di queste intensità massime, rientra anche il finanziamento agevolato.
Il 40% della dotazione è riservata ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno – ovvero Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tuttavia, qualora le risorse non risulteranno impegnate entro fine maggio 2027, il quantum disponibile verrà ricollocato per i progetti del Centro Nord. Il vincolo darà una precedenza alle imprese meridionali ma, trascorsi sei mesi dall’apertura dello sportello, non sarà possibile immobilizzare ulteriormente le risorse. Sarebbe infatti uno spreco lasciare giacenti risorse preziose.
Progetti e spese negli Accordi per l’Innovazione dell'automotive
La misura finanzierà gli investimenti per realizzare tecnologie innovative destinate al settore automobilistico. I progetti dovranno riguardare attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi. Ma anche al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti di rilevante impatto tecnologico. A condizione, però, di favorire percorsi di innovazione nella filiera automotive. Pensiamo, quindi, a nuove tecnologie per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura. In linea con le politiche UE di decarbonizzazione.
Il progetto dovrà avere una durata compresa tra i 18 e i 36 mesi. Con una possibile proroga di ulteriori 12 e un avvio successivo alla presentazione della domanda agevolativa. L’intervento dovrà rientrare in una sola delle tre aree stabilite dall’Allegato A del decreto. Ovvero (1) sviluppo e produzione di nuovi veicoli, componenti e sistemi di alimentazione o propulsione ad alta efficienza; (2) componentistica avanzata per la guida autonoma e connessa; (3) diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di R&S.
Le spese non potranno essere inferiori a 5 milioni di euro, né superiori a 40. E dovranno essere relative a:
- personale impiegato nelle attività progettuali
- strumenti e attrezzature
- servizi di consulenza specialistica
- acquisizione di brevetti e know-how
- materiali
- spese generali.
Il futuro della filiera automotive
È dunque in arrivo un intervento di grande portata, che non si limita al sostegno economico dei singoli progetti, ma punta a stimolare l’innovazione lungo l’intera catena produttiva. Con il coinvolgimento delle diverse realtà della filiera automotive, comprese le imprese della componentistica e della subfornitura.
Da sempre, infatti, gli Accordi per l’innovazione rappresentano uno strumento prezioso per valorizzare le competenze tecnologiche delle imprese. E per rafforzarne la capacità di affrontare le sfide della trasformazione industriale. Una funzione che, nel contesto attuale, assume un’importanza ancora maggiore, soprattutto in termini di competitività sui mercati internazionali. Il che, oggi, non guasta.

