La robotica entra in una nuova fase nella quale l’intelligenza artificiale viene incorporata nelle macchine e nei processi produttivi. È questa la direzione della Physical AI, su cui punta Embodied AI, startup deep-tech europea con sedi a Losanna, Roma e Delft, nata con l’obiettivo di contribuire alla competitività della manifattura europea attraverso una nuova generazione di robot intelligenti.
Secondo Embodied AI, l’automazione robotica tradizionale è ancora poco adatta a gestire attività caratterizzate da elevata variabilità, destrezza e manipolazione. Per questo occorre andare oltre le applicazioni di pick-and-place rigidamente programmate e affrontare compiti tipici della produzione ad alto mix, dove frequenti cambi di prodotto e di processo rendono più complessa l'automazione.
Un “flywheel” per l’apprendimento in produzione
Il cuore dell’approccio è l’Embodied AI flywheel, una piattaforma pensata per raccogliere dati e addestrare modelli AI di piccole dimensioni e specializzati direttamente nell’ambiente produttivo. L’obiettivo è consentire ai robot di apprendere progressivamente i compiti specifici, senza interrompere la continuità operativa.
Il sistema combina un’orchestrazione di modelli AI dedicati a differenti attività con un meccanismo human-in-the-loop. Gli operatori possono intervenire da remoto, correggendo il comportamento del robot quando necessario. Questi interventi diventano a loro volta dati utili per migliorare i modelli e avvicinare progressivamente il sistema all’autonomia.
La sicurezza rappresenta un altro elemento centrale. Embodied AI sta sviluppando un hardware robotico proprietario progettato per interagire in modo sicuro con l’ambiente e con le persone, integrando nel contempo teleoperazione e software orientato all’autonomia.
Dall’elettronica al kitting
Le prime applicazioni riguardano alcune delle attività industriali nelle quali flessibilità e capacità di manipolazione sono particolarmente importanti. La startup ha già stretto partnership con operatori industriali globali per soluzioni dedicate alla produzione elettronica, al kitting e alla gestione flessibile dei cavi.
Il team sta inoltre lavorando con grandi produttori europei per implementare robot direttamente sulle linee dedicate a elettronica, logistica e assemblaggio automotive. L'obiettivo è portare la Physical AI fuori dalla fase dimostrativa e verificarne concretamente il ritorno sull’investimento nei processi produttivi.
Un round per accelerare lo sviluppo
A sostenere il progetto è arrivato un primo importante round di finanziamento guidato da Faber VC, con la partecipazione di Techshop Capital, Look AI Ventures, Kickfund, Plug and Play San Francisco, Excellis e Vento.
Nel breve periodo le risorse saranno utilizzate per portare la tecnologia sulle linee di produzione dei principali OEM europei, mentre una seconda fase prevede investimenti nella crescita produttiva e nella pipeline di raccolta dati e addestramento dei modelli. Una parte dei fondi sarà inoltre destinata all’inserimento di ricercatori, ingegneri e figure commerciali negli uffici di Losanna e Roma.

