La robotica umanoide si sta rapidamente affermando come una delle frontiere più promettenti dell’automazione, ma il vero motore della sua evoluzione non è solo l’intelligenza artificiale. È il motion control.
A sottolinearlo è Clara Sipes, market analyst di Interact Analysis, secondo cui la domanda di componenti per il controllo del movimento crescerà a un tasso annuo medio del +102% fino al 2029, aprendo un nuovo segmento ad alto valore nell’automazione industriale.
Oggi il mercato resta limitato e ancora legato a prototipi e progetti pilota. Tuttavia, il passaggio verso applicazioni reali e scalabili sta accelerando, sostenuto sia dai progressi dell’AI sia da investimenti crescenti da parte dell’industria.
Robotica umanoide e mercato in evoluzione
Il 2025 ha segnato un primo punto di svolta: le spedizioni di robot umanoidi hanno raggiunto circa 20.000 unità, contro le 2.000 dell’anno precedente. Nonostante ciò, le installazioni operative sul campo restano limitate, con circa 2.500 unità effettivamente in uso.
Secondo Sipes, la vera sfida è la scalabilità. «Il passaggio dai prototipi all’adozione commerciale su larga scala è il nodo centrale per l’intero settore». Una volta superata questa fase, si aprirà una nuova ondata di investimenti da parte di logistica, manifattura e servizi.
Le prospettive di crescita sono quindi rimandate soprattutto al prossimo decennio, quando la robotica umanoide potrebbe uscire definitivamente dalla fase sperimentale.
Motion control: il cuore della robotica umanoide
Se l’AI rappresenta il cervello, il motion control è il sistema nervoso della robotica umanoide. Ogni robot integra decine di motori, azionamenti e controllori: in media circa 30 servo motori per garantire movimenti completi e coordinati.
Secondo Sipes, «la capacità di replicare movimenti umani richiede sistemi di controllo estremamente avanzati, in grado di gestire precisione, velocità e sicurezza in tempo reale». Questo implica requisiti elevati: alta densità di coppia, controllo preciso della velocità, movimenti fluidi e integrazione compatta
Da qui emerge un trend chiaro: la robotica umanoide si configura come un’applicazione premium per il motion control, spingendo lo sviluppo di soluzioni integrate e ad alte prestazioni.
Integrazione e sicurezza: le leve tecnologiche
Tra le tecnologie più promettenti, Sipes evidenzia i sistemi integrati motore-azionamento. Queste soluzioni combinano in un’unica architettura motore, elettronica di controllo e sensori, riducendo ingombri, cablaggi e consumi. Un vantaggio cruciale per robot umanoidi, dove spazio e peso incidono direttamente sulle performance.
Allo stesso tempo, cresce l’importanza della sicurezza funzionale. L’interazione diretta con l’uomo impone standard elevati, con funzionalità come Safe Torque Off e controllo sicuro di velocità e posizione sempre più centrali.
Il tema normativo è ancora in evoluzione. Gli attuali standard per robot industriali non coprono completamente le specificità degli umanoidi, aprendo nuove opportunità per i fornitori in grado di offrire soluzioni certificate.
Verso la sostenibilità economica
Dal punto di vista tecnologico, i robot umanoidi hanno già superato la fase puramente sperimentale. La sfida ora è dimostrare un ritorno economico concreto nelle applicazioni reali.
Secondo Sipes, «l’aumento degli investimenti pubblici e privati sta accelerando lo sviluppo e avvicinando il mercato alla sostenibilità economica». Con il miglioramento delle prestazioni e la riduzione dei costi, la commercializzazione su larga scala appare sempre più plausibile.
Il messaggio per i fornitori di motion control è chiaro: il mercato è ancora agli inizi, ma le basi della crescita futura si stanno già costruendo oggi.
