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Planning integrato: ecco come l’industria italiana può vincere l’instabilità

Oggi i manager dell’industria sono chiamati a decidere meglio e più in fretta. Il connected planning dà loro la visione sui dati e la velocità decisionale necessarie per fare i conti l'attuale complessità aziendale. Se ne parlerà all’Anaplan Connect Milano, il 17 marzo.

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Alice Alinari

L’industria manifatturiera italiana si trova oggi ad affrontare una cosiddetta "tempesta perfetta". La frammentazione delle catene di approvvigionamento globali, lo shortage intermittente di materie prime, la volatilità estrema dei costi energetici e tempi di consegna sempre più imprevedibili hanno trasformato la gestione operativa in una sfida quotidiana di equilibrismo.

In questo contesto di incertezza permanente, che alcuni, non a torto, chiamano permacrisi, il tradizionale concetto di pianificazione è diventato obsoleto. Oggi, per i C-Level delle aziende industriali, l’attività di planning non può più essere un esercizio amministrativo o un calcolo statistico basato su dati del passato, ma deve diventare motore della redditività aziendale.

L'intuizione del manager, per quanto supportata dall'esperienza, non è più sufficiente per navigare la complessità moderna. Per proteggere i margini e garantire la continuità produttiva, è necessario trasformare il planning da un processo statico e frammentato a strumento strategico, connesso e capace di elaborare scenari in tempo reale.

Tutti temi che saranno affrontati nell'Anaplan Connect Milano, il 17 marzo 2026, per capire che in un mondo che cambia velocemente, la migliore difesa è fare planning per decidere correttamente e celermente.

Il limite dei silos: il planning frammentato frena la crescita

Nonostante gli investimenti nel digitale, molte realtà industriali hanno ancora con una pianificazione isolata. Il problema strutturale risiede nei cosiddetti "silos applicativi".

Spesso il planning è disperso tra fogli excel gestiti manualmente, sistemi Erp rigidi (nati per la registrazione dei dati e non per la loro analisi prospettica) e software APS che ottimizzano la produzione ma non dialogano con il finance.

Questa disconnessione dei dati crea inefficienze profonde. Quando i sistemi non comunicano, il processo di Sales & Operations Planning diventa poco strutturato e lento. Risultato: i manager si trovano a prendere decisioni critiche basandosi su dati già obsoleti al momento della lettura.

Le conseguenze sono tangibili: scorte eccessive che immobilizzano capitale circolante, oppure, al contrario, rotture di stock che portano alla perdita di commesse e al deterioramento del livello di servizio al cliente. Un planning frammentato non solo frena la crescita, ma espone l'azienda a rischi finanziari che potrebbero essere mitigati attraverso una visione olistica del business.

La soluzione: il connected planning

Per superare questi limiti, Anaplan ha varato il concetto di connected planning. Non si tratta di avere un semplice software di gestione, ma una piattaforma di pianificazione e analisi degli scenari basata su un'intelligenza artificiale nativa, progettata per ottimizzare il processo decisionale nella complessità attuale.

Anaplan agisce come un layer orchestratore che si posiziona sopra i sistemi esistenti (come ERP, CRM e HCM), attivando i dati silenti e facendoli lavorare insieme.

La differenza fondamentale risiede nella capacità di unificare in un unico modello i dati provenienti da ogni funzione aziendale: finanza, logistica, vendite e risorse umane.

Questo approccio permette di passare da una visione cosiddetta "backward-looking" (orientata al passato e puramente transazionale) a una visione "forward-looking" (orientata al futuro e ottimizzata per le decisioni strategiche).

Grazie a un motore di calcolo brevettato e a un’architettura dati in tempo reale, la piattaforma consente di ridurre notevolmente il "time-to-value": implementazioni che in passato richiedevano mesi possono ora essere operative in poche settimane.

Dalla fabbrica al board: il planning tra produzione e finanza

Nel settore manifatturiero, l'impatto di un planning evoluto si misura su tre pilastri: agilità, collaborazione e automazione.

Si parla di supply & demand planning: utilizzando motori di IA predittiva, come PlanIQ, le aziende possono analizzare non solo lo storico delle vendite, ma anche segnali esterni come trend di mercato e indicatori macroeconomici. Questo permette di aumentare l'accuratezza del forecast fino al 50%, riducendo drasticamente gli errori previsionali e gli eccessi di inventario.

C’è poi il capacity planning: il planning della capacità produttiva viene allineato in tempo reale alla domanda reale. È possibile simulare l'impatto di nuovi turni o dell'apertura di nuovi siti produttivi, passando da tempi di allestimento mensili a una pianificazione giornaliera.

Infine ci sono le simulazioni what-if e il planning scenario: questa è forse la funzionalità più dirompente per un CFO o un direttore di stabilimento.

La piattaforma permette di costruire un gemello digitale della supply chain per simulare istantaneamente scenari complessi.

Si è in grado di rispondere a domande chiave, come “cosa succede al margine finale se il costo di una materia prima aumenta del 15%?” O anche,“qual è l'impatto finanziario del passaggio dal trasporto marittimo a quello aereo per una linea di prodotti?”.

Anaplan risponde a queste domande in tempo reale, calcolando il "cost-to-serve" reale e permettendo decisioni basate sui margini e non solo sui volumi.

I risultati ottenuti dalle aziende manifatturiere con il connected planning sono misurabili e impattanti: riduzioni del ciclo di budget da tre mesi a un monitoraggio in tempo reale, abbattimento dei tempi di reporting trimestrale del 90% (da 5 giorni a meno di mezza giornata) e risparmi milionari grazie all'ottimizzazione dell'inventario.

Verso l’Anaplan Connect di Milano

Dato che il futuro della competitività industriale italiana passa per la digitalizzazione dei processi decisionali, il planning moderno non può più permettersi di essere statico; deve diventare un ecosistema di dati integrati, capace di auto-apprendere e di suggerire la rotta migliore in mezzo alla nebbia dell'incertezza.

Per approfondire come l’intelligenza artificiale e il connected planning stiano ridefinendo gli standard del settore, l’appuntamento è all'Anaplan Connect Milano, il 17 marzo 2026.

L'evento sarà più di una conferenza tecnica: sarà un hub di confronto tra pari. Sarà possibile assistere a sessioni dedicate alla creazione di valore, conoscere la roadmap del prodotto e interagire con protagonisti del planning, come Bulgari, Desmet, Generali e Perfetti Van Melle.