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Milano-Cortina 2026 nel mirino dei cybercriminali: la sfida invisibile della sicurezza digitale

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non sono solo una vetrina sportiva globale, ma anche un obiettivo privilegiato per il cybercrime. Tra attacchi DDoS, minacce ransomware e rischi legati all’intelligenza artificiale, istituzioni e aziende rafforzano le difese per proteggere uno degli eventi più seguiti al mondo.

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Nicoletta Buora

Con la cerimonia di apertura a San Siro, questa sera si aprono ufficialmente i Giochi Invernali Milano-Cortina 2026. Sedici discipline, diciassette giorni di gare e un’audience potenziale di oltre tre miliardi di persone rendono l’evento un palcoscenico globale senza precedenti. Ma accanto agli atleti, scendono in pista anche i cybercriminali.

A guidare la risposta istituzionale è l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. “Sui grandi eventi è importante partire in anticipo: è da un anno che ci stiamo lavorando. Abbiamo adottato il modello francese, con un team operativo h24 a Milano per tutta la durata delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi”, spiega Luca Montanari, Capo Divisione Stato della Minaccia di ACN, incontrato in occasione dell’evento #SecurityBarcamp di TrendAI, business unit di Trend Micro, dedicato agli scenari di cybercrime e di cybersecurity.

L’obiettivo è garantire uno scambio di informazioni in tempo reale tra ACN, fondazione organizzatrice e strutture operative. "Lavoriamo insieme – sottolinea Montanari – così le informazioni circolano a tempo zero". Già da qualche giorno sono stati rilevati attacchi DDoS contro strutture alberghiere, attribuiti a gruppi filorussi, capaci di rendere temporaneamente inutilizzabili siti e servizi online.

Dai DDoS all’AI: le nuove minacce digitali

Gli attacchi DDoS rappresentano solo la punta dell’iceberg. Più preoccupanti, secondo gli esperti, sono le possibili intrusioni nei sistemi di videosorveglianza, nei trasporti e nelle infrastrutture critiche.

A delineare lo scenario è anche Unit 42, il team di threat intelligence di Palo Alto Networks, che ha pubblicato il report “Cyber Threats to Milan-Cortina 2026”. Il documento analizza un ecosistema digitale vastissimo: biglietteria, pagamenti, hotel, reti energetiche, trasporti e piattaforme media.

"Le Olimpiadi invernali rappresentano un ecosistema ricco di bersagli", spiega Umberto Pirovano, Senior Manager Technical Solutions di Palo Alto Networks. "Ci aspettiamo tre principali minacce: ransomware a scopo di profitto, spionaggio statale e hacktivismo. Il vero salto di qualità sarà l’uso dell’intelligenza artificiale generativa da parte degli attaccanti".

Chi e come attacca

Il report di Unit42 individua diversi profili di aggressori:

  • Gruppi ransomware come Dark Scorpius, capaci di sottrarre grandi quantità di dati in poche ore;
  • Attori statali, tra cui APT28 (Fighting Ursa) e Insidious Taurus, impegnati in operazioni di intelligence;
  • Collettivi hacktivisti come Anonymous, orientati alla visibilità mediatica.

Sul piano operativo, emergono campagne di phishing avanzato, exploit di vulnerabilità nei sistemi appena implementati, ingegneria sociale personalizzata e deepfake generati dall’AI per impersonare dirigenti e tecnici IT.

Sicurezza fisica e digitale: una difesa integrata

Per garantire lo svolgimento dei Giochi senza incidenti, sono stati stanziati decine di milioni di euro per la sicurezza. ACN presidia il fronte cyber, mentre una sala operativa internazionale coordina le forze sul territorio.

Da Milano partono i collegamenti con le questure di sei città coinvolte. Sul campo operano circa 6.000 agenti di tutti i corpi, affiancati da unità cinofile. Lo spazio aereo è sottoposto a restrizioni, anche contro l’uso improprio di droni.

La strategia è quella di una protezione multilivello, in cui sicurezza fisica e digitale procedono insieme. D’altronde Milano-Cortina 2026 presenta una superficie di attacco enorme. Criminali, gruppi politici e attori statali vedono nei Giochi un’opportunità per amplificare messaggi, guadagni e azioni di destabilizzazione.