L’industria italiana della macchina utensile chiude infatti il 2025 con una crescita molto contenuta. La produzione si è attestata a 6.420 milioni di euro, in aumento dell’1,5%. Tuttavia, il risultato è stato frenato dal forte calo dell’export, che non è stato compensato da una ripresa sufficiente del mercato interno. Il contesto internazionale instabile ha inciso in modo diretto sulle performance complessive del comparto.
Export in calo e mercati sotto pressione per l’industria italiana della macchina utensile
Il 2025 è stato segnato da una contrazione decisa delle esportazioni. L’export si è fermato a 3.710 milioni di euro, il 13,2% in meno rispetto al 2024. Quasi tutti i principali mercati di sbocco hanno registrato un segno negativo. Secondo l’elaborazione di Ucimu-Sistemi per produrre su dati Istat, nel periodo gennaio-settembre 2025 gli Stati Uniti restano il primo mercato, ma in calo. Male anche la Germania, penalizzata dalla crisi dell’automotive. Tiene la Francia. Cresce invece la Polonia, unico segnale positivo in Europa.
Di conseguenza, il rapporto export/produzione è sceso al 57,8%, confermando le difficoltà dell’industria italiana della macchina utensile sui mercati esteri. A pesare sono stati i conflitti geopolitici, la guerra dei dazi e il nuovo disordine del commercio mondiale, come sottolineato dal presidente Ucimu Riccardo Rosa.
Mercato interno in recupero, ma non basta
Sul fronte domestico il quadro è migliore, ma non risolutivo. Il consumo interno è cresciuto del 20,5%, raggiungendo 4.465 milioni di euro. Le consegne dei costruttori italiani sul mercato nazionale sono salite a 2.710 milioni, con un incremento del 32%. Tuttavia, i livelli restano inferiori a quelli degli anni precedenti.
Secondo Riccardo Rosa, il recupero è stato solo parziale anche a causa delle criticità legate a Transizione 5.0. La misura, partita in ritardo e più volte corretta, è diventata pienamente utilizzabile solo negli ultimi mesi, per poi chiudere in anticipo. Nonostante ciò, ha dimostrato la sua utilità nel sostenere gli investimenti tecnologici, insieme al 4.0.
2026: crescita moderata e attese prudenti
Per il 2026 le previsioni di Ucimu-Sistemi per produrre indicano un miglioramento, ma con grande cautela. La produzione dovrebbe salire a 6.590 milioni di euro, pari a un +2,6%. L’export tornerà leggermente positivo, mentre le consegne interne cresceranno grazie alla ripresa della domanda nazionale. Anche il consumo e le importazioni sono attesi in aumento.
Resta però alta l’attenzione sul quadro globale. Secondo Ucimu, serviranno incentivi chiari, semplici e pluriennali per sostenere davvero l’industria italiana della macchina utensile. Solo così le imprese potranno pianificare investimenti e produzione in un contesto che resta instabile, ma ricco di opportunità da cogliere.
