Virus contro gli impianti petroliferi

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Cybersecurity-israelOrmai i sistemi Scada controllano la maggioranza degli impianti industriali, inclusa la generazione di energia – dalle reti elettriche ai reattori nucleari – la potenziale fragilità dell’innervatura elettronica del mondo, è chiara a tutti: compromettendo digitalmente un sistema per l’automazione, si possono accendere e spegnere a distanza singoli processi industriali, causando ogni possibile danno. Esempio recente, a meno di due anni dall’avvento di Stuxnet, il virus digitale più sofisticato che si sia mai visto (fu capace di mettere in ginocchio l’impianto di Natanz per l’arricchimento dell’uranio), i server del ministero del Petrolio di Teheran, della National Iranian Oil Corporation e anche alcuni impianti di produzione, sono stati vittime di un cyberattacco. Il virus, che qualcuno ha battezzato Viper, ha cercato di cancellare i loro database, puntando quindi dritto al cuore della petroeconomia iraniana. L’attacco che non è riuscito a fermare il flusso di greggio iraniano verso il mondo dimostra che la sua virulenza digitale era apparentemente modesta: i siti di ministero e NIOC sono comunque offline, e i terminal petroliferi sono stati sconnessi dall’internet.

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