Turbine eoliche sotto i ponti

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energiaForse non tutti sanno che in Italia qualche anno fa era stata ideata una nuova “tecnologia” per l’eolico, una soluzione assolutamente rivoluzionaria. Poi, complice anche la crisi, ma non solo, non se ne è fatto più nulla e il progetto è finito in qualche cassetto di un qualche ministero: occasione persa, una delle tante, ulteriore esempio di come il genio e la creatività del nostro Paese viene castrato da una burocrazia ignorante e irresponsabile. Ma veniamo ai fatti. L’eolico si sta diffondendo, costi di produzione di energia decrescenti, ma reasta un problema di base: le wind farm sono esteticamente invasive e disturbano il paesaggio, da cui l’idea (made in Italy): perchè non mettere le turbine sotto i ponti? Ovviamente non le grandi pale eoliche che tutti conoscono, ma una versione architettonicamente adeguata al contesto, una specie di grandi cerchi con turbina in grado di catturare il vento delle valli, integrati con la sottostruttura di un ponte autostradale o ferroviario, ottima soluzione per un Paese come l’Italia, che abbonda di viadotti. Tali strutture era previsto che col tempo sarebbero state sostituite da nuove strade e gallerie, quindi abbattute. Ma perchè abbatterle con i costi delle operazioni e invece non trasformarle in supporto per una nuova tecnologia dell’eolico? La limitata capacità di comprensione di chi decide, oltre all’inevitabile perdita di lucrosi appalti ha fatto la sua parte, e il progetto è stato cassato. Ma l’idea, che prevedeva anche l’installazione di pannelli solari sulla sovrastruttura dei viadotti, non si è persa e pare che sia stata rivitalizzata da un team di progettisti in Spagna, Paese che così potrà beneficiare dell’intuizione del genio italico.

 

 

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