Sette proposte per le Smart Cities

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Proviamo a riassumerle qui di seguito:

1.    Definire una strategia generale per l’Italia, quindi definire una visione del Paese e una strategia per realizzarla, riaffermando il ruolo di indirizzo del Governo.

2.    Mettere a punto una governance nazionale per i temi smart che indirizzi l’azione e componga gli interessi trasversali.

3.    Lanciare la versione italiana del modello europeo di partenariato per l’innovazione rivolto alle smart city.

4.    Istituire un premio per le prime cinque città italiane che raggiungono il massimo livello di smartness, misurato con la metrica dei benefici effettivi per i cittadini.

5.    Impegnarsi formalmente a portare a compimento o a chiudere definitivamente alcune iniziative avviate e mai concluse direttamente o indirettamente legate alle smart city.

6.    Promuovere soluzioni smart già disponibili sul mercato e a basso costo che possano produrre progressi significativi a brevissimo termine.

7.    Aumentare del 10% in cinque anni il tempo “realmente libero” degli italiani.

Lo studio sulle smart cities ha preso in esame una finestra temporale che va dal 2013 al 2030, ma l’aspetto più interessante è che le tecnologie in grado di rendere le città smart esistono e riguardano l’efficienza energetica, la domotica e la mobilità sostenibile. Quindi un futuro smart per le nostre città ma a cominciare da oggi. Infine, Barbara Frei, amministratore delegato di ABB spa, chiude con la seguente considerazione: “Per diventare più smart l’Italia deve investire almeno 3 punti di PIL all’anno, ma un Paese più smart vale fino a 10 punti di PIL all’anno”.

Il rapporto è consultabile online.

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