I robot creano nuovo lavoro se l’azienda fa formazione

La nuova rivoluzione industriale divide gli esperti. Apocalittici e integrati scendono in campo e discutono delle ripercussioni sull’occupazione e il lavoro. La robotica e l’automazione rivoluzioneranno il mondo del lavoro. L’automazione erode l’occupazione a bassa intensità di conoscenza e crea al contempo nuove opportunità lavorative e nuove professioni a più alto valore aggiunto. Sostanzialmente si alza l’asticella della specializzazione verticale, ma allo stesso tempo diventano fondamentali l’approccio strategico, l’intraimprenditorialità, le competenze trasversali. Il cambiamento non deve essere concepito come un pericolo, ma come una spinta costante all’innovazione che deve coinvolgere l’intera organizzazione, a tutti i livelli. Nel mondo, comunque, in quattro aziende su cinque l’introduzione di sistemi dotati di IA ha creato nuovi posti. Secondo uno studio di Capgemini, l’83% delle imprese conferma la creazione di nuove posizioni all’interno dell’azienda. Inoltre, rileva il report, i tre quarti delle società hanno riferito di aver registrato un aumento delle vendite del 10%, direttamente legato all’implementazione dell’Ia. Ma negli Usa gli apocalittici sostengono che l’Ia brucerà 1,4 milioni di posti. Scenari da paura. Tanto che Peter Rubinstein dell’Università di Chicago, invita a «comprenderla e affrontarla». E suggerisce di chiamarla «Intelligenza umana avanzata».

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