L’Internet of Things per la crescita

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IoT-GraphicJeremy Rifkin è personaggio noto, autore di 19 libri sugli impatti economici, ambientali e sociali dei cambiamenti scientifici e tecnologici, alcuni dei quali, come “L’era dell’accesso”, “Economia all’idrogeno” e “La fine del lavoro”, sono bestseller internazionali tradotti in oltre 30 lingue. Intervenendo a un convegno dedicato alla Digital Transformation e organizzato da SAP a Villa d’Este a Cernobbio, premesso che la disoccupazione è alta, mentre il PIL è in calo in tutto il mondo inclusi USA e Cina, che la produttività continua a scendere, con il mondo che dipende dal petrolio le cui oscillazioni di prezzo sono potenzialmente devastanti, l’economista ha affermato che per uscire da questa situazione la risposta sta nella digitalizzazione e nell’Internet of Things,  potendo recuperare efficienza perchè il modello avrà costi marginali tendenti allo zero. Quella dei costi marginali pari a zero è il punto di arrivo della teoria che Rifkin espone nel suo ultimo libro, dove tratteggia il futuro del mondo digitale e ipotizza un’infrastruttura unica alla base dei tre cardini intorno a cui ruotano tutte le economie: comunicazione, energia e trasporti. Secondo Rifkin stiamo vivendo la terza rivoluzione industriale, in grado di creare occupazione e crescita e di preservare le risorse del Pianeta. Ma bisogna agire subito. L’Italia può essere al fianco della Germania e della Francia per guidare l’Europa nel viaggio verso la Digital Europe, ha detto,  ma l’economista, che conosce bene l’Italia, è uno dei tanti stranieri che si domanda come mai un popolo di inventori, che eccelle da sempre in creatività, che arriva primo in tante occasioni, nella scienza come nell’arte e nel business, fatica a sviluppare progetti e a portarli a compimento. Non ha perso dunque l’occasione per una strigliata: “Gli italiani sono sempre i primi, ma poi non riescono a crescere e rimanere in testa, e questo è frustrante”. Nella visione di Rifkin, le tre infrastrutture chiave, comunicazioni, energia e trasporti avranno un cuore comune in una piattaforma Internet of Things: vi saranno sensori ovunque, in ogni device, in ogni macchina, lungo tutta la Value Chain, per restituire dati in realtime nei tre componenti di ogni sistema economico. E questo in tutti i settori, nell’agricoltura, come nel retail o nell’industria, e tra quindici anni, ogni macchina sarà connessa dando vita a una sorta di “cervello globale esterno”. Difficile stupirsi: se ne parla da tempo e non serviva il Grande Esperto per illuminarci, ma tant’è, la valenza di un messaggio è sempre funzione del potere di opinione di chi lo confeziona.

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