L’innovazione come marcia in più

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Pietro Palella, Vice Presidente con delega alla Ricerca e all’Innovazione di ANIE.

Pietro Palella, attuale Vice Presidente con delega alla Ricerca e all’Innovazione di ANIE: la Federazione che all’interno di Confindustria rappresenta le imprese elettrotecniche ed elettroniche italiane ci racconta come l’innovazione è il motore della crescita.

Un breve scambio di battute ma con un forte e chiaro messaggio: investire per crescere.

Secondo la sua esperienza, si può dire che effettivamente si manifesti, malgrado le difficoltà del momento, una precisa attenzione all’innovazione tecnologica oltre che propensione a investire?

L’industria delle tecnologie rappresentata da ANIE si caratterizza da sempre per un’elevata vocazione all’innovazione, investendo in media annualmente il 4 per cento del fatturato totale in attività di ricerca e sviluppo. Anche in questa fase economica molto critica, che incide in misura rilevante su reddditività e margini aziendali, non è venuta meno l’attenzione all’innovazione delle nostre imprese. Un’attenzione che è trasversale alla classe dimensionale e al comparto merceologico di appartenenza. Da una recente indagine condotta sulle aziende socie quasi l’80% delle piccole e medie imprese di ANIE hanno dichiarato di aver programmato investimenti nel primo semestre del 2013 in attività di R&S su nuovi prodotti, oltre il 75%. Per mantenere competitività e rimanere sul mercato le imprese devono costantemente rinnovare l’offerta tecnologica, anche a costo di sacrificare margini già ridotti. I mercati in cui operano le imprese ANIE si caratterizzano per un rapido ciclo di vita delle tecnologie, in cui solo chi innova può mantenere quote competitive. Certamente la crisi sta scardinando equilibri consolidati, rendendo più difficile sostenere gli alti investimenti che sono indispensabili alle nostre imprese per rimanere nel mercato. Il rischio è che la forte contrazione della domanda con cui ci si confronta in questa fase non premi adeguatamente in termini di redditività le imprese innovatrici più virtuose.

 

Si può affermare che le nuove tecnologie di automazione siano effettivamente percepite come fondamentale veicolo di innovazione? E inoltre, con particolare riferimento a Cloud Computing e Internet of Things, si tratta a suo giudizio di prospettive del medio periodo oppure già oggi si può parlare di strumenti di innovazione fruibili dal mondo del manufacturing?

Negli ultimi anni l’innovazione tecnologica ha acquisito un passo di marcia più rapido rispetto al recente passato. L’elemento caratterizzante di questa nuova fase è stata la crescente integrazione tecnologica e la trasversalità delle applicazioni ad ambiti molto diversi, dalle infrastrutture energetiche alle costruzioni, dai trasporti al mondo factory. Il Cloud Computing può rivoluzionare i modelli di gestione aziendali di molte piccole medie imprese, che rappresentano una quota preponderante del tessuto produttivo italiano e che oggi, complice la crisi, necessitano di recuperare in tempi brevi una maggiore efficienza dei processi. Nell’effettiva relizzazione dell’Internet of Things sono ancora una volta le tecnologie abilitanti a svolgere un ruolo da protagoniste. È importante però accrescere la consapevolezza negli utilizzatori che non si tratta di soluzioni futuribili o con un ritorno solo nel più lungo periodo, ma di concreti strumenti di innovazione. Guardando al manifatturiero italiano, una leva importante di innovazione tecnologica anche per le realtà più piccole è certamente scaturita negli ultimi anni dalla rapida e crescente internazionalizzazione. L’apertura ai mercati esteri impone infatti immediati cambiamenti nei processi produttivi e organizzativi e favorisce in questo modo l’adozione delle nuove tecnologie anche in quelle realtà industriali tradizionalmente meno propense all’innovazione.

 

Si può affermare che in molti casi un ulteriore tassello verso la fabbrica intelligente o comunque un’occasione di innovazione vada persa per l’incapacità di chi la propone a calarla adeguatamente in uno specifico contesto manifatturiero, creando di fatto una barriera in più all’innovazione tecnologica?

È importante operare perché si diffonda sempre più nel nostro Paese una reale e concreta cultura dell’innovazione, che sappia riconoscere il ruolo centrale svolto dalla ricerca per la crescita dell’industria e, più in generale, dell’economia nazionale.  Le tecnologie per l’automazione rappresentano il cuore dell’innovazione tecnologica che è alla base della fabbrica intelligente. ANIE da tempo si fa promotrice di iniziative volte a diffondere presso l’opinione pubblica e gli operatori del settore la consapevolezza delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Si colloca in questa azione l’organizzazione e la partecipazione a eventi mirati e la pubblicazione di materiale divulgativo. ANIE è la casa delle tecnologie e le imprese che vi aderiscono hanno già oggi disponibili tutti i prodotti e i sistemi che l’industria può utilizzare per diventare più smart. Spesso si tratta proprio di un problema culturale, da parte degli utilizzatori, che hanno bisogno di essere adeguatamente informati sulla disponibilità e sui vantaggi offerti dall’impiego di alcune soluzioni. La necessità di accrescere l’effettiva comprensione dell’innovazione e delle sue potenzialità da parte di utilizzatori e operatori non è circoscritta al solo mondo manufacturing. Basti pensare alle opportunità che le tecnologie offrono per rendere più sostenibili molti servizi pubblici all’interno delle nostre città, dalle reti energetiche all’illuminazione pubblica ai trasporti. Occorre focalizzare l’attenzione sul fatto che le nuove tecnologie non solo sono già oggi disponibili, ma possono fin da ora garantire un immediato ritorno in termini di maggiore funzionalità e di crescente efficienza gestionale. In questa direzione opera, per esempio, l’annuale appuntamento con il Forum Telecontrollo organizzato da ANIE e rivolto agli operatori nei servizi di pubblica utilità.

 

Secondo la sua opinione, la fabbrica intelligente basata sul meglio della tecnologia sarà inevitabilmente causa di perdita di posti di lavoro, oppure, come molti sostengono, permetterà di creare molti nuovi posti di lavoro?

In questa fase economica molto difficile le imprese per sopravvivere alla crisi sono chiamate ad accrescere efficienza e produttività. L’innovazione tecnologica agendo sull’efficienza dei processi fornisce un importante contributo in questa direzione. La perdita di posti di lavoro è una delle maggiori emergenze di questa crisi. Solo sostenendo il manifatturiero sarà possibile salvaguardare anche i livelli occupazionali. Una manifattura più efficiente è la condizione indispensabile per la competitività e solo essendo competitivi si creano opportunità per generare posti di lavoro; quindi l’occupazione si preserva e si sviluppa allargando il perimetro del manufatturiero attraverso la competitività. Questo vale soprattutto per i settori tecnologicamente più avanzati rappresentati da ANIE. La dicotomia fra tecnologie e occupazione è un vecchio concetto presente fin dagli albori della storia industriale. L’automazione dei processi ha trasformato nel tempo i sistemi di produzione ma anche la tipologia dell’occupazione. L’impiego delle tecnologie nella fabbrica intelligente comporta necessariamente uno spostamento delle competenze e della professionalità verso profili più qualificati, dai tecnici in senso stretto agli operatori in mansioni gestionali. Solo per fare un esempio, secondo dati della Commissione europea, nell’ultimo decennio gli investimenti nelle tecnologie abilitanti della micro e della nanoelettronica hanno portato in Europa alla creazione di 700.000 nuovi posti di lavoro, più qualificati e orientati alla componente service. Dall’altro lato, secondo dati Unioncamere nel 2012 il 20% delle assunzioni di tecnici per la produzione manifatturiera sono stati per le imprese italiane di difficile reperimento. Questo significa che esiste ancora un divario fra sistema formativo e domanda di professionalità tecnica specialistica da parte dell’industria.

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