Le sfide da vincere per l’Industry 4.0 anche in Italia

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iotL’applicazione in Italia dei principi della digitalizzazione nei settori manifatturieri, la cosiddetta “Industria 4.0”, è al centro di un continuo dibattito  e due Top Manager di Boston Consulting Group hanno spiegato ai deputati italiani, in un’audizione alla Decima Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, quanto Industry 4.0 impone come sfide. Difficile non indulgere in una qual certa ironia data la competenza e l’interesse dei nostri rappresentanti, comunque la presentazione c’è stata. I Top Manager, dato che probabilmente le nostre università non erano all’altezza, hanno spiegato che la competitività sui mercati manifatturieri sta rapidamente cambiando, e l’Italia è tra i Paesi meno competitivi per i costi di produzione, al 20° posto su 25. Inoltre tra i Paesi avanzati è quello che, insieme alla Francia, ha perso più competitività negli ultimi 10 anni, e questo perché il manifatturiero italiano è oggi penalizzato da molti fattori strutturali sfavorevoli, tra cui l’alto costo del lavoro, l’alto costo dell’energia, e l’assenza di materie prime che vanno importate con relativi costi di trasporto; per recuperare competitività il manifatturiero italiano deve puntare su due leve: un’offerta di prodotti ad alto valore aggiunto che con prezzi di vendita “premium” controbilancino il loro alto costo di produzione, e un aumento della produttività grazie all’uso di nuove tecnologie digitali e di automazione, in primis Internet of Things, Machine-to-Machine, Big Data, additive manufacturing (le applicazioni industriali della stampa 3D) e prototipazione virtuale, che, a detta dei Top Manager abilitano appunto la Industry 4.0 che rappresenta una grande opportunità per le aziende italiane, “addirittura” un percorso obbligato. I Top Manager stimano che Industry 4.0 genererà una crescita di circa l’1,1% annuo del PIL della Germania, cioè circa 40 miliardi di euro annui di ricavi aggiuntivi, e circa 400.000 nuovi posti di lavoro da qui a 10 anni. I settori più coinvolti saranno automobilistico, alimentare, componentistica meccanica ed elettrica, costruzione di macchinari e automazione industriale. Essendo questi tra i settori industriali più importanti anche in Italia, l’esempio tedesco dà un’idea concreta dei benefici che può avere una larga applicazione di Industry 4.0 sulla nostra economia. Anche le istituzioni italiane, suggeriscono i Top Manager, devono fare di Industry 4.0 una priorità e cominciare fin da subito a pianificare azioni precise, avviando al più presto un gruppo di lavoro che coinvolga istituzioni, imprese, università e associazioni di categoria per valutare gli impatti che la rivoluzione industriale in atto avrà sul nostro comparto manifatturiero nei prossimi 10-15 anni. E’ stato poi aggiunto, tra l’altro, che caleranno le richieste di lavoro manuale non specialistico e aumenteranno quelle di figure fortemente qualificate, quali programmatori, sviluppatori di software, specialisti di meccatronica. Occorrerà quindi avere chiari i nuovi profili di cui Industry 4.0 avrà necessità, e riconvertire molte figure professionali. Insomma, finalmente un chiarimento necessario per capire Industry 4.0.

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