Le prospettive del Cloud Computing

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Guido Porro, Managing Director EuroMed, di Dassault Systèmes.

Il modello Cloud Computing nasce nel mondo dell’Information Technology ma non vi sono vincoli pratici per una sua adozione anche nell’automazione di fabbrica, posto siano superate alcune barriere soprattutto concettuali.

La tecnologia Cloud sta velocemente arrivando a livelli di maturità sorprendente. Questo implica che il tema Cloud Computing inizia a entrare in ambiti funzionali che fino a qualche tempo fa erano ritenuti intoccabili da tecnologie “distribuite”: è il caso dei sistemi di automazione e controllo di processo industriale, e con riferimento a questi sistemi ci si interrogata sul potenziale del Cloud, Per saperne di più abbiamo colloquiato con Guido Porro, Managing Director EuroMed, di Dassault Systèmes.

Prima di entrare nel merito del possibile rapporto tra Cloud e automazione di fabbrica, può brevemente esporci la sua opinione su quello che viene da più parti definito come nuovo paradigma dell’Information Technology?

Come Dassault Systèmes abbiamo scommesso sul Cloud per diverse ragioni. In primo luogo consideriamo questo paradigma per la fornitura di servizi come un veicolo importante per aiutare le aziende, soprattutto le piccole e medie imprese, a ridurre i costi di gestione e amministrazione della tecnologia. Le aziende possono avere i benefici della tecnologia di modellazione, simulazione e prototipazione virtuale in 3D senza un’infrastruttura IT dedicata e senza vincoli e investimenti a lungo termine nel software. La proliferazione di dispositivi mobili è un altro fattore abilitante per lo sviluppo del Cloud. Se l’interfaccia verso il mondo è destinata a diventare lo smartphone o un altro tipo di dispositivo mobile, i dati devono essere necessariamente in Cloud, altrimenti non funziona.

Come pensa si possa applicare il Cloud nel mondo delle applicazioni di automazione?

I dubbi di applicabilità sono di due tipi: problemi di carattere generale, cioè riferibili a tutti i processi aziendali, e problemi o complessità di applicazione specifici dell’automazione industriale. I primi sono riferiti ai vincoli tecnici che potrebbero limitare la capacità delle aziende di trasferire applicativi esistenti e/o applicativi complessi sul Cloud, a leggi e normative che limitano il traffico e lo spostamento di dati in molte giurisdizioni, alla sicurezza e protezione dei dati, e altro ancora. I secondi si riferiscono invece alle specificità dei processi di automazione di fabbrica, che utilizzano dati che devono essere resi accessibili in realtime, gestiti con la sicurezza della ridondanza e allineati all’ultima versione. Per fare chiarezza è quindi utile distinguere la gestione del processo da quella del dato nell’applicazione di fabbrica, sia essa uno shop-floor, un sistema di generazione del percorso utensile o un programma di simulazione. I dati devono necessariamente risiedere sul client locale in uso all’operatore finale. D’altro canto, nelle aree funzionali coperte da MES, i Manufacturing Execution Systems, da Mobile reporting, Web-based dashboard e automazione del flusso di lavoro, il Cloud può offrire significativi spunti di beneficio.

Soffermiamoci un istante sui sistemi MES: ci può fornire qualche dettaglio?

A titolo di esempio, il MES include applicazioni come la gestione delle performance operative o le automazioni dei processi di business. Nessuna di queste è significativamente vincolante dalla latenza inerente alla connettività. Infatti, i provider di servizi possono elaborare processi come l’elaborazione degli ordini per la manutenzione degli impianti oppure analisi di campioni e segnalazioni, come nel caso di sistemi di laboratorio, e rendere queste applicazioni disponibili ai clienti e fornitori tramite il Cloud, i quali saranno felici di utilizzare questi “oggetti” di business. Inoltre le soluzioni MES basate sul cloud permettono alle aziende manifatturiere di procedere attraverso una standardizzazione di processi di produzione tra i diversi impianti distribuiti, una capability particolarmente attraente per le grandi e piccole imprese globali che acquistano e producono in tutto il mondo e vogliono diffondere il più possibile le buone pratiche produttive sviluppate. Un’altra area di possibile interesse applicativo del “cloud in fabbrica” è la possibilità di utilizzo di mobile reporting per il supporto alle decisioni tramite analisi “what-if” e “root-cause” in realtime. Anche in questo caso la tecnologia Cloud è un fattore abilitante fondamentale.

Quindi, come devono reagire il management e i gestori di sistema a questa opportunità in fabbrica?

La nostra raccomandazione è quella di fare ciò che tutti gli ingegneri farebbero quando si trovano di fronte a una svolta fondamentale nella tecnologia: informarsi velocemente. Studiare il Cloud Computing ora, per essere pronti a selezionare, implementare e integrare le applicazioni in un futuro che potrebbe essere molto più prossimo di quanto ci si aspetti. È necessario quindi guardare ai fornitori di servizi in una nuova veste: se sono pronti o si stanno attrezzando a fornirvi servizi affidabili. È necessario prendere in considerazione la governance: come sarà possibile garantire conformità ai requisiti di carattere legale e di integrazione nella supply chain? È necessario valutare il grado di maturità dei fornitori di software, considerare quali di loro hanno una chiara strategia per muovere le applicazioni selezionate all’interno di un modello host e come collaboreranno con le società di infrastruttura che si proporranno.

A suo avviso, quali tipologie di aziende possono o, se vogliamo, devono prendere in considerazione il Cloud Computing?

Il Cloud deve essere preso in considerazione da tutte le aziende che capiscono come, nelle loro attività quotidiane e per le loro scelte strategiche, questa tecnologia sia destinata a cambiare le regole del gioco. Come Dassault Systèmes, pensiamo che il Cloud per la fabbrica debba essere considerato sia uno strumento IT sia un’opportunità di business. Per questo negli ultimi anni abbiamo investito particolarmente in quest’area, con particolare riferimento agli ambiti funzionali prima citati. Pensiamo anche che gli obiettivi di riduzione dei costi e maggiore agilità non dovrebbero essere preponderanti rispetto agli aspetti più squisitamente strategici di questa evoluzione. Il primo passo è capire come il Cloud possa riplasmare il proprio settore industriale. Il management dell’azienda e i responsabili IT dovrebbero definire una visione condivisa del Cloud, e per farlo devono considerare con precisione la catena del valore del loro settore per scoprire le opportunità legate a riduzione dei costi, agilità operativa, collaborazione, analisi avanzate e mobilità. Questo è particolarmente vero per l’applicazione del Cloud in fabbrica. Inoltre, e infine, management dell’azienda e responsabili IT dovrebbero allargare l’orizzonte alle attività che potrebbero beneficiare dei punti forti del Cloud in termini di scala, gestione di enormi volumi d’informazioni e standardizzazione dei processi. Questi sono i driver di valore da considerare per cogliere appieno le opportunità offerte dal Cloud.

 

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