Le nuove prospettive della robotica

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Emanuele Micheli, Vice Presidente della Scuola di Robotica di Genova.

Una visione della robotica che spazia dai sistemi di produzione, alla ricerca applicata, coinvolgendo anche aspetti etici ed educativi.

Nessun contesto tecnologico richiama, al pari della robotica, situazioni e stimoli variegati che si fondono in un panorama che va dalla produzione industriale altamente automatizzata alle proiezioni immaginifiche di robot umanoidi o comunque clonati dalla natura per svolgere compiti e servizi pericolosi e difficili per gli esseri umani. Ma il mondo della robotica è anche ricerca, etica, educazione e qualcosa di più. Ne abbiamo parlato con il prof. Emanuele Micheli, Vice Presidente della Scuola di Robotica di Genova.

Nel panorama europeo, come si colloca la ricerca universitaria del nostro Paese sui sistemi robotizzati? Quali filoni sono particolarmente perseguiti?

L’Italia ha una scuola storica sulla robotica in diverse università italiane e centri di ricerca. Spesso pensiamo che la nostra ricerca sia indietro rispetto a quella del resto del mondo, ma nonostante la perenne e grave crisi economica del mondo della ricerca, molti centri di ricerca italiani godono di buona fama in tutto il mondo. I filoni di ricerca sono diversi, per descriverli parto da quelli in cui sono direttamente coinvolto per poi cercare di tracciare una panoramica ampia del paesaggio robotico italiano. Al momento seguo tre filoni di ricerca: Cloud Robotics, robotica educativa e design per la robotica. Questi tre argomenti sono sicuramente alla frontiera della ricerca europea nonostante i media non ne parlino molto. Il settore della Cloud Robotics in Italia è al momento spinto da un progetto di ricerca voluto e finanziato da Telecom Italia che coinvolge il CNR-IEIIT di Genova, lo IAS-Lab dell’università di Padova e il DAUIN del Politecnico di Torino. Cloud robotics significa la possibilità di connettere e far comunicare piattaforme robotiche totalmente diverse fra loro con la rete. In questo modo robot diversi in luoghi lontani fra loro potranno condividere esperienze e informazioni. Il progetto italiano ha l’ambizione di portare avanti il settore della Cloud Robotics come avviene in USA grazie a Willow Garage e a Google. Il secondo settore di ricerca di cui mi occupo, e che ha grande interesse anche in Italia, è la robotica educativa. Cioè l’utilizzo di kit robotici pensati per la didattica da utilizzare nelle scuole di ogni ordine e grado. In questo settore alla Scuola di Robotica, di cui sono Vice Presidente, stiamo lavorando sul riuscire a formare numerosi docenti di tutta Italia all’utilizzo di kit robotici per migliorare la didattica. In questo caso la robotica non è un fine ma uno strumento didattico per insegnare le discipline curriculari. Forse è presuntuoso definire la robotica educativa un settore di ricerca, ma grazie alla robotica educativa potremo sperare in un futuro di dire la nostra come nazione nella ricerca su questo settore, per cui a mio giudizio entra di diritto fra i settore più importanti della robotica. Questo settore è seguito anche da altre istituzioni fra cuila Scuolaper gli Studi superiori Sant’Anna di Pisa che coordina una rete di scuole in Toscana. In Europa questo settore è per esempio coordinato dal Fraunhofer Institute di cui siamo partner con il progetto europeo «Roberta, le ragazze scoprono la robotica». Il terzo settore di cui personalmente mi occupo è il design per la robotica dedicata alla cosiddetta utenza debole, con cui si intendono bambini, anziani e persone con handicap motori o cognitivi permanenti o temporanei. Questo settore è molto affascinante perché permette finalmente ai designer di entrare in gioco in maniera decisiva sulla progettazione dei device robotici che purtroppo spesso peccano dal punto di vista dell’interfaccia e dell’interazione con l’essere umano, con l’ambiente e con le altre macchine. Questo settore che oggi potremmo considerare di nicchia a livello mondiale, è destinato a crescere sempre di più. Dopo essere partito da una panoramica personale mi sembra giusto ricordare che in Italia si punta molto su alcuni concetti come: robotica medicale e biorobotica, robotica umanoide, robotica industriale, robotica sottomarina.

Le celle robotizzate sono ormai in grado di interagire con prodotti una buona personalizzazione delle linee automatiche di montaggio.

Entrando nello specifico dei sistemi robotizzati, quali sono a suo avviso le innovazioni recenti più importanti e su quali soluzioni tecnologiche ci si sta maggiormente concentrando per meglio rispondere alle esigenze del mercato o comunque per agevolare l’uso di sistemi robotizzati nel manufacturing?

Le celle robotizzate sono ormai in grado di manipolare e interagire con prodotti molto diversi fra loro consentendo una buona personalizzazione delle linee automatiche di montaggio della maggior parte degli oggetti oggi in vendita. Il passaggio successivo percorso da KUKA e da altre grandi aziende della robotica industriale è quello legato alla realizzazione di robot industriali capaci di interagire con gli operatori umani, mentre oggi le catene di montaggio robotiche sono off limits per le persone tranne che nei periodi di manutenzione. La possibilità di realizzare robot leggeri, in grado di comprendere la vicinanza dell’operatore e di agire di conseguenza, consentono alla robotica industriale di aprire nuovi varchi nell’impiego di robot in azioni dove fino a oggi sono stati utilizzati ben poco i processi automatici. Infatti ormai tutto ciò che era facilmente automatizzabile è stato automatizzato, mentre i settori industriali manifatturieri che richiedono ancora l’intervento dell’automazione sono quelli dove l’intervento umano per questioni di qualità è ancora decisivo. Ecco perché sono nati progetti come il KUKA Light Weight che consente una facile interazione con gli operatori umani. Questa interazione, che è ancora oggetto di numerose ricerche in tutto il mondo, sarà il futuro della robotica industriale nelle piccole e medie imprese del manifatturiero.

Parlando di nuove potenzialità, quali nuove prospettive applicative si potrebbero aprire per le attività manifatturiere?

La robotica e l’automazione stanno sempre più cambiando il mondo dell’industria e del manifatturiero. Nel passato l’automazione ha consentito di aumentare la produzione e di renderla omogenea, ma oggi il mercato richiede una grande flessibilità, e il mondo della robotica va verso proprio una grande flessibilità e una maggiore customizzazione dei prodotti. Le fabbriche del futuro saranno fabbriche pronte a produrre oggetti personalizzati quasi individualmente. Su questo la crescita delle stampanti 3D potrà in qualche modo cambiare il mondo della produzione di oggetti, rendendoli unici per ogni utente.

Qualche sua considerazione su tematiche che ritiene possano essere particolarmente significative e che non sono state toccate con le domande precedenti?

I benefici economici della robotica spesso si sottovalutano, ma grazie a un sano utilizzo di aziende automatizzate si potrà portare la produzione nei luoghi dove i prodotti vengono venduti. Infatti la delocalizzazione della produzione ha alzato notevolmente i costi ecologici e sociali dei prodotti, ma grazie a una produzione locale mediante l’utilizzo dei robot si potranno avere dei benefici notevoli sia dal punto di vista sociale che ecologico.

Emanuele Micheli

Ingegnere Meccanico specializzato in robotica, collabora con Scuola di Robotica di Genova dal 2001 e continuativamente dal 2005, occupandosi dei corsi di formazione sulla robotica educativa per docenti di scuole di ogni ordine e grado, ed è il coordinatore delle attività didattiche di SdR e dei progetti per le scuole. Nell’ambito del progetto europeo «Roberta, le ragazze scoprono i robot», è stato accreditato come “Tutor of Teachers” dal Fraunhofer Institute for Intelligent Analysis and Information Systems IAIS di Sankt Augustin in Germania. Oltre alla robotica educativa si occupa anche di design, di roboetica e di divulgazione. Per SdR tiene numerose conferenze in tutta Italia e ha partecipato a numerosi progetti europei e nazionali. Coordina e progetta numerosi laboratori per bambini sulla robotica nell’ambito dei più importanti festival scientifici italiani (Festival della Scienza, Festival della Mente, Perugia Science Fest, Scienza in piazza ecc). Nel 2009/2010 ha partecipato come assistente esterno a un corso di design e robotica presso la facoltà di Architettura di Genova. Nel 2005 si è diplomato al corso di regia pressola SDAC, Scuola d’Arte Cinematografica di Genova. Nell’ambito del documentario “Ciao Robot, la nascita della roboetica” ha seguito la produzione del documentario come Direttore della Produzione.

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