Le memorie Racetrack

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memoriaLe memorie non volatili Racetrack, o Domain-Wall Memory (DWM), a differenza degli hard disk che leggono i dati dalle piste di dischi in rotazione, fanno uso di linee di nanofili stazionari: l’elettricità passando lungo i fili  crea dei “domain walls”, cioè spazi tra i fili in cui è possibile memorizzare i dati, caratteristica che rende le Racetrack ideali per una futura generazione  di memorie veloci, dense e low power, almeno stando ai ricercatori dell’università di Glasgow che le stanno perfezionando. Al momento il problema maggiore riguarda l’individuazione del materiale che meglio consente di creare un sistema di data storage robusto e affidabile, in grado di garantire una lettura/scrittura veloce ed efficiente. La struttura sperimentale è costituita da un film sottile ottenuto con un processo di polverizzazione ionica, tipo Physical Vapor Deposition, con materiali quali platino, cobalto e ossido di alluminio, e successivi test hanno permesso di verificare che effettivamente è possibile una codifica/decodifica di dati, con gli elettroni che si muovono ad alta velocità avanti e indietro tra i wall. In sintesi, le memorie Racetrack utilizzano una corrente elettrica spin coherent, dove per spin si intende il momento angolare di una particella elementare, per spostare un dominio magnetico lungo un nanofilo di 200nm e spessore 100nm; quando la corrente passa lungo il nanofili, il dominio viene modificato da una testina di lettura/scrittura magnetica che in tal modo registra il desiderato bit pattern. La teoria fisica alla base del fenomeno dei domain wall va ricercata nella chiralità, particolare proprietà fisica di molecole o strutture di essere non sovrapponibili alla propria immagine speculare nelle tre dimensioni. In effetti queste memorie erano già state studiare nel 2008 dalla IBM, ma le qualità chirali dei possibili materiali non erano state ancora sperimentalmente verificate, ed è quello che hanno fatto i ricercatori inglesi utilizzando un avanzatissimo microscopio elettronico in grado di visualizzare le immagini di questi domain wall, arrivando a individuare il materiale migliore per queste nuove memorie e iniziare a ipotizzare una vera e propria produzione per successivi utilizzi pratici.

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