La qualità della ricerca in Italia

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ricercaIn un recente convegno tenutosi presso la sede del CNR di Roma è stato esaminato il report di Scienceonthenet, che traccia la geografia  della ricerca italiana, e il database Italian Research Map (IRM) riguardante i dati relativi al settimo programma quadro della Commissione europea (Fp7), cui hanno preso parte più di 2.000 soggetti italiani. Dai dati risulterebbe che l’Italia è un’eccellenza in Europa per quanto riguarda la ricerca: nel programma Fp7 si classifica al quarto posto tra i 27 Paesi UE, dopo Germania, Gran Bretagna , Francia, per numero di progetti e per finanziamenti attribuiti, e quindi per numero di progetti coordinati.  Vi è però ancora molto da fare per adeguare le politiche agli standard europei, e per diventare più competitiva, la ricerca italiana dovrà prefissarsi tre obiettivi: aumentare la competitività internazionale, potenziare l’attrattività per favorire il rientro dei cervelli e ideare percorsi nuovi per giovani capaci e meritevoli. Da aggiungere che in Italia per ogni euro investito ritornano solo 65 centesimi, e per modificare questa situazione occorrerebbe aumentare l’incidenza delle collaborazioni con alcuni paesi particolarmente dinamici, negoziare una frazione di finanziamento maggiore, specie se si pensa che i coordinatori italiani di progetto sono il 16% in meno rispetto alla media europea, e aprire le porte al settore privato, all’industria.

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