La Floppy Age resiste ancora

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floppyProbabilmente sono pochi tra i tecnici di nuova generazione che hanno mai maneggiato dei Floppy disk. Questi “oggetti”, che hanno preceduto chiavette USB e dischi ottici, nascono nel 1967 e hanno avuto il loro massimo sviluppo con i floppy da 3½ a 1,44 MB (si consideri che le diffuse pendrive propongono oramai a costi molto bassi capacità di 16 GB), per poi scomparire dal mondo IT alle soglie del 2000, con la Apple che per prima eliminò le unità floppy disk dai propri modelli con l’uscita dell’iMac nel 1998. Oggi, incredibile a dirsi, ci sono ancora ambienti IT che usano i floppy e, ancora più incredibile, l’impiego avviene in molti uffici federali degli Stati Uniti. Secondo i dati forniti  dal Government Accountability Office, più del 75% del budget IT federale riguarda l’utilizzo e la manutenzione di sistemi obsoleti che usano software datati e parti hardware vecchie di anche 50 anni e non più supportate. Caso emblematico quello del Dipartimento delle Difesa USA dove i floppy da 8 pollici, con capacità da 80KB a circa 1000 KB, sono usati in sistemi che coordinano le funzioni operative delle U.S. Nuclear Forces. Ovviamente è in atto un piano di riorganizzazione e modernizzazione dell’IT federale, stante l’attuale rischio di funzionalità inadeguate che possono essere causa di criticità non indifferenti, ma non mancano le resistenze in quanto mettere fuori servizio sistemi vecchi per sostituirli con altri allo stato dell’arte è un’operazione percepita in sè come rischiosa, e questo senza accantonare l’inadeguatezza del management che ha fatto sì che molti costosi progetti non andassero a buon fine, anche a causa dell’arretratezza e estrema lentezza delle pratiche di procurement IT. In sostanza, aggiungono alcuni esperti, i costi di manutenzione di sistemi obsoleti sono così alti da lasciare ben poco budget per l’innovazione.

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