Il silicio che si raffredda

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Quando un cubetto di ghiaccio viene esposto a una fonte di calore comincia a sciogliersi, passando quindi da uno stato solido a quello liquido. E all’abbassare la temperatura, avviene la solidificazione del materiale liquido. Tuttavia vi sono dei materiali che posseggono una proprietà particolare denominato “retrograde melting”, una sorta di fusione all’inverso. All’abbassarsi della temperatura questi materiali si sciolgono, anche se da un punto di vista scientifico raggiungono una condizione di equilibrio tra lo stato solido e quello liquido. Ed è quanto accade al silicio, in presenza di rame, nichel e ferro. I ricercatori del MIT hanno aumentato la temperatura fino a ottenere la fusione dei tre metalli all’interno del silicio vale a dire 900 gradi centigradi, restando quindi al di sotto del punto di fusione del silicio (1414 C°) quindi hanno diminuito bruscamente la temperatura, ottenendo una condizione caratterizzata dalla coesistenza tra lo stato solido del silicio e quello liquido dei metalli. Questo perché le impurità che possono “contaminare” il silicio, abbassandone la sua efficienza di conversione dell’energia solare in energia elettrica, migrano nello stato liquido, lasciando così porzioni di silicio purissimo allo stato solido.

 

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