Il ritardo nella banda larga costa l’1,5% del PIL

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europaGli investimenti che l’Italia sta facendo in nuove iniziative di connessione, come circa un milione di euro a favore delle “città intelligenti” sono segnali positivi ma occorre fare di più in termini di investimenti nelle nuove tecnologie “per dare quello slancio economico di cui abbiamo bisogno ora e in futuro”, quindi «Dobbiamo investire nelle Tic finanziariamente e politicamente», ha ammonito la Kroes, ricordando che l’Italia si trova in una situazione di particolare arretratezza rispetto agli altri paesi Ue. Ben il 41% degli adulti italiani, infatti, non ha mai usato internet, una percentuale doppia o tripla rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna, mentre il tasso di penetrazione della banda larga è di 10 punti inferiore a quello di questi paesi, pari a un effetto negativo sul PIL dell’1-1,5%. Entro il mese di giugno il governo metterà a punto “Digitalia”, “un pacchetto di spinta” alla digitalizzazione delle imprese e del sistema Paese.

 

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