Il reshoring dell’ industria elettrotecnica ed elettronica

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Se il manifatturiero italiano vuole tornare a crescere, occorre ripartire dalla fabbrica, e portare lavoro in Italia si può, a patto che le aziende che decidono di farlo non siano lasciate sole: questo è quanto è emerso nella elettronicarecente assemblea annuale di Anie Confindustria, con reshoring, innovazione ed education come grandi temi affrontati nel corso dell’evento. Il reshoring, cioè il rientro in Italia dei siti produttivi prima delocalizzati all’estero, è stato al centro di uno studio realizzato dalla Federazione con il contributo di Luciano Fratocchi, professore di Ingegneria economico-gestionale all’Università de L’Aquila e portavoce del gruppo di ricerca italiano Uni-Club MoRe Back Reshoring. Dallo studio emerge che i settori Anie rappresentano quasi il 20% del totale del reshoring italiano, secondi solo ad abbigliamento e calzature. Est Europa (38,5% dei casi) e Cina (30,8%) sono le aree geografiche da cui maggiormente si ritorna, per un fenomeno che si origina nel 40% dei casi per piccole e medie imprese. Tra le motivazioni più rilevanti per il rientro, il minore controllo della qualità della produzione all’estero, la necessità di vicinanza ai centri italiani di ricerca e sviluppo (25%) e i maggiori costi della logistica (22%). Dall’indagine condotta da Anie presso le aziende associate emerge poi la ferma vocazione all’innovazione: il 60% delle imprese ha dichiarato di aver investito in R&S nel triennio 2011-13 una quota di fatturato superiore al 2% e ben il 40% ha inoltre segnalato un’incidenza della spesa in R&S sul fatturato superiore al 4%. Forte anche la propensione al cambiamento: per il 72% delle imprese è oramai vicino un nuovo modello organizzativo che verrà attuato nel settore elettrotecnico ed elettronico entro il 2017. Per il 65% degli intervistati, inoltre, la strada verso nuovi standard di organizzazione aziendale è già in atto. Sempre secondo lo studio, per oltre la metà delle aziende Anie l’adozione delle più moderne tecnologie di ICT e ITS (Internet of Things and Services) è completamente avviata da tempo; l’8% ha appena intrapreso questo cammino e il 25% conta di farlo entro breve. All’assemblea di Anie Confindustria sono stati presentati anche i dati economici del settore. I comparti hanno registrato nel 2013 una flessione del fatturato aggregato dell’11,8%. Il fatturato è passato dai 63 miliardi di euro del 2012 ai 56 miliardi di euro del 2013, perdendo 7 miliardi di euro. Quasi tutti i comparti hanno chiuso il 2013 con un andamento negativo, con diminuzioni più accentuate per componenti elettronici (-11,2%), tecnologie per la trasmissione di energia elettrica (-9%) e cavi (-8,3%). Fra i comparti in controtendenza, Automazione Industriale, che a fine 2013 ha registrato un incremento annuo del 3,9%, e sistemi di trasmissione movimento e potenza con variazione positiva dello 0,7%. Entrambi i comparti hanno beneficiato della domanda di tecnologie innovative da parte delle imprese manifatturiere italiane più competitive e impegnate nella conquista dei mercati esteri.

 

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